Premiata Pasticceria Bellavista di Vincenzo Salemme | Recensione

Premiata Pasticceria Bellavista

Premiata Pasticceria Bellavista di Vincenzo Salemme va in scena dal 2 al 19 maggio con la regia di Giuseppe Miale Di Mauro: un finale coi fiocchi, per salutare al meglio l’eccellente stagione teatrale 23/24 del Teatro Diana di Napoli.

Premiata Pasticceria Bellavista, la commedia di Salemme raccontata dagli attori del NEST

Premiata Pasticceria Bellavista (1997), tra le commedie più note di Vincenzo Salemme, per la prima volta viene raccontata non dal suo autore ma dalla Compagnia del NEST, Napoli Est Teatro, situato nel cuore di San Giovanni a Teduccio. Dopo Shakespeare, Pirandello, Eduardo, Age e Scarpelli, il gruppo di giovani e talentuosi artisti ha portato sulla scena una versione originale ma non stravolta della celeberrima opera dell’attore e regista napoletano, reputata un “classico contemporaneo” a tutti gli effetti.

Le parti di Vincenzo Salemme (Carmine), Carlo Buccirosso (Ermanno Bellavista), Maurizio Casagrande (Aldo) e Nando Paone (Memoria) sono rispettivamente interpretate da Adriano Pantaleo, Francesco di Leva, Giuseppe Gaudino e Stefano Miglio, che ha particolarmente convinto il pubblico travolgendolo con una performance magistrale. Completano il cast Viviana Cangiano (Giuditta Bellavista), Alessandra Mantice (Rosa), Dolores Gianoli (Romina) e Cristel Checca (Gelsomina).

Premiata Pasticceria Bellavista, una storia dolceamara

Un laboratorio di pasticceria, due fratelli, Ermanno e Giuditta Bellavista, e un’ingombrante madre padrona, inferma a causa del diabete, che controlla ossessivamente i figli dall’alto della sua stanza da letto. Egoista ed egocentrica, minaccia i propri figli di estrometterli dal testamento perché teme che la vogliano morta per impossessarsi dell’eredità. Ermanno è innamorato di Romina ma continua a posticipare il matrimonio per paura di parlarne con la madre e la sorella, mentre Giuditta ha una relazione con Aldo, interessato unicamente al patrimonio di quest’ultima.

Le vicende personali dei Bellavista si intrecciano con la storia di Carmine, un senzatetto che ha subito un trapianto di cornea in maniera illecita. Si scoprirà infatti che tre mesi prima Ermanno si era sottoposto a un intervento agli occhi per recuperare la vista: gli occhi di Ermanno sono proprio quelli del clochard, che, accompagnato da altri due vagabondi, viene quindi a reclamare.

Dopo diversi tentativi fallimentari di risolvere la situazione da parte di Ermanno, Giuditta e Aldo, Carmine finalmente trova il modo di mettere tutti d’accordo: programmare il matricidio, che si compirà grazie a una torta caprese al sapore di veleno.

Premiata Pasticceria Bellavista, nonostante la dolce ambientazione, lascia allo spettatore un retrogusto amaro in bocca, quello dell’ipocrisia dell’essere umano, disposto ad abbandonare persino la morale pur di raggiungere il proprio tornaconto.

Premiata Pasticceria Bellavista: vedere o guardare?

Vedere implica porre attenzione, ed è proprio l’attenzione che sembra mancare ai personaggi di Premiata Pasticceria Bellavista: Ermanno non vede la madre per ciò che è realmente, Giuditta non vuole vedere che Aldo mira solo ai suoi averi e non la ama.

Quindi, qual è il confine tra vedere e guardare? Siamo sicuri che sia poi così labile?

Premiata Pasticceria Bellavista è una storia di cecità, che si interroga sull’incapacità di quanti guardano senza poi realmente vedere, limitandosi a una visione superficiale della vita e delle cose che sono intorno a loro. La battuta più simbolica dell’intera commedia è infatti: “Ciechi, siete poveri ciechi “. È paradossale che sia proprio Carmine a invitare Ermanno e gli altri a utilizzare meglio il senso della vista, che a lui invece era stato ingiustamente precluso: “Guardate, voi che potete”.  Nonostante la sua condizione fisica, Carmine aveva compreso tutti i meccanismi nascosti dietro la famiglia Bellavista, invisibili forse persino agli stessi figli Ermanno e Giuditta: “Affrontate vostra madre. Volevate ammazzare il futuro. Ammazzate lei piuttosto.” Carmine mette i fratelli Bellavista di fronte alla verità e apre loro gli occhi, convincendoli a eliminare la fonte dei loro problemi. Anche se forse non sarà così facile liberarsi di “mammina” …

Premiata Pasticceria Bellavista riscuote il consenso della platea del Teatro Diana, portando in scena un’opera ancora attuale, in grado di entusiasmare, far sorridere e far riflettere sia chi già conosceva la commedia, sia chi l’ha vista per la prima volta.

Informazioni utili

Premiata Pasticceria Bellavista: dal 2 al 19 maggio 2024

Opera di Vincenzo Salemme

con Francesco Di Leva, Adriano Pantaleo, Giuseppe Gaudino

Regia di Giuseppe Miale Di Mauro

Scene Luigi Ferrigno

Luci Paco Summonte

Costumi Chiara Aversano

Vendita biglietti online: https://teatrodiana.it/

Fonte immagine in evidenza e galleria: Ufficio Stampa Teatro Diana,  Carmine Luino

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A proposito di Francesca Arfè

Laureata in Lingue e Culture Comparate, attualmente studentessa magistrale di Lingue e Letterature Europee e Americane. Bilancia ascendente Acquario con la testa tra le nuvole e il naso tra i libri. Dispensa consigli di lettura agli indecisi sul suo profilo Instagram @chicchedilibri. Cofondatrice di #PagineDaYamato, gruppo di lettura su Telegram dedicato al Giappone in tutte le sue sfaccettature.

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