Alla fine del diciannovesimo secolo, tra le strade della Parigi nel pieno della Belle Époque, un nome inizia a circolare fra i salotti intellettuali borghesi: quello di Jean Lorrain, artista che sarà in quegli anni descritto come un vero e proprio dandy. Nato nel 1855 con il nome di Paul Alexandre Martin Duval, sceglie l’utilizzo di uno pseudonimo per proteggere la reputazione della famiglia. Il suo carattere, infatti, rivela una personalità incline allo scandalo e volutamente eccentrica: è noto per le sue critiche giornalistiche e per l’uso massiccio di droghe in ogni momento della sua giornata. Il suo stile rientra nel modello del Decadentismo: l’amore per l’arte e per gli eccessi legati a essa lo resero uno degli ultimi artisti della corrente letteraria, che già nei primi anni del Novecento cessa di esistere. Dopo una vita travagliata segnata dalla droga, muore nel 1906, a soli cinquant’anni. Tra lirismo e sfarzi, scopriamo tre libri di Jean Lorrain da non perdere.
Indice dei contenuti
Quali sono i libri più importanti di Jean Lorrain?
| Titolo opera | Anno | Caratteristiche principali |
|---|---|---|
| Monsieur de Phocas | 1901 | Stile iper-descrittivo, esplorazione dei lati oscuri e pulsioni umane. |
| Storie di maschere | 1900 | Raccolta di racconti brevi, critica tagliente alla società francese. |
| Sensazioni e Ricordi | – | Riflessioni personali e cronaca sotto l’effetto dell’etere. |
1. Monsieur de Phocas – il pieno spirito decadentista
Scritto nel 1901, si tratta di un romanzo che incarna lo stile presente in tutti i libri di Jean Lorrain: quello iper-descrittivo, concentrato sull’amplificazione dei sensi e dell’anima. La trama presenta, infatti, elementi biografici: il protagonista è il duca de Fréneuse, un esteta ossessionato dagli occhi di una statua, che cerca nel mondo mortale degli occhi così folgoranti. Nella sua avventura, esplora i bassifondi parigini, avvicinandosi lentamente alle parti più oscure della città. Il sottotesto dell’opera è chiaro: Jean Lorrain vuole mostrare i lati più oscuri dell’essere umano, fatti di pulsioni perverse e istinti omicidi. La critica ha visto somiglianze con Il Ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, pur contestando l’eccessiva violenza descrittiva e concettuale dell’opera.
2. Storie di maschere – il più tagliente dei libri di Lorrain

Prima ancora di abbracciare la prospettiva unica del romanzo, Lorrain pubblica Storie di Maschere nel 1900, presentando una raccolta di racconti brevi legati da un elemento comune: la presenza di maschere che, figurative o meno, coprono la vera faccia dell’uomo. Grazie alla diversificazione delle storie, l’autore riesce a trattare in maniera più disparata dei temi tipici del Decadentismo: il rifiuto della vita quotidiana, ritenuta banale, e l’abbandono a una vita di eccessi. Lo stile dell’opera è tagliente e sagace: vengono mosse diverse critiche alla società francese, esattamente come ci si aspetterebbe da una personalità come Lorrain. Questa raccolta è consigliata, soprattutto, a chi vuole scoprire gli ultimi esempi di letteratura decadente prima dell’arrivo delle avanguardie artistico-letterarie.
3. Sensazioni e Ricordi – la cronaca e l’illusione
Si tratta di una raccolta di testi di varia natura e con fini diversi che, come nei precedenti libri di Jean Lorrain, sono accomunati da un tema preciso. In questo caso vengono narrati fatti di cronaca e riflessioni personali sotto l’effetto dell’etere, sostanza stupefacente molto in voga tra gli artisti decadenti. Dai racconti emerge la paranoia e il rifiuto della normalità, con l’eccesso delle descrizioni e l’illusione di essere sospesi in una dimensione al di fuori della Terra. Questo libro è attinente alla definizione di Paradisi Artificiali, spesso usata dal collega Charles Baudelaire per riferirsi all’uso artistico delle droghe.
Con uno spirito anticonformista e irriverente, i libri di Jean Lorrain hanno mostrato un lato inedito dell’epoca ottimista della Belle Époque: quello fatto di tentazioni, scandali e ribellioni.
Fonte immagine in evidenza: Wikimedia Commons (Ritratto di Angelo Garino – di dominio pubblico)
Fonte immagine: Wikimedia Commons (di dominio pubblico)

