La Basilica di Santa Croce al Flaminio ha ospitato, nel pomeriggio di domenica 7 giugno, il concerto Rarità musicali, il consueto appuntamento organizzato dall’Orchestra Sinfonica Santa Croce sotto la direzione del maestro Arman Azemoon, che ha proposto al pubblico la Sinfonia Concertante per fiati e archi di Antonia Sarcina e il Requiem in Do minore di Michael Haydn.
| Elemento del concerto | Dettagli e protagonisti |
|---|---|
| Location e data | Basilica di Santa Croce al Flaminio, 7 giugno 2026 |
| Direzione e orchestra | Maestro Arman Azemoon, Orchestra Sinfonica Santa Croce |
| Programma musicale | Requiem in Do minore MH 155 (M. Haydn), Sinfonia Concertante (A. Sarcina) |
| Voci soliste | Laura Felice (soprano), Chiara Guglielmi (contralto), Alessandro Fantini (tenore), Roberto Curione (basso) |
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Michael Haydn, protagonista della musica sacra del Settecento
Il Requiem in Do minore MH 155 rappresenta una delle opere più significative del musicista austriaco Michael Haydn, nato nel 1737 a Rohrau e fratello minore del celebre Franz Joseph Haydn. Seguendo le orme del fratello maggiore, egli cominciò la sua carriera nel mondo musicale a Vienna, allora capitale dell’Impero Asburgico, come cantore della chiesa di Santo Stefano. Questa esperienza lo portò a sviluppare uno stile personale, anche grazie all’influenza esercitata su di lui dalle opere di Antonio Caldara, noto compositore italiano di musica sacra e oratoriale.
Il periodo viennese, inoltre, gli permise di approfondire tecniche polifoniche complesse, che divennero presto il suo tratto distintivo all’interno del repertorio della musica sacra. Dal 1762 al 1806, anno della sua morte, il musicista realizzò una vastissima produzione di musica sacra, sinfonie e concerti da camera a Salisburgo.
Haydn fu anche organista e compositore di corte dell’arcivescovo della città, entrando in contatto con il giovane Wolfgang Amadeus Mozart. Il rapporto tra i due fu caratterizzato da una profonda stima reciproca: Mozart nutriva una grande ammirazione per la musica sacra di Haydn, tanto da arrivare a copiare alcune sue partiture per studiarle. Un episodio spesso ricordato riguarda la composizione dei Sei Duetti per violino e viola: quando Michael si ammalò e non riuscì a completarli, Mozart scrisse gli ultimi due brani per permettergli di rispettare l’impegno preso. Un gesto che testimonia il forte legame umano che univa i due compositori.
Il Requiem Michael Haydn: un capolavoro della musica sacra
Un posto di rilievo all’interno del repertorio della musica sacra settecentesca è occupato senza dubbio dal Requiem in Do minore MH 155, composizione scritta da Michael Haydn nel 1771, durante il suo periodo salisburghese. L’opera nacque in occasione della morte dell’arcivescovo di Salisburgo Sigismund von Schrattenbach, figura di grande importanza nel panorama musicale cittadino dell’epoca.
Il Requiem, composto per voci soliste, coro misto e orchestra, è articolato in cinque sezioni e dodici movimenti:
- Introitus e Kyrie
- Sequentia (Dies irae, Tuba mirum, Rex tremendae, Recordare, Confutatis, Lacrimosa)
- Offertorium (Domine Jesu Christe, Hostias)
- Sanctus e Benedictus
- Agnus Dei e Communio
Il linguaggio musicale dell’opera, di straordinaria eleganza, alterna momenti di grande solennità a passaggi più raccolti e meditativi, restituendo all’ascoltatore una riflessione sul tema della morte espressa attraverso una profonda intensità emotiva, tipica della musica sacra del Settecento.
L’Orchestra Sinfonica Santa Croce e il concerto “Rarità musicali”
Il Requiem di Michael Haydn è stato proposto all’interno del concerto Rarità musicali, nella suggestiva cornice della Basilica di Santa Croce al Flaminio, offrendo al pubblico l’opportunità di riscoprire una composizione oggi raramente presente nei programmi concertistici contemporanei. Ad aprire la serata è stata la Sinfonia Concertante per fiati e archi della compositrice Antonia Sarcina, che ha rappresentato il preludio al momento più atteso: l’esecuzione del Requiem in Do minore MH 155.
Ad accompagnare gli ospiti nel pomeriggio musicale sono state anche le voci dei quattro solisti: Laura Felice (soprano), Chiara Guglielmi (contralto), Alessandro Fantini (tenore) e Roberto Curione (basso) assieme al coro e all’orchestra composta da fiati e archi. Durante l’esecuzione dell’opera del compositore austriaco, la Basilica, gremita di persone, si è trasformata in uno spazio di ascolto e contemplazione. La presenza dell’Orchestra Sinfonica Santa Croce, del Coro e dei quattro solisti ha regalato al pubblico un momento di grande coinvolgimento, creando un’atmosfera intensa e meditativa, capace di valorizzare il carattere spirituale del Requiem di Haydn.
Un patrimonio musicale da riscoprire
L’iniziativa Rarità musicali, come quella proposta il 7 giugno 2026, ha offerto l’opportunità di avvicinare un pubblico eterogeneo a composizioni che, pur avendo avuto un ruolo importante nello sviluppo del repertorio musicale europeo, oggi vengono eseguite solo – purtroppo – occasionalmente. La scelta infatti di proporre il Requiem di Michael Haydn ha permesso di riportare l’attenzione su un compositore che, al di là del legame con il fratello più noto al pubblico, Joseph Haydn, ha lasciato un contributo significativo alla storia della musica sacra del Settecento. Inoltre, l’iniziativa, proposta a ingresso libero con offerta volontaria, ha rappresentato anche un’importante occasione di incontro e divulgazione culturale.

Fonte immagini: archivio personale

