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The Taste of Tea: il gusto dolceamaro del cinema realista nipponico

The taste of tea: il gusto dolceamaro del cinema realista nipponico

The Taste of TeaCha no Aji è un film che va assaporato lentamente, attendendo con pazienza che si raffreddi, proprio come sorseggiare una tazza di tè dal sapore erbaceo, aspettando che il finale lasci un retrogusto leggermente amaro in bocca ma, allo stesso tempo, ricco di dolcezza. In questa pellicola si vede tutta l’essenza del cinema realista, dove familiare e straordinario coesistono in armonia, suggerendo che la realtà altro non è che una percezione malleabile.

Concetto chiave Dettagli dal testo
Titolo del film The Taste of Tea – Cha no Aji
Regista Katsuhito Ishii
Ambientazione Piccola cittadina rurale nel Tochigi
Data di uscita 17 luglio 2004 (sale giapponesi)
Festival e riconoscimenti Presentato al Festival del Cinema di Cannes per aprire la sezione Quinzaine des Cinéastes
Cast principale Anna Tsuchiya e Tadanobu Asano

The Taste of Tea: lo spettatore attivo di una realtà nascosta

In una piccola cittadina rurale nel Tochigi si svolgono le vicende ordinarie di una famiglia un po’ insolita:

  • Hajime, studente delle superiori, ha da poco dovuto dire addio alla speranza di potersi dichiarare alla sua cotta;
  • sua sorella minore Sachiko lotta per trovare una soluzione alle strane visioni di se stessa che la perseguitano, sentendo in un racconto dello zio Nobuo un’indicazione chiara su come fare;
  • la madre dei due, stanca della vita da casalinga, si rimette alla prova come animatrice di cartoni, facendosi aiutare qualche volta dal nonno, un personaggio eccentrico ma estremamente sensibile che posa da modello;
  • mentre il padre è un ipnoterapista che si cimenta talvolta in una partita di go col figlio.
Guardando il suo primo amore allontanarsi in treno, Hajime perde ogni speranza di rinnamorarsi. (Screenshot)

Attraverso l’assurdo e le scelte artistiche fuori dal comune, The Taste of Tea ci rivela il lato più profondo dell’essere umano e la sua inclinazione verso il lato fantasioso e l’irrazionale, inglobando quasi lo spettatore all’interno di storie che sfidano le sue percezioni e facendolo dubitare su cosa sia la realtà e cosa sia, invece, la sua verità più profonda. I treni che escono dalla testa di Hajime e compaiono più volte nel film sono forse metafore delle occasioni che ci passano davanti e che bisogna cogliere in tempo prima che sfuggano? I girasoli che prendono possesso del pianeta ingigantendosi sempre di più non saranno un messaggio di speranza, secondo cui il gioco e il non prendersi sempre sul serio sono la medicina che porta al raggiungimento degli obiettivi? Il regista Katsuhito Ishii riesce a raccontare con dolcezza infinita e pazienza delle situazioni che dall’esterno possono sembrare ordinarie, rendendo tutti degli spettatori attivi, persino i personaggi stessi, in grado di osservare dietro le quinte silenziosamente ma anche di partecipare, prendendo coraggio attraverso piccole ma significative azioni.

Sachiko riesce finalmente a fare la giravolta sulla sbarra, attivando la “formula magica” per scacciare la visione gigante di se stessa. (Screenshot)

Tutti alla fine riescono a tagliare il proprio traguardo, ma c’è anche chi è rimasto da sempre sugli spalti, al suo posto di osservatore e tifoso. Il nonno è una sorta di angelo custode in questo, adempiendo perfettamente al suo ruolo di spettatore attento. Nonostante la sua follia (probabilmente data dalla demenza), in realtà alla fine dimostra di essere più collegato alla realtà di quanto non sembri e la sua scomparsa lascia un enorme vuoto in quella casa dove riecheggiano ancora i suoni del suo passaggio: una danza strampalata, un canto intonato dentro la vasca da bagno, il suono della finestra che sbatte per un gioco dispettoso. Il suo testamento è la scoperta che quei momenti da lui vissuti sono stati scattati come una fotografia, anzi, più come con una cinepresa, filtrati e impressi per sempre sulla carta, lasciando un messaggio chiaro su quella scrivania piena di pennelli e colori: lui c’è, c’è sempre stato e fa il tifo per tutti.

(Screenshot)

Dati tecnici del film The Taste of Tea

La pellicola è uscita nelle sale giapponesi il 17 luglio 2004 ed è stata presentata al Festival del Cinema di Cannes per aprire la prestigiosa sezione Quinzaine des Cinéastes (Directors’ Fortnight), ricevendo un’accoglienza molto positiva. Tra gli attori figurano Anna Tsuchiya, conosciuta per ruoli in film come Kamikaze Girls e per aver prestato la voce al personaggio di Nana Osaki nell’anime iconico di Ai Yazawa, e Tadanobu Asano, che ha partecipato al cast di film come Silence di Martin Scorsese e The Outsider, oltre che nella serie televisiva Shōgun, per la quale ha ricevuto diverse nomination come attore non protagonista agli Emmys, Golden Globes e Actor Awards.

Fonte immagine in evidenza: Poster promozionale del film The Taste of Tea

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