Film di Nanni Moretti: 3 da vedere

Film di Nanni Moretti: 3 da vedere

Durante le sere d’inverno l’ideale è guardare un film da soli o in compagnia: se cerchi qualcosa di divertente ma di altrettanto profondo, questo articolo fa al caso tuo perché parleremo dei film di Nanni Moretti da non perdere assolutamente.                                                                Giovanni Moretti, più comunemente Nanni Moretti, è un regista, sceneggiatore e attore romano classe 1953. All’interno dei suoi film riesce a infondere sempre un’ironia tagliente che va a criticare la società italiana. Gran parte della filmografia di Nanni Moretti è composta da commedie drammatiche spesso grottesche che vedono come protagonista lo stesso Moretti: nei primi film il protagonista è sempre Michele Apicella suo alter ego che prende in prestito il cognome della madre del regista. Michele Apicella non è mai lo stesso personaggio ma, anzi, cambia sempre professione, ambientazione ed età restando però il solito uomo nevrotico, egoriferito e insofferente verso il mondo. I film di Moretti sono capaci di far ridere a crepapelle, proprio per la stravaganza dei protagonisti e dalle loro azioni, ma allo stesso tempo lasciano riflettere e guardare con occhio critico le situazioni che Moretti propone allo spettatore.

3 Film di Nanni Moretti da vedere

1. Ecce Bombo (1978)

In Ecce Bombo, Michele Apicella è uno studente universitario che insieme ai suoi amici, giovani romani della sinistra intellettuale degli anni ’70, vive la noia e l’incostanza dell’inizio dell’età adulta. Il protagonista, che ha delle relazioni disfunzionali con i genitori e la sorella Valentina, è ormai disilluso e usa il sarcasmo per accettare il vuoto e l’apatia che caratterizzano la sua generazione. Essendo alla ricerca di un senso nella sua vita, insieme ai suoi amici Vito, Mirko e Goffredo tiene delle riunioni di autocoscienza che risultano però fallimentari. Moretti con questo film, che fa parte dei cult cinematografici italiani, parla della crisi della sinistra di quei tempi, del senso di smarrimento che i giovani provavano durante l’epoca post-sessantottina e dell’ipocrisia delle famiglie borghesi. Allo stesso tempo, però, riesce ad ottenere varie situazioni comiche dovute al linguaggio grottesco dei personaggi. Resta iconica la frase di Michele Apicella «Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?» che ben descrive l’ossessione che il protagonista ha per sé stesso.

 

2. Bianca (1984)

Michele Apicella indossa le vesti di un professore di matematica all’interno del film Bianca. Il protagonista insegna all’interno di una prestigiosa e stramba scuola di nome Marilyn Monroe. Michele è un uomo completamente nevrotico e maniaco del controllo: giudica chiunque a partire dal paio di scarpe che uno indossa e crede che le coppie debbano stare insieme per sempre in un perfetto equilibrio matematico, distaccandosi completamente dalla realtà. Anche dopo aver conosciuto una donna di nome Bianca, interpretata da una giovane Laura Morante, il suo carattere ansioso e maniacale non cambia. Nel corso della storia del film all’interno del palazzo in cui Michele vive avviene più di un omicidio e questo rende il film quasi un giallo. Consigliatissimo per chi ama il no sense, i thriller e soprattutto per chi ama il cioccolato, il Mont Blanc e la Sachertorte come Michele.

 

3. Palombella Rossa (1989)

In Palombella Rossa Michele Apicella diventa un funzionario del Partito Comunista Italiano nonché un giocatore di pallanuoto; infatti, il film si sviluppa durante un’interminabile partita di questo sport. Dopo un incidente stradale, il protagonista perde la memoria e dovrà recuperarla attraverso un viaggio fatto di flashback con non pochi ricordi distorti. Lungo il corso del film, Apicella si confronta con giornalisti e politici che incarnano la confusione ideologica di allora. L’amnesia diventa una metafora della crisi della sinistra italiana di quei tempi, infatti l’anno di uscita del film, il 1989, è cruciale per la sinistra: anno della caduta del muro di Berlino e della stessa crisi del PCI. Iconica la scena in cui durante un appello agli elettori, Michele inizia a cantare E ti vengo a cercare di Franco Battiato.

Fonte immagine: Wikipedia 

Fonte video: You Tube

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