Lungo viaggio verso la notte (Bellini) | Recensione

Lungo viaggio verso la notte (Bellini) | Recensione

Va in scena Lungo viaggio verso la notte, di e con Gabriele Lavia, dal 17 al 22 marzo al Teatro Bellini di Napoli.

Lungo viaggio verso la notte: orari e biglietti

Dettaglio dello spettacolo Informazioni utili
Teatro Teatro Bellini, Napoli
Date e orari spettacoli Venerdì 20 (20:45), Sabato 21 (19:00), Domenica 22 (18:00)
Regia e protagonista Gabriele Lavia
Biglietti Disponibili sul sito ufficiale

Il Teatro Bellini accoglie gli spettatori a casa con il sipario aperto su un interno borghese indagato e costruito con scrupolosità in ogni minimo dettaglio: uno spazio in cui la famiglia Tyrone rappresenta il proprio dramma volutamente rinchiuso. Così, Lungo viaggio verso la notte si esprime come una delle opere più struggenti — e personali — del drammaturgo statunitense Eugene O’Neill, con la regia e l’interpretazione di Gabriele Lavia e dell’attrice italiana Federica Di Martino, coppia d’oro sul palcoscenico.

Lungo viaggio verso la notte al Bellini
La famiglia Tyrone al Teatro Bellini

O’Neill e il teatro come spazio di esistenza

La famiglia Tyrone muove i passi all’interno di una dimora museificata: sottili strati di polvere accumulati non appaiono alla vista, eppure si percepiscono arredare gli oggetti riposti con attenzione maniacale dal padre-padrone James Tyrone — ex attore recluso nel ricordo dei suoi giorni di gloria diventato, ormai, un ricco e avaro latifondiere, con al fianco due figli nullatenenti, di cui uno tisico, e una moglie morfinomane. Rinchiude l’interno abitato un intreccio di sbarre di ferro (una gabbia che ricorda l’Amleto di Filippo Timi), mentre lì il tempo statico di una lunga giornata è scandito dal suono del nautofono per la nebbia. Con questa realizzazione scenografica di Alessandro Camera e con il disegno sonoro di Riccardo Benassi, entrambi di grandiosa potenza evocativa, Lungo viaggio verso la notte, di Eugene O’Neill, vive le tavole di legno come spazio di esistenza di un’inguaribile umanità senza riscatto.

Il drammaturgo statunitense restituisce un’opera di profondità rara, che riesce a unire autobiografia a discorso collettivo. Scritta tra il 1941 e il 1942, fu rappresentata per la prima volta dopo la morte dell’autore come opera-confessione di quest’ultimo; ma O’Neill dà al testo una fitta trama di silenzi e apparenze che la rendono universalmente accessibile ancora oggi. In questo gioco di non detti e di continuo disvelamento della realtà, Lungo viaggio verso la notte assume anche un valore metateatrale: «è il teatro che ha fatto l’uomo quello che è», dichiara con impeto James Tyrone, difendendo con impeto il teatro come rito identitario, radice necessaria attraverso cui l’essere umano misura la cifra dell’anima e del corpo. E non è un caso che lo spettacolo trova casa al Teatro Bellini, inserendosi in quella che appare una vera missione belliniana di frapporre un punto, una pausa lunga quasi tre ore in mezzo alla caoticità del mondo e delle cose, un tentativo al quale il teatro partenopeo sembra avere l’intenzione di abituare il suo pubblico ormai fidelizzato e che — a dirla tutta — pare riuscire talvolta a creare un terreno fertile per entrare in contatto con il pensiero e con le emozioni.

Gabriele Lavia e Federica Di Martino
James Tyrone (Gabriele Lavia) e Mary Tyrone (Federica Di Martino)

Gabriele Lavia: il teatro tra disciplina e tradizione

Se Lungo viaggio verso la notte presuppone il teatro come spazio di identità e contatto collettivo, una simile arte non può essere intesa come un semplice svago. Infatti, il regista e attore Gabriele Lavia misura tale pratica insieme alla sua compagnia con rigore e sguardo acuto, trasformandola in una palestra di formazione e di profonda tempra. Per lui, il teatro è disciplina, richiede un rigore puntuale in ogni gesto, dal pensiero alla sua traduzione materiale. Classe 1942, l’attore debutta sulla scena dagli anni Sessanta circa del Novecento, dando avvio a una lunga carriera che segna la sua importanza nel solco dell’impegno a innovare il teatro senza rifiutare la tradizione, l’esercizio della memoria. Perciò, il palcoscenico non è e non può essere uno strumento che prescinde dallo studio, in quanto è conoscenza di sé, del mondo, dell’universo, dove i confini sono punti di domanda per le coscienze.

«C’è questa assurda idea che si possa innovare distruggendo la tradizione, facendo un teatro raffazzonato, senza rigore. Ma la verità è un’altra: innovare significa partire da ciò che è solido, come il sugo della nonna, che era imbattibile. Da lì si può costruire, ma senza perdere il senso profondo della tradizione e della qualità. Il teatro è disciplina, studio, rigore. E tutti quelli che fanno teatro, oggi e in passato, hanno qualcosa da imparare da me o hanno già imparato» — spiega in un’interessante intervista per IliEditore. Ecco perché denuncia con ironia l’utilizzo dei microfoni, giusto per fare un esempio: anche la voce, per Lavia, non è solo un suono emesso bensì è energia, una vibrazione che va gestita e restituita al pubblico. Allora, non sorprende se in Lungo viaggio verso la notte lo spettatore si confronta con una recitazione lontana dalle riforme tecnologiche del tempo, con una classe teatrale magari descritta sbrigativamente come vecchia eppure mai obsoleta.


Guida allo spettacolo: info, cast e biglietti

Prossime date e orari:

  • Venerdì 20 marzo: ore 20:45
  • Sabato 21 marzo: ore 19:00
  • Domenica 22 marzo: ore 18:00

Cast e produzione:
Di Eugene O’Neill — traduzione di Bruno Fonzi — regia di Gabriele Lavia — adattamento di Chiara De Marchi — con Gabriele Lavia (James Tyrone), Federica Di Martino (Mary Tyrone), Jacopo Venturiero (Jamie Tyrone), Ian Gualdani (Edmund Tyrone), Beatrice Ceccherini (Cathleen) — aiuto alla regia Mattia Spedicato — assistente alla regia Renato Civello — dramaturg Bruno Fonzi — scenografia e costumi Alessandro Camera / Andrea Viotti — disegno luci Giuseppe Filipponio — disegno sonoro Riccardo Benassi — vocal coach e composizioni digitali Andrea Nicolini — foto di scena Tommaso Le Pera — produzione e organizzazione Paolo Vezzoso — produzione Effimera, Teatro della Toscana Teatro Nazionale.

Link utili:
🌐 Sito ufficiale Teatro Bellini
🎫 Acquista biglietti online

Fonte immagini: Ufficio Stampa

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A proposito di Francesca Hasson

Francesca Hasson è giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 14/12/2023. Appassionata di cultura in tutte le sue declinazioni, unisce alla formazione umanistica una visione critica e sensibile della realtà artistica storica e contemporanea. Dopo avere intrapreso gli studi in Letteratura Classica, consegue la laurea in Lettere Moderne e in Discipline della Musica e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Durante la carriera accademica, riscopre una passione viva per la ricerca e la critica, strumenti che esercita attraverso il giornalismo culturale. Carta e penna in mano, crede fortemente nel valore di questa professione, capace di generare dubbi, stimolare riflessioni e spianare la strada verso processi di consapevolezza. Un tipo di approccio che alimenta la sua scrittura e il suo sguardo sul mondo e che la orienta in una dimensione catartica di riconoscimento, identità e comprensione.

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