Lo Schiaccianoci: la versione urbana di Volpini all’Auditorium di Roma

Lo schiaccianoci di Massimiliano Volpini

Non c’è Natale senza Lo Schiaccianoci, ma se oramai conoscete la versione classica che viene riproposta puntualmente in questo periodo dell’anno, apprezzerete molto la rivisitazione in chiave contemporanea in scena all’Auditorium della Conciliazione fino al 20 dicembre.

Lo Schiaccianoci del Balletto di Roma, nella versione del coreografo Massimiliano Volpini, con scene e costumi di Erika Carretta, è una favola moderna che racconta la periferia urbana e dei suoi abitanti.

La trama è completamente reinventata ma perfettamente funzionante sulle note della partitura originale di Čajkovskij.

Al posto della lussuosa casa Stahlbaum addobbata a festa per il Natale, c’è una strada abitata da senzatetto e dominata da un grande muro che separa la città ricca da quella povera. Un elemento scenico potente, simbolo di divisione sociale, che diventa protagonista visivo e narrativo.

Personaggi potenti e rivisitati

I protagonisti del balletto Lo Schiaccianoci nella versione di Volpini
I protagonisti del balletto Lo Schiaccianoci nella versione di Volpini

I personaggi, nei loro vivaci e coloratissimi costumi, vivono al di qua del muro con grande semplicità ma anche tanta allegria. Dall’altra parte le guardie austere che mantengono l’ordine e fanno in modo che non vi siano commistioni tra i due mondi.

Uno dei momenti più suggestivi è proprio lo scontro-incontro tra le guardie e i ragazzi di periferia: la coreografia dal carattere guerrigliero ricorda vagamente la celebre “battaglia dei topi” che in questa occasione prende la forma di un combattimento di strada in cui le guardie rivelano la tipica coda dei ratti. Un dettaglio tanto ironico quanto incisivo sulla natura di questo esercito di vigilanti.

Tutti i personaggi in questa versione dello Schiaccianoci sono completamente rivisitati e stravolti e quasi conviene non tentare di fare mente locale alla storia classica.

Clara, interpretata dalla brava Giulia Strambini, non è più la piccola e dolce bambina, bensì una donna forte, una guerriera che, con tanto di elmetto, combatte contro i disagi del quotidiano.

Drosselmeyer, impersonato dal noto ballerino Tommaso Stanzani, è l’eroe che protegge i ragazzi di strada e porta loro dei regali. È anche quello che conosce la breccia nel muro per andare verso un mondo di benessere.

Coreografie innovative e riflessioni sociali

La scenografia con il muro che domina la scena
La scenografia con il muro che domina la scena

Il corpo di ballo del Balletto di Roma è impeccabile: esecuzioni precise, leggerezza e grande energia, soprattutto nei pezzi d’insieme. La sincronia e la cura dei dettagli creano immagini coreografiche di grande impatto visivo. Ogni movimento è studiato con attenzione, trasmettendo fluidità e forza allo stesso tempo, tanto da strappare applausi tra un pezzo e l’altro.

Le coreografie di Volpini sono dinamiche e innovative: giocano con disegni geometrici e divertono con formazioni a schiera, arricchite anche dalla presenza dei ballerini di urban dance della Licc Urban Company, diretta da Martina Licciardo.

Questa versione de Lo Schiaccianoci è senz’altro una riflessione sulla condizione di disagio sociale delle nostre periferie urbane, spesso abitate da emarginati, ma riesce a conservare la magia fiabesca, la tecnica impeccabile e la splendida musica di Čajkovskij che rendono questo balletto un appuntamento imperdibile per chi ama l’atmosfera natalizia.

Fonte immagini: Ufficio Stampa

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