Il migliore dei mondi di Maccio Capatonda | Recensione

Maccio Capatonda

Rilasciato su Prime video il 17 novembre 2023, Il migliore dei mondi, il nuovo film del comico abruzzese Maccio Capatonda, ha conquistato il pubblico italiano scalando rapidamente la classifica della piattaforma targata Amazon. La pellicola riesce a raccontare con delicata ironia una storia distopica che, sebbene sia inventata, non si allontana troppo dalla realtà. Ma andiamo ad analizzarla nel dettaglio.

Il migliore dei mondi: la trama

Il nuovo film di Maccio Capatonda racconta la vita di Ennio Strano, un informatico quasi cinquantenne incapace di svolgere qualsiasi mansione – anche la più banale – senza l’ausilio della tecnologia. Il suo mondo si rovescia quando, durante una serata in discoteca, perde il suo cellulare: a ritrovarlo è Viola, una persona molto distante da lui, lontana dalle nuove tecnologie e dalla vita high-tech. Il giorno dopo la festa, la ragazza si reca presso il negozio di telefonia di Ennio per chiedergli di rimettere in funzione un vecchio modem degli anni 2000. Durante la riparazione, a causa di un cortocircuito, l’informatico viene catapultato in un modo in cui la tecnologia non esiste, o meglio, lo sviluppo tecnologico non è mai avvenuto. Ennio si ritrova circondato da cabine telefoniche, automobili sprovviste di sensori di parcheggio, Nokia 3310 e con la connessione 56k, così lenta da impiegare diversi minuti anche per caricare una semplice foto sgranata. Nell’universo parallelo in cui si trova, il millennium bug si è realmente verificato, causando dei danni irreparabili. È per questo che, da quel momento in poi, gli Stati hanno deciso di vietare qualsiasi nuova invenzione in ambito tecnologico, pena la galera. Le sfide che Ennio dovrà superare nel nuovo mondo, gli saranno di grosso aiuto per arrivare a comprendere qual è la realtà in cui desidera vivere: se la sua, quella dove la tecnologia fa da padrona oppure quella ipotecnologica, in cui avere un Iphone di ultima generazione può costarti l’ergastolo.  

Il migliore dei mondi: il millennium bug e la tecnologia secondo Maccio Capatonda

Tutte le persone nate prima degli anni 2000, ricorderanno il millennium bug, quella paura diffusa che i computer, allo scoccare dell’anno 2000, sarebbero andati totalmente in tilt, incapaci di interpretare il nuovo millennio. Per fortuna, almeno nel nostro universo, non si verificò. In quello di Ennio Storto, protagonista de Il migliore dei mondi, il millennium bug si è invece concretizzato, causando danni inimmaginabili, tanto da portare gli Stati a vietare qualsiasi progresso tecnologico. L’Y2K bug, nel mondo ipotecnologico ideato da Maccio Capatonda, ha distrutto addirittura il Colosseo: sulle sue rovine sorge soltanto un cartello esplicativo. Un mondo totalmente diverso in cui il genio della tecnologia Steve Jobs vive esule in una cascina di campagna, caduto in disgrazia con l’inizio del nuovo millennio. Nel suo covo tenta di portare avanti il progresso tecnologico senza però avere mai la possibilità di mostrarlo al mondo. Una realtà utopica ma allo stesso tempo reale, umana e vicina. Il mondo di Ennio è un mondo paurosamente simile a quello degli anni ’90: non esiste un navigatore ma bisogna arrangiarsi con complicatissime mappe cartacee, non ci sono piattaforme streaming ma per guardare il proprio film preferito bisogna andare da Blockbuster ad affittarlo e internet è così lento che persino il download di un file audio può impiegare giorni. Un universo parallelo sì, ma paurosamente vicino a quello che è stato. Maccio, però, non cade nella banale trappola di far intendere “si stava meglio quando si stava peggio” anzi, fa comprendere che, per quanto il mondo moderno in cui viviamo, schiavo della tecnologia e dell’intelligenza artificiale, faccia oggettivamente ribrezzo anche la realtà parallela, quella in cui lo sviluppo non si è mai concretizzato, ha i suoi grossi problemi. D’altronde, Maccio Capatonda non potrebbe mai criticare la tecnologia, quella che gli è stata così d’aiuto nell’emergere nel mondo dello spettacolo e infatti rimane coerente. Egli più che l’high tech critica l’essere umano, incapace di porsi dei limiti: quando le persone del mondo parallelo entrano in contatto con l’Iphone di ultima generazione di Ennio, ne diventano oggettivamente ossessionate come lo erano del loro computer che, seppur con un modem a 56k, utilizzavano freneticamente. Diciamo che quello che Maccio Capatonda vuole lasciare intendere è che, per quanto si possa criticare la tecnologia, essa non sarà mai responsabile dei nostri problemi, dei nostri fallimenti, delle nostre incapacità perché in quanto esseri umani pensanti avremo sempre un asso nella manica, la possibilità di scegliere, un privilegio che nessuno schermo luminoso può toglierci. 

Fonte immagine in evidenza: Prime Video, copertina ufficiale del film Il migliore dei mondi di Maccio Capatonda

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