Busójárás: il carnevale dei mostri in Ungheria

Busójárás: il carnevale dei mostri in Ungheria

Il Busójárás (“camminata dei Busó”) è una delle feste popolari più affascinanti dell’Ungheria e si svolge a Mohács, una cittadina nel Sud del paese. È un carnevale diverso da quello a cui siamo abituati, legato al popolo Šocki (gli slavi). Si tiene nei giorni che precedono il Mercoledì delle Ceneri e annuncia la fine dell’inverno e l’inizio del periodo della Quaresima. Il primo documento scritto che parla del Busójárás risale al 1783, anche se le maschere furono menzionate per la prima volta solo nel 1852.  Nel 2009, quest’evento è stato perfino inserito nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell’umanità dell’UNESCO.

Come nasce il Busójárás

Esistono varie leggende che narrano la nascita del Busójárás, ma quella più popolare si riferisce all’occupazione ottomana in Ungheria, avvenuta tra il 1500 e il 1600. Gli abitanti, spaventati dagli invasori turchi, decisero di rifugiarsi nella palude per scampare alle violenze. Proprio qui, una notte, comparve un anziano passato alla storia con il nome di Šokac, e ordinò alla gente di smettere di nascondersi e di creare armi e maschere mostruose per riprendere il controllo della città. Approfittando di una notte di tempesta, essi scesero in città con le loro maschere, gridando e facendo un gran frastuono: i turchi scapparono dallo spavento senza neanche opporsi e “riconsegnarono” così ufficialmente la città agli ungheresi. Tuttavia, c’è una versione un po’ più realistica, secondo cui il nemico da sconfiggere sarebbe l’inverno, che i Busó con le loro maschere spaventose mandano via, pronti ad accogliere la primavera.  

Durata e fasi del Busójárás

Il Busójárás dura sei giorni: inizia il giovedì che precede il Mercoledì delle Ceneri e termina il Martedì Grasso, conosciuto anche come Farsangtemetés (letteralmente “sepoltura del carnevale”). Ogni giorno, inoltre, ha un significato ben preciso:
Giovedì (Kisfarsang): la festa si apre con musica e concorsi in maschera per i bambini;
Venerdì: vengono esposte le maschere artigianali accompagnate da spettacoli folkloristici;
Sabato: si tengono eventi culturali che raccontano le origini del Busójárás;
Domenica (Farsang vasárnap): giornata dedicata alla sfilata dei Busó, che arrivano in barca attraversando il Danubio;
Martedì (Farsangtemetés): si tiene la festa di chiusura, in cui una bara che rappresenta l’Inverno viene bruciata in un grande falò nella piazza principale, segnando così l’inizio della primavera.

I Busó e le maschere

I Busó sono i protagonisti assoluti dell’evento: indossano costumi tradizionali composti da pelliccia corta, pantaloni bianchi, stivali e maschere in legno scolpito (spesso con corna, denti aguzzi e tratti spaventosi). Ogni Busó porta con sé strumenti rumorosi come campanacci, tamburi e bastoni in modo tale da fare più baccano possibile per allontanare l’inverno. I Busó, inoltre, sono sempre accompagnati dai jankelés, che hanno il compito di tenere i bambini e in generale le persone lontane dai Busó. Ogni anno questo carnevale coinvolge tra i 500 e i 600 partecipanti. Infatti, anche per fare 300 metri ci vorranno tra i 20 e i 30 minuti, quindi bisogna avere decisamente molta pazienza.

Atmosfera e gastronomia

Durante il Busójárás, le strade di Mohács si trasformano: ogni angolo della città si anima di musica popolare, sfilate in maschera, scherzi e spettacoli e la festa diventa un vero e proprio incontro tra varie culture. L’influenza di tali culture è visibile anche nella gastronomia: infatti, tra le bancarelle si trovano prodotti tipici come le fánk (frittelle dolci), il lágos (focaccia fritta), il vin brulé e il tipico pálinka.

Come arrivare a Mohács

La città di Mohács è facilmente raggiungibile da Budapest, in circa due ore. Per chi volesse raggiungerla con il treno, la stazione di Mohács è ben collegata a Budapest con treni frequenti. Inoltre, è anche possibile raggiungerla con autobus che partono regolarmente da diversi punti della città. È sicuramente un tragitto che vale ogni minuto per immergersi in un carnevale così unico.

Fonte immagine di copertina: Wikimedia Commons (fotografo: Themightyquill

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