Poubelle di Luca Lombardo, una favola romantica

Poubelle di Luca Lombardo, uno spettacolo magico

Recensione dello spettacolo di Luca Lombardo Poubelle 

Divertimento, magia e romantica tenerezza. Non poteva andare meglio il ritorno sul palcoscenico per Luca Lombardo che ha sfoderato, il 28 gennaio al Teatro Acacia, tutto il suo incredibile talento in una serata praticamente sold-out. Noto ormai in tutto il mondo, il mago e trasformista ha scelto Napoli come prima tappa del suo tour non a caso, ma a chiusura di un percorso umano ed artistico. Tutto, infatti, da qui, la sua città natale, è partito e qui finalmente ha avuto – dopo due anni di pandemia ed enormi difficoltà per tutto il settore spettacolo – un fantastico punto di partenza. E, in effetti, la nuova ed inedita versione di Poubelle, spettacolo già proposto in passato ma in versione ridotta, non è un altro che un colorato viaggio autobiografico nella vita del mago che si racconta con ironia e semplicità. Non è soltanto un one man show con 30 cambi d’abito, ma una splendida favola raccontata a suon di magia.

Poubelle di Luca Lombardo, tra favola e magia 

Il testo, che porta la firma registica e vede come coautore Augusto Fornari, è diviso in due atti. Nel primo, il trasformista racconta delle difficoltà affrontate nella fase adolescenziale per farsi largo tra i rapporti umani e per far sì che la sua passione venisse accettata, tanto dagli amici quanto dal padre. Anni complessi, quindi, ma affrontati col sorriso, un amico immaginario al seguito, il poster del mago Silvan in camera, e la TV sintonizzata su Lupin III. Tra una risata, una illusione e l’altra, si passa al periodo successivo quando, dopo aver intrapreso con successo la carriera militare, Luca prende la scelta più difficile della sua vita: lasciare un posto fisso per dedicarsi completamente alla sua passione. Nel secondo atto, quello già noto al grande pubblico, Lombardo si mette nuovamente a nudo, sia dal punto di vista umano, con il racconto di un amore finito male, sia da quello professionale, con annesse ristrettezze economiche a cui è dovuto sottostare per portare avanti la sua idea. Il nome del suo spettacolo, non a caso, significa “spazzatura” in francese.

Ma come ogni favola che si rispetti, anche questa ha un lieto fine. Le prime comparsate, e poi il successo internazionale, con ospitate in televisione (ricordiamo quella a Sanremo), fino all’approdo a teatro, a quell’Acacia a due passi da casa, con mani, piccole e grandi, che battono all’unisono per un artista geniale. Chiuso il cerchio, dopo aver pagato dazio per troppo tempo, non rimane che ammirare il talento smisurato di un mago, di un illusionista e di un uomo, la cui intera esistenza è emblema di dove l’amore per l’arte possa condurre.

Chapeau.

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A proposito di Marcello Affuso

Direttore di Eroica Fenice | Docente di italiano e latino | Autore di "A un passo da te" (Linee infinite), "Tramonti di cartone" (GM Press), "Cortocircuito", "Cavallucci e cotton fioc" e "Ribut" (Guida editore)

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