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Guida ai borghi più belli d’Italia: viaggio tra storia, arte e tradizioni locali

Borghi in Campania
In breve: Quali sono i borghi più belli d’Italia?

I borghi più belli d’Italia sono piccoli centri storici inferiori a 15.000 abitanti, certificati per il loro eccezionale patrimonio architettonico e naturale. Conservano intatte le tradizioni locali, offrendo una valida alternativa al turismo di massa attraverso il recupero urbano, l’enogastronomia tipica e un forte legame con il paesaggio naturale circostante.

L’Italia vera non si nasconde solo nei grandi musei delle metropoli affollate. Si respira tra i vicoli di pietra, i vecchi portoni in legno e le piazze tranquille dei piccoli paesi di provincia. Questi piccoli centri storici, nati quasi sempre come fortezze o punti di scambio commerciali, sono i veri custodi della nostra cultura. Scegliere un itinerario di viaggio alternativo ci porta a scoprire panorami unici. Dai paesi dei pescatori aggrappati alle scogliere del Sud fino ai borghi di montagna circondati dai boschi dell’Appennino.

Negli ultimi anni, moltissimi di questi piccoli centri hanno avviato una battaglia contro lo spopolamento rurale. Hanno utilizzato l’arte, il recupero architettonico e il turismo di prossimità per rinascere. Questa guida è un percorso completo lungo tutta la nostra penisola. Scopriremo insieme le storie, le architetture, i set cinematografici e le tradizioni culinarie che rendono unici i nostri borghi.

Indice dei contenuti

I requisiti per entrare nel club: quanti sono i borghi certificati?

Molti viaggiatori si chiedono: come si fa ad entrare nel club dei borghi più belli d’Italia? L’iniziativa, nata nel 2001 su impulso dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), prevede regole rigidissime per l’ammissione. Il comune o la frazione in esame deve avere una popolazione inferiore ai 2.000 abitanti nel centro storico e non superare i 15.000 nell’intero territorio comunale. Inoltre, deve possedere un patrimonio storico-artistico certificato dalla Sovrintendenza delle Belle Arti, con edifici storici prevalenti e un’estetica cittadina omogenea. I comuni devono anche dimostrare una politica attiva di valorizzazione, con la chiusura al traffico del centro storico e lo sviluppo di parcheggi esterni.

Un’altra domanda ricorrente riguarda i numeri di questa associazione: quanti sono i borghi più belli d’Italia? Ad oggi, l’associazione conta oltre 360 piccoli centri certificati sparsi in tutte le regioni d’Italia. Questa mappa dell’Italia nascosta cresce di anno in anno, accogliendo nuove realtà che superano l’attento esame del comitato scientifico, composto da storici dell’arte, architetti e geografi.

C’è poi un concorso famosissimo che ogni anno incolla gli italiani alla televisione: cos’è il concorso “Il Borgo dei Borghi” di Rai 3 e come funziona? Si tratta di una competizione annuale nata all’interno del programma Kilimangiaro. Ogni anno vengono selezionati 20 borghi, uno per ogni regione d’Italia. Durante le puntate domenicali, i telespettatori scoprono la storia e la cucina di ciascun paese. Successivamente, sul sito della Rai, gli utenti registrati possono votare online il proprio borgo preferito. La sera di Pasqua, durante una puntata speciale in prima serata, viene proclamato il vincitore, il cui voto finale unisce il giudizio del pubblico a quello di una giuria composta da tre esperti di chiara fama. Nel 2025 il prestigioso titolo è andato a Militello in Val di Catania, in Sicilia, che ha registrato un boom di presenze turistiche subito dopo la vittoria.

1. L’arte urbana contro lo spopolamento: i borghi dipinti d’Italia

Una delle domande più frequenti tra i turisti è: perché molti piccoli paesi italiani scelgono di colorarsi con i murales? La risposta si trova nel desiderio di rinascita di queste comunità. L’arte sui muri non è un semplice abbellimento estetico, ma una precisa scelta strategica contro l’abbandono delle zone montane e rurali. Trasformare le facciate delle vecchie case in opere d’arte attira visitatori, crea interesse sui social e mette in moto una piccola economia legata a bar, ristoranti e strutture ricettive locali.

Prendiamo ad esempio il paese di Diamante, situato lungo la splendida Riviera dei Cedri in Calabria. Nel suo centro storico si contano circa 200 dipinti murali. L’iniziativa partì nel 1981 da un’idea del pittore Nanni Razzetti, desideroso di ridare vita ai vecchi muri dei vicoli dei pescatori. Recentemente, writer di fama mondiale come Jorit hanno arricchito questa collezione con ritratti dedicati ai diritti umani, confermando la Calabria come una terra d’arte tutta da scoprire.

In Abruzzo, il comune di Aielli, in provincia dell’Aquila, organizza ogni estate il festival Borgo Universo. Qui la street art incontra l’astronomia, con lavori geometrici spettacolari realizzati da firme celebri come Okuda San Miguel o le illustrazioni di Luca Zamoc. In Emilia-Romagna, a poca distanza da Bologna, troviamo invece Dozza. Questo borgo ospita dagli anni ’60 la famosa Biennale del Muro Dipinto, dove l’arte visiva diventa parte integrante dell’architettura stessa del paese.

La particolarità di questi progetti risiede anche nei supporti utilizzati. A Valloria, in Liguria, la tela non sono i muri ma le porte di stalle, cantine e magazzini, decorate a mano durante le feste estive. Sulle montagne del Piemonte, ad alta quota, sorge Usseaux, un paese di soli 200 abitanti insignito della Bandiera Arancione del Touring Club. Qui i murales raccontano scene di vita contadina d’altri tempi e favole della flora alpina, integrandosi con le case in pietra. In Sardegna, il punto di riferimento storico è Orgosolo, i cui famosi disegni politici e storici denunciano le ingiustizie sociali e raccontano la vita dei pastori barbaricini. Nel Molise, infine, la street art ha ridato speranza a Civitacampomarano, grazie a un festival che unisce la comunità locale agli artisti stranieri.

2. Campania: perle tra mare cristallino, tufo e leggende

La Campania è una terra ricca di storia e di contrasti geografici unici. I suoi borghi spaziano dalle scogliere della Costiera Amalfitana alle vette selvagge del Cilento, fino alle antiche fortezze dell’entroterra beneventano. Scoprire questi luoghi significa allontanarsi dal caos delle grandi città per riscoprire ritmi di vita lenti e tradizioni ben radicate.

Il comune più piccolo d’Italia per superficie è Atrani, un meraviglioso borgo marinaro della Costiera Amalfitana. Il paese si raccoglie intorno alla Piazzetta, collegata al mare cristallino da un suggestivo passaggio ad arco. I vicoli stretti, le scalinate in pietra e l’atmosfera tranquilla hanno affascinato nel tempo molti intellettuali, tra cui l’incisore olandese Escher. La settecentesca chiesa di San Salvatore de Birecto custodisce preziosi mosaici legati all’antica arte bizantina.

Sempre in Costiera si trova Furore, noto storicamente come “il paese che non c’è”. Le sue sognanti case colorate sono sparse lungo i ripidi costoni rocciosi, rendendolo invisibile a chi passa in macchina. Furore è famoso per il suo fiordo: una profonda gola naturale dove si infrange il mare Adriatico, creando una spiaggetta di soli 25 metri. Il paese è anche una galleria a cielo aperto, con murales dipinti sulle facciate delle case. Per gli amanti dei percorsi a piedi, è possibile organizzare escursioni verso i vicini sentieri di Massa Lubrense o pianificare una visita archeologica partendo da Pompei ed Ercolano.

💡 Lo sapevi che…?

Il borgo medievale di Castellabate, perla del Cilento, è diventato celebre in tutta Italia come set principale del film Benvenuti al Sud con Claudio Bisio e Alessandro Siani. Da questa pellicola è tratta la famosa massima: “Quando un forestiero viene al Sud piange due volte: quando arriva e quando se ne va”. Un posto romantico simile a Trentinara, il paese dell’amore.

Spostandoci nell’entroterra incontriamo Sant’Agata de’ Goti, in provincia di Benevento. Questo borgo sorge su uno sperone di tufo a strapiombo su una gola verde. Il centro storico, di impianto medievale, ospita la trecentesca Chiesa dell’Annunziata e il monumentale Palazzo Ducale, trasformato in fortezza dai Normanni. Per la sua bellezza immutata, il regista Alessandro Siani lo scelse come set per il suo film Si accettano miracoli. Sempre nel beneventano sorge Montesarchio, dominata da un maestoso castello di origine longobarda. Simbolo del borgo è la Fontana d’Ercole, situata nella piazza principale, legata al mito dell’eroe greco che secondo la leggenda visse in queste valli.

La scelta geofisica di questi insediamenti risponde a una domanda cruciale: perché molti borghi medievali sono costruiti sul tufo? Nel Medioevo la priorità assoluta di ogni comunità era la difesa. Costruire su uno sperone di tufo garantiva una protezione naturale eccezionale, poiché le pareti di roccia verticali erano impossibili da scalare per gli eserciti nemici. Inoltre, il tufo è una roccia tenera e facilissima da scavare: questo permetteva agli abitanti di creare cunicoli, cantine e vie di fuga sotterranee indispensabili in caso di lunghi assedi, garantendo al contempo una stabilità strutturale formidabile per le abitazioni soprastanti.

3. Toscana: borghi medievali tra Maremma, terme e Rinascimento

La Toscana è la patria dei borghi medievali. I suoi scenari collinari, famosi in tutto il mondo, ospitano piccoli centri dove l’architettura civile e religiosa si fonde con una tradizione enologica d’eccellenza. Molti di questi villaggi fanno parte del circuito ufficiale dei borghi più belli d’Italia.

Al confine con l’Umbria sorge Anghiari, in provincia di Arezzo. Questo borgo fortificato è celebre per l’omonima battaglia del 1440, vinta dalle truppe fiorentine, che consolidò il dominio dei Medici sulla Toscana. Il centro storico conserva il caratteristico “borghetto” rinascimentale, un intricato dedalo di vicoli in pendenza che conducono a terrazze panoramiche sulla pianura sottostante. Le sue mura e le antiche case in pietra attirano appassionati di storia e di architettura militare.

Nelle colline della Maremma grossetana incontriamo Montemerano. Il suo nucleo originario nacque nel Medioevo come feudo della potente famiglia degli Aldobrandeschi. Il cuore del paese è Piazza del Castello, un angolo intatto dove archi di pietra, fioriere colorate e facciate antiche creano un’atmosfera magica. Merita una visita la Chiesa di San Giorgio, che custodisce opere d’arte quattrocentesche di scuola senese.

Sempre a sud si trova San Casciano dei Bagni, rinomato centro termale caratterizzato da numerose sorgenti di acque sulfuree calde utilizzate fin dall’epoca degli Etruschi e dei Romani. Se ami l’arte religiosa, puoi allungare il viaggio per ammirare il maestoso Duomo di Siena. Infine, la Maremma livornese ospita Suvereto, circondata da boschi di querce e sugheri (da cui deriva il nome latino suber). Il Palazzo Comunale di Suvereto rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura civile medievale della regione. Non dimenticate di assaggiare le specialità locali, come la panzanella o i dolci della tradizione toscana.

I ritmi di questi piccoli paesi ci spingono a fare una riflessione: cosa si intende per “turismo lento” (slow tourism) nei borghi? Si tratta di una filosofia di viaggio alternativa al turismo “mordi e fuggi” delle città d’arte affollate. Il turismo lento invita a soggiornare per più giorni nello stesso borgo, camminare a piedi per le stradine di pietra, parlare con gli anziani, acquistare l’artigianato locale e assaporare con calma i prodotti tipici della terra. Questo approccio riduce l’impatto ambientale, sostiene direttamente le piccole economie familiari e regala al viaggiatore un’esperienza culturale profonda e rigenerante, lontana dalle corse frenetiche dei flussi turistici tradizionali.

4. Lazio: gioielli arroccati, città sospese e set cinematografici

Il Lazio ospita insediamenti antichissimi di epoca romana e medievale. I suoi borghi, spesso edificati su speroni di roccia calcarea o tufo, conservano cinte murarie massicce ed eleganti palazzi ducali appartenuti alle grandi dinastie papali dello Stato Pontificio.

In provincia di Roma sorge Castel San Pietro Romano, arroccato sul Monte Ginestro. Questo borgo, caratterizzato da strade strette e case in pietra, ospita la seicentesca Chiesa di San Pietro Apostolo. Nel 2019 ha ottenuto il titolo di Borgo più bello del Mediterraneo. Il paese divenne famoso negli anni ’50 come set cinematografico per le riprese del film Pane, amore e fantasia di Luigi Comencini, con Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida.

Affacciata sul golfo omonimo sorge Gaeta Medievale. Il nucleo storico si raccoglie nel quartiere di Sant’Erasmo, dominato dall’imponente Castello Angioino-Aragonese e dalla Cattedrale dei Santi Erasmo e Marciano. Durante il periodo autunnale e invernale, il paese si accende con spettacolari installazioni luminose che ne esaltano le architetture storiche. In provincia di Frosinone sorge invece Pico, un piccolo comune abbarbicato su uno sperone di roccia calcarea, dominato da un castello medievale e caratterizzato da vicoli che salgono ripidi verso la Chiesa di Santa Marina.

Ma il borgo più celebre del Lazio è indubbiamente Civita di Bagnoregio, nota nel mondo come “la città che muore”. Questo piccolissimo centro di origine etrusca sorge su una fragile collina di argilla lambita da due torrenti, collegata al mondo esterno solo da un lungo ponte pedonale. L’erosione continua dei calanchi circostanti rischia di far crollare le storiche case in pietra, rendendo la visita a questa città sospesa nel vuoto un’esperienza carica di malinconia e di bellezza.

5. Umbria: l’anima medievale nel cuore verde d’Italia

L’Umbria conserva intatta la propria impronta medievale. I suoi borghi, protetti da possenti mura di pietra, sorgono sulle colline che circondano la valle del Tevere, offrendo un perfetto connubio tra architettura romanica, gotica e un paesaggio naturale incontaminato.

Arroccata su una rupe di tufo sorge Orvieto, uno dei borghi più importanti della regione. Il suo monumento simbolo è il Duomo (Cattedrale di Santa Maria Assunta), capolavoro gotico celebre per la facciata decorata con bassorilievi e mosaici d’oro. Al suo interno, la Cappella di San Brizio ospita gli spettacolari affreschi di Luca Signorelli. Orvieto nasconde anche una città sotterranea: un labirinto di grotte, pozzi e cunicoli scavati dagli Etruschi per scopi difensivi e di approvvigionamento idrico.

Su un colle che domina la valle del Tevere si trova Todi. Il centro sociale della città è Piazza del Popolo, una delle piazze medievali più armoniose d’Italia, circondata dal Palazzo dei Priori e dal Duomo dell’Annunziata. Todi conserva anche il suggestivo “Percorso delle Fontane”, che si snoda tra i vicoli ripidi del centro storico. Alle pendici del Monte Ingino sorge invece Gubbio, famosa per le sue imponenti strutture in pietra grigia. Piazza Grande, terrazza sospesa sul vuoto, ospita il trecentesco Palazzo dei Consoli. Gubbio è legata storicamente alla figura di San Francesco e al celebre miracolo dell’addomesticamento del lupo.

Infine, merita una visita il borgo di Narni. Oltre alla duecentesca Cattedrale di San Giovenale e alla Rocca Albornoziana, il territorio nasconde le Mole di Narni: una stretta gola dove il fiume Nera crea una piscina naturale dall’acqua cristallina color turchese, circondata da una fitta vegetazione selvatica che offre un angolo di pace e freschezza incontaminata.

6. Abruzzo: borghi fortificati tra parchi nazionali e transumanza

L’Abruzzo, noto come la regione verde d’Europa per la vastità delle sue aree protette, ospita piccoli centri medievali incastonati tra le montagne dell’Appennino. La storia di questi villaggi è indissolubilmente legata alla pastorizia e alle antiche rotte della transumanza.

Nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo sorge Opi, un piccolissimo borgo arroccato su una cresta rocciosa a schiena di cavallo. Le sue case in pietra, edificate l’una accanto all’altra, formano una barriera difensiva naturale che ha resistito nei secoli a guerre e terremoti. La vicina necropoli della Val Fondillo testimonia l’origine antichissima del luogo, risalente all’età del Ferro. Opi conserva un’atmosfera silenziosa, circondato da foreste di faggi popolate dall’orso marsicano.

All’interno del Parco della Maiella si trova Pescocostanzo, uno dei centri artistici più rilevanti della regione. Posto lungo la “via degli Abruzzi”, il paese beneficiò del trasferimento di artigiani lombardi nel Rinascimento, che vi importarono la maestria nella lavorazione del ferro battuto e dell’oreficeria in filigrana. Il centro storico ospita la barocca Basilica di Santa Maria del Colle, arricchita da soffitti a cassettoni in legno dorato.

💡 Lo sapevi che…?

Il borgo fortificato di Civitella del Tronto ospita “la Ruetta”, la via più stretta d’Italia. Questo strettissimo passaggio in pietra, largo poco più di quaranta centimetri, fu progettato dagli ingegneri militari del Regno di Napoli come trappola strategica: serviva a bloccare e imbottigliare gli aggressori che tentavano di assaltare la soprastante fortezza borbonica.

Nel Parco Nazionale del Gran Sasso sorge invece Castel del Monte. Questo borgo di pastori è celebre per i suoi “sporti”, passaggi coperti scavati sotto le abitazioni per consentire il transito del bestiame. Acquistato nel XVI secolo dai Medici di Firenze per sfruttare il commercio della lana “carfagna”, conserva intatte le torri difensive in pietra che dominano l’altopiano di Campo Imperatore.

7. Molise: la purezza dei borghi presepe e delle rocce calcaree

Il Molise conserva intatta la propria dimensione rurale. I suoi piccoli paesi, arroccati su massicci calcarei o nascosti nelle valli boscose dell’Appennino Sannita, offrono un’esperienza di viaggio autentica, lontana dai flussi turistici di massa.

Arroccato sul Monte San Marco si trova il borgo di Pesche, in provincia di Isernia. Soprannominato il “paese presepe”, è caratterizzato da case bianche interamente scavate nella roccia calcarea della montagna. Il primo nucleo abitativo nacque intorno all’anno Mille per scopi difensivi. Sulla cima del paese svettano i resti di un antico castello medievale, che offre una vista panoramica sulla conca di Isernia.

In provincia di Campobasso sorge invece Pietracupa, edificata attorno a una gigantesca formazione rocciosa che domina l’abitato. Il paese è noto come la “Piccola Betlemme” per via di una suggestiva cripta rupestre scavata nel cuore della roccia. Nel corso dei secoli questa grotta ha assunto ruoli diversi: è stata un tribunale dell’Inquisizione, una prigione e un rifugio per la popolazione locale durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Ai piedi della roccia si trova la Chiesa di Sant’Antonio Abate, costruita in pietra bianca.

Sempre nel Molise sorge Bagnoli del Trigno, arroccato su uno sperone di roccia vulcanica a ridosso del fiume Tronto. Il castello San Felice domina l’abitato con le sue mura duecentesche. Infine, in provincia di Isernia, merita una visita Fornelli, noto come il “borgo delle sette torri”. Questo centro medievale conserva intatta l’imponente cinta muraria di epoca angioina, circondata da rigogliosi uliveti dai quali si produce un rinomato olio extravergine d’oliva DOP. Puoi esplorare la zona seguendo questo itinerario tra i 5 luoghi da visitare in Molise.

8. Basilicata: l’abbraccio delle Dolomiti Lucane e la perla del Tirreno

La Basilicata è una terra di aspre montagne e coste spettacolari. I suoi borghi conservano l’impronta delle antiche dominazioni greche, romane, normanne e aragonesi, offrendo un patrimonio artistico e paesaggistico di inestimabile valore storico.

💡 Lo sapevi che…?

I borghi di Castelmezzano e Pietrapertosa, arroccati sulle Dolomiti Lucane, sono uniti dal celebre “Volo dell’Angelo”. Si tratta di una teleferica d’acciaio sospesa a oltre 400 metri di quota, lungo la quale i visitatori vengono agganciati per volare a oltre 120 km/h da una cima all’altra, ammirando i calanchi da una prospettiva aerea unica.

Arroccato sulle ripide pareti delle Dolomiti Lucane sorge Castelmezzano. Il suo nome deriva dal latino castrum medianum (castello di mezzo), costruito dai Normanni per controllare il territorio. I vicoli del paese, fatti di scalinate ripide scavate nella roccia e case addossate, conducono ai resti dell’antica fortezza. Nelle vicinanze si trova il borgo di Guardia Perticara, noto come “il paese delle case in pietra”. Ricostruito interamente in pietra locale dopo il terremoto del 1980, conserva caratteristici portali ad arco che collegano le abitazioni medievali del centro storico. Per gli appassionati di tradizioni e miti campani o lucani, questo territorio offre sincretismi magici unici, da vivere visitando il paese innominabile d’Italia: Colobraro, celebre per la sua scaramanzia.

In provincia di Potenza incontriamo Venosa, antica colonia romana fondata in onore della dea dell’amore, Venere. Questo borgo è celebre per aver dato i natali al poeta latino Orazio nel 65 a.C. Ospita un importante parco archeologico romano, l’Incompiuta (una grandiosa chiesa normanna mai terminata) e l’antica casa di Orazio. Nel Parco Nazionale del Pollino sorge invece Viggianello, antico castrum romano che conserva la duecentesca Chiesa di Sant’Antonio, al cui interno è custodita una pregevole statua in marmo bianco raffigurante la Madonna con Bambino, opera dello scultore barocco Pietro Bernini, padre del celebre Gian Lorenzo. Scopri di più sulle tradizioni di queste zone leggendo la nostra raccolta su Basilicata Stories.

Infine, affacciata sul Mar Tirreno, si trova Maratea, nota come la perla del Tirreno. Questo borgo medievale è caratterizzato da un centro storico ricco di chiese (se ne contano 44) e vicoli che salgono verso il Monte San Biagio. Sulla cima del monte svetta la monumentale Statua del Redentore, opera in marmo di Carrara alta 22 metri realizzata nel 1965 dallo scultore fiorentino Bruno Innocenti. Con il suo sguardo rivolto verso l’interno della Lucania, la statua è una delle più grandi d’Italia.

9. Puglia e Valle d’Itria: la magia della calce bianca e dei trulli

La Puglia è una terra pianeggiante e collinare celebre per le sue coste sabbiose e le immense distese di ulivi secolari. Nel suo cuore sorge la Valle d’Itria, caratterizzata da borghi interamente dipinti in calce bianca che risaltano sotto il sole del Mediterraneo. Organizza il tuo soggiorno leggendo i nostri consigli per vacanze in Puglia sul mare con tutti i comfort.

La capitale incontestata dei trulli è Alberobello, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. Il borgo è composto da oltre mille trulli: tipiche costruzioni coniche in pietra calcarea a secco sormontate da cupole grigie con simboli religiosi o esoterici dipinti a calce. La zona più turistica è Rione Monti, mentre Rione Aia Piccola conserva un’atmosfera residenziale autentica, dove le storiche costruzioni risalenti al XVI secolo sono ancora abitate dalle famiglie locali. Esplora le bellezze di questa zona nella nostra guida dedicata ai 5 borghi della Valle d’Itria da non perdere.

Sulle colline che dominano la valle sorge Ostuni, la famosa Città Bianca del Salento. Gli abitanti decisero di dipingere le facciate delle case con la calce per igienizzare le strade durante le epidemie di peste del Seicento e per accecare con la luce riflessa i pirati dal mare. Il centro storico, un labirinto di vicoli e ripide scalinate, ospita la quattrocentesca Concattedrale di Santa Maria Assunta. Nelle vicinanze si trova Locorotondo, caratterizzato da un impianto urbano di forma circolare e dalle “cummerse”: caratteristiche abitazioni con tetti spioventi in lastre di pietra locale. Non perdere l’opportunità di assaggiare i piatti tipici baresi per completare la tua esperienza culinaria.

💡 Lo sapevi che…?

I trulli di Alberobello venivano edificati originariamente senza l’uso di malta cementizia. Questo stratagemma serviva ai contadini del XVI secolo per evadere le tasse sulle nuove abitazioni imposte dal Regno di Napoli: in caso di ispezione dei funzionari regi, bastava rimuovere la pietra chiave della cupola per far crollare la struttura in pochi minuti, facendola apparire come un semplice cumulo di macerie.

Spostandoci verso la costa adriatica troviamo Otranto, la città più orientale della penisola. Il borgo fortificato racchiude la cattedrale normanna, celebre per il monumentale mosaico pavimentale dell’Albero della Vita e per la cappella che custodisce le reliquie dei Martiri di Otranto. Poco distante sorge Polignano a Mare, abbarbicata su una falesia di tufo a strapiombo sul mare Adriatico. Il borgo, famoso per la caletta di Lama Monachile, ha dato i natali al cantautore Domenico Modugno. Infine, la Valle d’Itria ospita Martina Franca, celebre per il suo elegante barocco settecentesco e per la produzione del pregiato Capocollo DOP, e Cisternino, noto per i vicoli fioriti e le “bombette”, deliziosi involtini di carne di maiale cotti alla brace nelle macellerie del centro. Prima di partire, regalati una pausa rinfrescante leggendo i nostri consigli per vacanze benessere in Puglia.

10. Sicilia: mosaici normanni, barocco e tonnare senza tempo

La Sicilia è un’isola ricca di bellezze naturali e monumentali, plasmate da secoli di dominazioni greche, romane, arabe, normanne e spagnole. I suoi borghi costieri e montani conservano una straordinaria eredità artistica e culturale unica al mondo. Se ami le spiagge bianche, scopri le spiagge più belle della Sicilia nella nostra selezione.

Arroccato sulla roccia che sovrasta Taormina sorge Castelmola. Questo borgo medievale offre una vista panoramica che spazia dall’Etna alle acque ioniche della Calabria. Le stradine in pietra lavica conducono a Piazza Sant’Antonio, pavimentata a mosaico. Castelmola è famosa per la produzione artigianale del vino alla mandorla, un liquore dolce tipico della zona, e per lo storico Bar Turrisi, decorato con provocatori simboli fallici legati alla fertilità pagana. Per pianificare al meglio le tue giornate, consulta la nostra guida su cosa vedere a Taormina.

Lungs la costa catanese si trova Aci Trezza, borgo marinaro celebre per i Faraglioni dei Ciclopi: imponenti scogli lavici che emergono dalle acque ioniche. Secondo l’epica omerica, i massi furono scagliati dal gigante Polifemo contro Ulisse in fuga. Aci Trezza ha fatto da sfondo al celebre romanzo I Malavoglia di Giovanni Verga e al film neorealista La terra trema di Luchino Visconti. In provincia di Messina incontriamo invece Savoca, un borgo medievale sospeso nel tempo. Fu scelto dal regista Francis Ford Coppola come set principale per le riprese del film Il Padrino: ancora oggi è possibile sedersi ai tavoli dello storico Bar Vitelli, rimasto identico all’epoca della pellicola.

💡 Lo sapevi che…?

A Savoca è possibile ammirare la cripta del Convento dei Cappuccini, che custodisce 37 corpi imbalsamati risalenti al XVIII e XIX secolo. I cadaveri appartengono ai membri dell’antica nobiltà e del clero locale, mummificati naturalmente grazie al particolare microclima delle stanze e vestiti con gli abiti patrizi dell’epoca.

All’estremo sud sorge Marzamemi, un antico borgo di pescatori nato attorno a una tonnara di origine araba, una delle più importanti della Sicilia. La piazza principale del paese, circondata dalle basse case dei pescatori in pietra calcarea, è diventata una delle mete estive più fotografate dell’isola. Nel Val di Noto incontriamo infine Scicli, capolavoro del tardo barocco ricostruito dopo il terremoto del 1693. La città è caratterizzata da monumentali chiese in pietra dorata, come la Chiesa di San Bartolomeo, e da palazzi nobiliari decorati con mascheroni grotteschi. La sua bellezza è stata celebrata dalla serie tv Il commissario Montalbano, che ha utilizzato il palazzo municipale come set per il commissariato di Vigata.

11. Lombardia: città ideali, laghi glaciali e mura viscontee

La Lombardia, regione associata principalmente al lavoro e all’industria, nasconde perle storiche d’inestimabile valore. I suoi borghi si snodano tra i laghi glaciali ai piedi delle Alpi e le fertili pianure del Po, conservando testimonianze di epoca viscontea e rinascimentale.

Un esempio unico è Sabbioneta, in provincia di Mantova. Fondata nel XVI secolo dal nobile Vespasiano Gonzaga, fu progettata per essere la “città ideale” del Rinascimento, seguendo i principi della proporzione e della prospettiva classica. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO, Sabbioneta conserva intatto il monumentale Teatro All’Antica (il primo teatro stabile d’Europa non ricavato da strutture esistenti) e lo sfarzoso Palazzo Ducale. Poco distante incontriamo Castellaro Lagusello, un minuscolo borgo medievale racchiuso da una cinta muraria merlata. Il paese si affaccia su un piccolo lago naturale a forma di cuore, dominato da un castello scaligero ben conservato.

Arrampicato sulle scogliere che sovrastano il lago di Garda sorge Tremosine sul Garda. Questo borgo, formato da 18 frazioni sparse su un altopiano verde, ospita la famosa “Terrazza del Brivido”, una piattaforma sospesa nel vuoto a 350 metri di quota che regala una vista da togliere il fiato sulle acque del lago. La strada per raggiungerlo, la Strada della Forra, è scavata nella roccia della montagna ed è considerata una delle strade più spettacolari del mondo. Infine, nella pianura cremonese merita una visita Soncino, dominato dalla massiccia Rocca Sforzesca. Il borgo è celebre anche per la sua stamperia storica, dove nel 1488 venne stampata la prima Torah ebraica completa della storia.

12. Veneto: borghi d’acqua, poeti e fortificazioni medievali

Il Veneto vanta una straordinaria varietà di paesaggi. I suoi piccoli paesi si dividono tra le colline euganee e le pianure solcate da fiumi, offrendo scenari da cartolina in cui la pietra, l’acqua e la storia letteraria si fondono in un abbraccio armonioso.

Immerso nel silenzio dei Colli Euganei sorge Arquà Petrarca, in provincia di Padova. Il borgo deve la sua fama al poeta Francesco Petrarca, che decise di trascorrere qui gli ultimi anni della sua vita, affascinato dalla pace del paesaggio. La sua casa natale è oggi un museo visitabile che conserva affreschi cinquecenteschi dedicati alle sue opere. Nella piazza principale del paese si trova il monumento funebre in marmo rosso del poeta. Passeggiare per i vicoli in salita di Arquà, circondati da ulivi e vigne, è un modo perfetto per sperimentare il turismo lento.

Sulle sponde del fiume Mincio incontriamo Borghetto sul Mincio, una piccolissima frazione del comune di Valeggio sul Mincio. Questo borgo, dominato dal monumentale Ponte Visconteo, è composto da una serie di antichi mulini ad acqua medievali lambiti dalle correnti del fiume, oggi trasformati in caratteristici ristoranti e strutture ricettive. Borghetto è celebre anche per la produzione artigianale del tortellino di Valeggio, chiamato popolarmente “nodo d’amore” per via della sua sfoglia sottilissima ripiegata a mano, protagonista di una saporita tradizione enogastronomica locale.

Sulle colline trevigiane sorge Asolo, un borgo raffinato racchiuso da mura medievali. In passato fu sede della corte di Caterina Cornaro, regina di Cipro, e affascinò nel corso dei secoli intellettuali e artisti come l’attrice Eleonora Duse e la scrittrice Freya Stark. Infine, in provincia di Vicenza, merita una sosta Marostica, famosa in tutto il mondo per la monumentale partita a scacchi con personaggi viventi in costume medievale, che si tiene ogni due anni nella splendida Piazza Castello, dominata dal castello inferiore e da quello superiore che svetta sulla collina.

13. Trentino-Alto Adige: atmosfere alpine tra castelli e leggende tirolesi

Il Trentino-Alto Adige unisce la severità delle fortezze medievali all’accoglienza tipica delle valli alpine. I suoi piccoli paesi, circondati dalle pareti di roccia delle Dolomiti, conservano intatti i centri storici di pietra, i tradizionali erker (finestre a bovindo) e un forte legame con la cultura tirolese.

Nella Valle Isarco sorge Chiusa (Klausen), un borgo medievale dominato dall’imponente monastero di Sabiona, arroccato su una rupe rocciosa che domina l’abitato. Chiusa affascinò molti artisti, tra cui Albrecht Dürer, che dipinse le facciate delle case del centro storico durante il suo viaggio in Italia. Le strade del paese, ricche di locande tradizionali e negozi di artigianato in legno, offrono un’atmosfera sospesa nel tempo, ideale per degustare i vini bianchi della zona. Spostandoci verso il confine con l’Austria incontriamo Vipiteno (Sterzing), antica città mineraria divisa in due dalla monumentale Torre delle Dodici, costruita nel XV secolo. Il centro storico è caratterizzato da case signorili dipinte a colori pastello, decorate con i tradizionali balconi coperti in legno.

Nel Trentino meridionale si trova invece Canale di Tenno, un borgo medievale intatto abbarbicato sulla montagna. Le sue case in pietra grigia, collegate da ballatoi in legno, archi e sottopassi, creano un’atmosfera sognante. Il paese ospita la Casa degli Artisti, un vivace polo culturale fondato nel dopoguerra. A poca distanza si trova lo splendido lago di Tenno, una piscina naturale dall’acqua color smeraldo. Infine, nella Val Venosta, merita una visita Glorenza (Glurns), la città più piccola dell’Alto Adige, racchiusa da una cerchia muraria medievale con tre porte di pietra intatte.

14. Friuli-Venezia Giulia: fortezze storiche e pietre parlanti

Il Friuli-Venezia Giulia è un territorio di confine caratterizzato da una complessa stratificazione storica. I suoi borghi medievali, edificati ai piedi delle Alpi Carniche e Giulie, conservano possenti strutture di difesa in pietra e testimoniano il passaggio di Romani, Longobardi e Veneziani.

Il simbolo indiscusso della resilienza friulana è Venzone, in provincia di Udine. Questo borgo trecentesco venne raso al suolo dal devastante terremoto del 1976. Gli abitanti scelsero di ricostruirlo pietra su pietra, catalogando ogni singolo blocco di roccia crollato per ricollocarlo nella sua posizione originaria. Venzone conserva la sua maestosa cinta muraria e il Duomo di Sant’Andrea, al cui interno si trova il battistero che custodisce le mummie storiche del paese, conservate naturalmente grazie a un particolare fungo parassita della pelle.

Lungo la riva del fiume Isonzo sorge Gradisca d’Isonzo, un borgo fortificato progettato dai Veneziani alla fine del Quattrocento per difendere la pianura friulana dagli assalti dei Turchi. Il paese conserva i bastioni merlati, il Palazzo dei Provveditori e un elegante centro storico di impianto asburgico. Nella Val Colvera incontriamo invece Poffabro, caratterizzato da un’architettura spontanea unica: le case sono costruite in pietra viva, con alti ballatoi in legno e archi sottostanti. Durante il periodo natalizio, il borgo si trasforma in un presepe a cielo aperto con installazioni artigianali sparse negli angoli più nascosti. Infine, merita una visita Clauiano, noto come il paese delle pietre e dei portali, ricco di cortili interni di epoca seicentesca.

15. Valle d’Aosta: fortezze romane e passi montani ai confini d’Europa

La Valle d’Aosta è una stretta vallata glaciale dominata dai giganti di pietra delle Alpi. I suoi piccoli borghi montani, sorti lungo l’antica via delle Gallie romana, custodiscono imponenti fortezze e offrono un’accoglienza ospitale tipica dei territori di confine d’Europa.

All’imbocco della valle sorge il borgo di Bard, arrampicato su una gola rocciosa lambita dalla Dora Baltea. Il paese è dominato dal monumentale Forte di Bard, una fortezza sabauda ottocentesca che sorge su uno sperone di roccia inaccessibile, celebre per aver resistito all’assedio delle truppe napoleoniche. Oggi il forte è un importante polo museale visitabile ed è stato utilizzato come set cinematografico internazionale per film hollywoodiani come Avengers: Age of Ultron. Il borgo sottostante conserva intatte le caratteristiche case medievali in pietra viva, decorate con archi e sottopassi.

Lungo la via del Gran San Bernardo incontriamo Etroubles, un antico borgo di origine romana situato a 1.200 metri di quota. Il centro storico è diventato un vero museo a cielo aperto di arte contemporanea, con sculture e dipinti di artisti di fama internazionale integrati tra i vicoli in pietra e i fontanili tradizionali. Infine, merita una sosta Saint-Rhémy-en-Bosses, l’ultimo borgo italiano prima del confine svizzero. Il paese, caratterizzato da antiche case in pietra con tetti in lose (lastre di ardesia), è celebre nel mondo per la produzione artigianale del Jambon de Bosses DOP, un pregiato prosciutto crudo stagionato con erbe aromatiche di montagna.

16. Marche: rocche inespugnabili, mura ondulate e borghi di mare

Le Marche vantano un territorio collinare ricchissimo di insediamenti storici medievali e rinascimentali. I suoi borghi, protetti da imponenti cinte murarie ondulate che seguono le curve del terreno, si dividono tra l’entroterra appenninico e le colline affacciate sul mare Adriatico.

Il simbolo dell’esoterismo e della letteratura marchigiana è Gradara, in provincia di Pesaro e Urbino. Il borgo fortificato è cinto da una maestosa cerchia muraria trecentesca dotata di camminamenti di ronda intatti. La Rocca Malatestiana domina l’abitato ed è celebre per essere stata lo scenario della tragica storia d’amore tra Paolo e Francesca, gli sfortunati amanti cantati da Dante Alighieri nel V canto dell’Inferno. Nelle colline dell’anconetano sorge invece Corinaldo, famoso per la sua intatta cinta muraria lunga quasi un chilometro, dotata di torri e porte di difesa. Il centro storico ospita la celebre “Piaggia”, una scalinata di cento gradini con al centro il Pozzo della Polenta, legato a una simpatica leggenda popolare secolare.

Nel piceno incontriamo Offida, un borgo arroccato su uno sperone di roccia argillosa. Il paese è celebre per l’antica tradizione del merletto a tombolo, lavorato a mano dalle merlettaie che si riuniscono fuori dai portoni delle case in pietra. Il trecentesco Palazzo Comunale ospita al suo interno un elegante teatro all’italiana in legno dorato. Infine, affacciato sul mare Adriatico, merita una visita il borgo antico di Grottammare (Grottammare Alta), caratterizzato da un nucleo medievale in pietra dorata circondato da aranceti storici, con un affaccio spettacolare sulle acque della riviera picena.

17. Sardegna: castelli sul mare, fiumi colorati e tradizioni barbaricine

La Sardegna conserva un’identità culturale antichissima e fiera. I suoi piccoli paesi si dividono tra le coste spettacolari battute dal vento e l’entroterra selvaggio della Barbagia, offrendo testimonianze di epoca nuragica, pisana e aragonese, tra tradizioni artigianali preziose e sapori decisi.

Affacciato sul golfo dell’Asinara sorge Castelsardo, in provincia di Sassari. Questo borgo medievale è arroccato su un promontorio vulcanico lambito dal mare, dominato dal duecentesco Castello dei Doria. Le stradine strette e in pendenza del centro storico ospitano le botteghe delle cestinaie, che intrecciano a mano le foglie di palma nana per creare cestini colorati tradizionali. A poca distanza dal paese si trova la Roccia dell’Elefante, un’antica tomba nuragica (Domus de Janas) scavata in un masso vulcanico eroso dal vento.

Lungo la foce del fiume Temo (l’unico navigabile della Sardegna) si trova Bosa, in provincia di Oristano. Il borgo è celebre per il suo quartiere storico, chiamato Sa Costa, caratterizzato da case dai colori pastello che si arrampicano sulla collina verso il Castello di Serravalle, edificato dai Malaspinas. Le acque calme del fiume riflettono le barche dei pescatori, creando uno scenario da cartolina. Sull’isola di San Pietro, nella Sardegna meridionale, sorge invece Carloforte, una colonia fondata nel Settecento da pescatori di origine genovese provenienti dall’isola tunisina di Tabarka. Il borgo conserva il dialetto, l’architettura ligure e la tradizione della pesca del tonno rosso.

Infine, nel cuore montuoso della Barbagia di Nuoro, merita una sosta Atzara. Questo borgo medievale, circondato dai boschi di castagni e dai vigneti del Mandrolisai, conserva antiche case in pietra con portali catalani. Atzara fu un importante centro culturale all’inizio del Novecento, ospitando molti pittori spagnoli e italiani attratti dal fascino selvaggio delle tradizioni barbaricine e dagli splendidi costumi tradizionali indossati dalle donne del paese.

18. Liguria: vicoli di pietra, caruggi e borghi arrampicati sul mare

La Liguria è una stretta mezzaluna di terra racchiusa tra le montagne dell’Appennino e le acque del Mar Ligure. I suoi borghi marinari e dell’entroterra si arrampicano ripidi lungo i pendii rocciosi, caratterizzati da caruggi stretti (vicoli di pietra) ed alte case dipinte a colori vivaci.

Nell’entroterra di Ventimiglia sorge Apricale, arrampicata su una collina verde. Questo borgo medievale è un labirinto di vicoli coperti da archi in pietra viva, con case arroccate l’una sull’altra che formano un anfiteatro naturale. Sulla cima del paese svetta il Castello della Lucertola, antica fortezza medievale oggi adibita a museo. Poco distante incontriamo Dolceacqua, divisa in due parti dallo scorrere del torrente Nervia, collegate da uno spettacolare ponte medievale a schiena d’asino dipinto dal maestro impressionista Claude Monet nel 1884. Il borgo è dominato dai resti del Castello dei Doria ed è la patria del Rossese di Dolceacqua, un pregiato vino rosso locale.

Lungo la costa savonese si trova Finalborgo, antico capoluogo del Marchesato del Del Carretto. Il borgo, racchiuso da mura medievali quattrocentesche intervallate da torri circolari, è caratterizzato da palazzi rinascimentali in pietra locale. Oggi è considerato una delle capitali mondiali degli sport all’aria aperta, in particolare dell’arrampicata e della mountain bike. Infine, affacciato sul mare imperiese, sorge Cervo, un borgo fortificato abbarbicato sulla collina che scende ripida verso l’acqua. Il paese è dominato dalla Chiesa di San Giovanni Battista, detta “dei Corallini” perché costruita grazie ai proventi della pesca del corallo. Il sagrato della chiesa ospita ogni estate un prestigioso festival internazionale di musica classica all’aperto.

19. Piemonte: laghi incantati, vigne storiche e antiche dogane alpine

Il Piemonte unisce la maestosità delle Alpi alle fertili colline delle Langhe e del Monferrato. I suoi borghi, protetti da castelli e mura medievali, sorgono tra i laghi alpini e i vigneti storici, offrendo un patrimonio architettonico ed enogastronomico unico al mondo.

Sul lago omonimo si trova Orta San Giulio, uno dei borghi più sognanti della regione. Il paese, caratterizzato da strade strette e palazzi seicenteschi, si affaccia direttamente sulla splendida isola di San Giulio, che ospita un’antica abbazia benedettina di clausura e il suggestivo “sentiero del silenzio”. Sulla collina retrostante sorge il Sacro Monte di Orta, Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Nelle vigne delle Langhe cuneesi si incontra invece Neive, circondata da filari storici di Barbaresco. Il centro storico, in mattoni rossi e pietra, ospita antiche cantine ipogee dove i produttori locali invecchiano i migliori vini piemontesi.

In alta Val Varaita sorge Chianale, l’ultimo borgo italiano prima del confine francese. Posto a 1.800 metri di quota, il paese è attraversato dal torrente Varaita ed è caratterizzato da caratteristiche case in pietra viva con tetti coperti da lose. In passato ospitava un’antica dogana alpina e una delle comunità ugonotte più resistenti della zona. Infine, nelle Alpi Marittime, merita una sosta Garessio, un borgo medievale diviso in quattro borgate, celebre fin dall’Ottocento per le sue fonti termali di acqua minerale e per l’impianto urbano risalente al XII secolo.

In breve: I segreti dei borghi italiani

La riscoperta dei borghi italiani passa dallo studio delle tradizioni secolari e dall’adattamento dell’uomo al territorio. Dai piccoli trulli pugliesi costruiti per evadere le tasse del Regno, alle vie strette di difesa militare di Civitella del Tronto, ogni pietra racconta la storia e l’ingegno del popolo italiano.

Mappa riassuntiva dei borghi citati

Regione Borgo Selezionato Caratteristica Principale
Veneto Borghetto sul Mincio Antichi mulini ad acqua sul fiume Mincio e tortellino “nodo d’amore”.
Trentino-Alto Adige Canale di Tenno Centro medievale intatto con case in pietra viva e lago smeraldo.
Friuli-Venezia Giulia Venzone Borgo trecentesco ricostruito pietra su pietra dopo il sisma del 1976.
Valle d’Aosta Bard Borgo medievale e imponente fortezza sabauda ottocentesca.
Lombardia Sabbioneta Città ideale rinascimentale progettata da Vespasiano Gonzaga.
Marche Gradara Cinta muraria intatta e rocca legata alla tragica storia di Paolo e Francesca.
Sardegna Bosa Quartiere storico Sa Costa con case multicolore lungo il fiume Temo.
Liguria Dolceacqua Ponte medievale a schiena d’asino dipinto da Claude Monet e castello Doria.
Piemonte Orta San Giulio Borgo sognante sul lago d’Orta e isola con abbazia benedettina.

I borghi sono l’espressione più vera del nostro patrimonio nazionale. Riscoprirli significa viaggiare lentamente, assaporando la storia in ogni pietra e sostenendo piccoli produttori locali che mantengono in vita tradizioni antichissime.

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