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Odio il natale, la serie Netflix | Recensione

Odio il natale serie Netflix

«Le cene di Natale hanno il potere di cambiare le cose». Questo è ciò in cui crede fortemente Gianna, protagonista di Odio il natale, la serie Netflix.

Adattamento della serie Netflix norvegese Natale con uno sconosciuto, Odio il Natale è uscita lo scorso anno con la prima stagione, e avendoci lasciato col fiato sospeso, ha esordito con la seconda stagione il 7 dicembre 2023. Gianna ha 30 anni, è infermiera e non ha un fidanzato. Alla soglia di dicembre, con l’arrivo sempre più imminente del fatidico cenone di Natale, sente la necessità di dover trovare un compagno, qualcuno con cui passare almeno la sera del 24 e poter finalmente presentare un ragazzo alla sua sempre più pressante famiglia. Inizia così una sorta di “caccia”, durante la quale Gianna, tenterà il tutto per tutto.

Odio il Natale è dinamica, scorrevole, perfetta da guardare nel periodo natalizio. Le vicende sono raccontate tramite la rottura della quarta parete: è proprio Gianna (Pilar Fogliati), infatti, ad accompagnarci passo dopo passo durante le sue avventure, a descriverci le sue sensazioni e a esternare i suoi pensieri. Espediente che trascinerà lo spettatore, coinvolgendolo sempre di più. Sarà come entrare nel vivo delle vicende e affrontarle in prima persona. Di gran lunga giovanile, al passo coi tempi. Un ruolo importante è svolto anche da una delle più care amiche di Gianna, Titti, interpretata da una giovane Beatrice Arnera, la quale, grazie alla sua comicità e a uno spiccato senso dell’umorismo, riuscirà a donare quel tocco in più alla serie, rendendola unica nel suo genere. Ogni personaggio, che sia principale o semplice comparsa, interpreta degnamente il proprio ruolo, lasciando dietro di sé un pezzettino fondamentale, utile ai fini della storia. Come un puzzle che lentamente si conclude nel gran finale. A fare da sfondo alla vicende di Odio il Natale c’è la redente cittadina di Chioggia, perfetta per paesaggi invernali, luce fredda, sembra fatta apposta per una storia d’amore: i ponti, i campielli… Insomma, una location in regola per l’ambientazione Natalizia.

La storia di Odio il Natale, seppur semplice, racchiude in sé molti messaggi importanti. Sia nella prima che nella seconda stagione, tutto ruota attorno all’idea di dover trovare il vero amore. “La slitta di Babbo Natale, la magia, la si incontra solo quando si prova per l’altra persona un sentimento puro. Amore è prendersi cura l’uno dell’altro, è fiducia, è il non sentirsi giudicati se si è se stessi. In un periodo storico in cui “amare” è divenuto “possesso”, “ossessione”, Odio il natale ci offre spunti di riflessione importanti in merito a questa questione. È difficile lasciar entrare qualcuno nella propria casa, nel proprio cuore, ma la persona giusta saprà prendersene cura.  Non importa se ci vorrà tempo, non conta a che età, purché sia vero e autentico, purché ci faccia sentir liberi di essere amati per ciò che siamo. E cosa c’è di più bello che innamorarsi proprio nel periodo più felice dell’anno? Odio il Natale ci insegna che lo spirito natalizio può ogni cosa, che Natale non è solo il 24 e il 25 dicembre. Natale deve essere ogni giorno, la stessa euforia, la stessa gioia, vanno vissuta ogni secondo. Natale è nelle nostre case, nelle nostre vite, ogni volta che c’è amore. 

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Fonte immagine in evidenza: Netflix

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