Homestuck: come un webcomic distrusse internet

Homestuck: come un webcomic distrusse internet

 

Il 25 ottobre 2011 svariati siti smisero di funzionare, e fu per colpa di… un aggiornamento del webcomic Homestuck. Com’è possibile che un webcomic possa arrivare a far crashare piattaforme enormi, come successe per esempio a Tumblr? Partiamo dall’inizio.

Cos’è Homestuck in breve?

Caratteristica Dettaglio
Autore Andrew Hussie
Data di inizio 13 aprile 2009
Formato Webcomic multimediale (testo, immagini, flash, musica)
Lunghezza Oltre 8000 pagine

Cos’è Homestuck?

La prima domanda da porci è: di cosa si tratta? È solo un webcomic? La risposta è: assolutamente no. Homestuck è un’esperienza, un fenomeno culturale che racchiude e descrive l’essenza di internet. Potremmo descriverlo come un fumetto online che ha delle animazioni, gif, musiche, ma è solo la superficie di ciò che è realmente; Homestuck è il webcomic nel quale l’internet esplora sé stesso.

Composto da sette atti, 8130 pagine e approssimativamente 1.2 milioni di parole, Homestuck, scritto e disegnato da Andrew Hussie, sembra uno scoglio insormontabile, ma una volta iniziato e conosciuti i protagonisti, le pagine sembreranno volare, ed anche i meccanismi più complessi e i paradossi temporali diventeranno chiari.

Ebbene sì: paradossi temporali! E non solo.

Introduzione a Sburb

Per riassumere la trama di Homestuck dobbiamo partire dalla prima pagina del webcomic: è il 13 aprile, compleanno del nostro protagonista, John Egbert e scopriamo tramite dei pesterlogs (ovvero le chat fra i personaggi) che è stato rilasciato un videogioco che John e i suoi amici online aspettavano da tanto, ovvero Sburb. Questo gioco, una volta installato, causa la fine del mondo, e i quattro ragazzi devono provare a salvarlo… dall’interno del gioco stesso. Sburb è un riferimento ai giochi di simulazione, col dettaglio che si sovrappone alla vita reale. Giocando a Sburb non entri in un mondo virtuale, ma puoi malleare la realtà, e inizi quindi a vivere al suo interno. Per giocare c’è bisogno di un server, colui che può modificare l’ambiente, e un client, che deve invece compiere missioni e sconfiggere nemici. Ogni sessione è unica ed ha un finale specifico: esistono sessioni null, che quindi sono fallimentari dall’inizio, sessioni scratched, che vengono danneggiate durante il gioco, ed anche sessioni dead, dove c’è un solo giocatore. Quando si vince Sburb si ottiene la creazione di un nuovo universo. 

Questo gioco avviene su Skaia, il mondo al centro dell’universo, all’interno della quale vi è un pianeta a forma di scacchiera: su questa, le forze della luce e le forze dell’ombra sono costantemente in guerra. Le forze oscure sono sempre destinate a vincere, ma nel caso i giocatori riuscissero a sconfiggerle, dalla morte del Black King si ottiene la Genesis Frog, una rana che contiene il nuovo universo. Tutto Homestuck consiste, dunque, nei protagonisti del webcomic che provano a vincere, ma non sarà affatto facile a causa di paradossi temporali, nemici, partite fallimentari, e soprattutto… alieni.

I troll

Se vi è capitato di sentir parlare del webcomic Homestuck, di sicuro avrete visto dei personaggi grigi con le corna: ebbene, loro sono i troll. Sono una specie aliena che per l’intero webcomic contatta i protagonisti, ognuno di loro con un carattere ed un tipo di scrittura diversi. Per quanto all’inizio siano fastidiosi (il loro nome si riferisce proprio ai troll presenti su internet), aiuteranno molto i protagonisti, confessando poi d’aver giocato a loro volta a Sburb, e che dalla loro vittoria si è proprio generato l’universo nel quale vivono gli umani. Saranno una parte fondamentale di Homestuck, ed ormai sono loro i veri simboli del webcomic, anche più dei protagonisti.

Cascade

Arriviamo dunque alla domanda iniziale: come ha fatto un webcomic come Homestuck a distruggere internet?

All’epoca, nel 2011, il sito MSpaintadventures, sul quale veniva pubblicato Homestuck, vantava più di un milione di visualizzazioni al giorno, ma il 25 ottobre, giorno in cui venne pubblicato Cascade, queste visualizzazioni triplicarono. Questo portò non solo il sito principale a bloccarsi, ma anche qualsiasi piattaforma dove il video venne caricato: 13 minuti di animazioni, ecco cos’è Cascade, video che conclude il quinto atto di Homestuck. Tutt’oggi, Cascade è ricordato dai fan come il momento nel quale Homestuck passò dall’essere un semplice webcomic a qualcosa di molto più grande: un’odissea digitale, un’opera che ha cambiato profondamente il concetto di media e di webcomic

Quando il 13 Aprile 2016 Homestuck si concluse, si assisté alla fine di un’intera parte di internet. Un fenomeno irripetibile. Anche se negli ultimi anni si sta assistendo ad una rinascita di Homestuck, con sempre più persone che iniziano a leggerlo: alla fine, cosa mai potranno essere 8130 pagine?

Fonte immagine: Amazon

Articolo aggiornato il: 16/12/2025

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