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En retrait di Laura Simonet (Teatro Tedér) | CTF

En retrait di Laura Simonet (Teatro Tedér) | CTF

Al Teatro Tedér continuano le sperimentazioni teatrali del Campania Teatro Festival: in scena come debutto assoluto il 25 giugno En retrait di Laura Simonet.

En retrait di Laura Simonet (Teatro Tedér) | CTF
Laura Simonet
Elemento dello spettacolo Dettagli della performance
Titolo dell’opera En retrait
Ideazione e performer Laura Simonet
Teatro e festival Teatro Tedér, Campania Teatro Festival 2026
Date e orari 25 giugno, ore 18:00 e 21:00
Durata 30 minuti (debutto assoluto)

L’arte della danza dal linguaggio all’espressione non verbale

En retrait di Laura Simonet va in scena per il Campania Teatro Festival 2026 con l’ideazione e la performance di quest’ultima e la collaborazione artistica di Sara Palmieri. Il titolo scelto è una locuzione avverbiale che deriva dal francese e significa indietro, arretrare rispetto a una realtà di riferimento, stare ai margini, in secondo piano. La danzatrice trasforma questo concetto in una performance breve dove il linguaggio non verbale del corpo ne amplia le prospettive di senso. L’artista restituisce la densità dell’anima incarnata, che qui diventa sempre più leggera e va oltre la sua stessa tangibilità; rende visibile i contorni di una profondità recondita ed esplosiva lungo quel suo viaggio verso il ritrovarsi.

En retrait di Laura Simonet e il tormento dell’essere incarnato

Siamo abituati a percepire l’anima come una smarginatura, un qualcosa di indistinto che assume senso se incarnata in un corpo. E costruiamo quest’ultimo sulla base di visioni altrui: l’identità visiva poggia su canoni sociali, su aspettative rimesse in noi dagli sguardi posti di fronte, come se questi avessero effettivamente il potere di rivelarci l’essenza di ciò che siamo. Ma c’è un momento remoto in cui gli occhi esterni si chiudono, c’è una geografia che non ha più senso di essere distinta nella quale ciascuno di noi resta solo con il proprio corpo e la propria visione. Qui, l’anima pesa. En retrait di Laura Simonet esprime attraverso la danza quello stesso peso, quella densità fendibile.

Dal significato della locuzione francese, lo spettacolo pone al centro del palcoscenico un corpo in penombra, ai margini perché ormai sottratto alla vista interpretativa di chi sta al mondo. È un corpo che scivola sempre più nei meandri di una coscienza sconfinata nell’accezione più letterale: compie una transizione attraverso la quale l’anima si riappropria sempre più della sua consistenza e, infine, diventa finalmente leggera. Insomma, En retrait di Laura Simonet è come un viaggio verso una luce limpida, un percorso che nel mentre ci chiede chi siamo da soli e che ci porta a un ricongiungimento profondo.

En retrait di Laura Simonet (Teatro Tedér) | CTF
Laura Simonet

En retrait di Laura Simonet tra l’arte delle immagini

A proposito di fisionomie come accesso a un qualcosa che va oltre, l’ambientazione del Teatro Tedér consente l’impatto con un’immagine fortemente evocativa. Il sipario immaginario si apre su un corpo disteso e immobile posto in penombra: statuario, si pone al centro di un gioco di chiaroscuri che riporta la mente a un quadro di Caravaggio. Come il pittore usava il buio non come sfondo bensì come elemento imprescindibile che fa luce sulla verità dei corpi, allo stesso modo En retrait di Laura Simonet lascia che funga da rivelazione fisica e, poi, interiore.

Nel momento in cui l’asse si sposta sull’immaterialità, quello stesso corpo al centro procede verso la luce, esce all’esterno come simbolo di una rivelazione abissale. Qui si sancisce la morte della materia e il ricongiungimento con l’anima, con quella leggerezza dell’essere che non ha più bisogno di portare il peso dell’esistenza.


Cast, crediti e dettagli di En retrait

  • Ideazione e performer: Laura Simonet
  • Collaborazione artistica: Sara Palmieri
  • Drammaturgia del suono: Giulio Nocera
  • Disegno luci: Sebastiano Cautiero
  • Ricerca fotografica: Sara Terracciano
  • Scenotecnica: Neo Scenografie
  • Produzione: Visum (con il sostegno dell’Asilo di Napoli, Ex Asilo Filangieri, e /Hss Hub – Polo Per Le Arti Performative Di Napoli)

Creazione vincitrice della open call NU.DA. – Nuova Danza 2025, Movimento Danza.
Creazione selezionata per la Vetrina della giovane danza d’autore eXtra 2025 – Network Anticorpi XL.

Teatro Tedér

Date e orari: 25 giugno, ore 18:00 e 21:00

Durata: 30 minuti

Debutto assoluto

Foto di: Sara Terracciano
Fonte immagini e immagine di copertina: Ufficio Stampa

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A proposito di Francesca Hasson

Francesca Hasson è giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 14/12/2023. Appassionata di cultura in tutte le sue declinazioni, unisce alla formazione umanistica una visione critica e sensibile della realtà artistica storica e contemporanea. Dopo avere intrapreso gli studi in Letteratura Classica, consegue la laurea in Lettere Moderne e in Discipline della Musica e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Durante la carriera accademica, riscopre una passione viva per la ricerca e la critica, strumenti che esercita attraverso il giornalismo culturale. Carta e penna in mano, crede fortemente nel valore di questa professione, capace di generare dubbi, stimolare riflessioni e spianare la strada verso processi di consapevolezza. Un tipo di approccio che alimenta la sua scrittura e il suo sguardo sul mondo e che la orienta in una dimensione catartica di riconoscimento, identità e comprensione.

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