La morte dei forum online, perché stanno scomparendo?

La morte dei forum online, perché stanno scomparendo?

La morte dei forum online è ormai un fenomeno risaputo e documentato. I forum, un tempo, erano letteralmente tutto per il web. Se si voleva cercare un argomento sconosciuto, trovare trucchi introvabili per i vari videogiochi o semplicemente condividere le proprie passioni con sconosciuti, essi erano il punto di riferimento assoluto di ogni utente di Internet. Oggi, però, la comunicazione digitale è totalmente cambiata. Sin dalla loro nascita, accompagnando i primi passi dell’Internet moderno, purtroppo questi storici luoghi di aggregazione sono andati via via scomparendo dopo l’arrivo straripante delle grandi piattaforme social, che hanno reso i forum strutturalmente obsoleti. Oggi il concetto intimo di community all’interno di un forum non esiste quasi più, se non in alcuni rarissimi e piccoli ambiti di nicchia. I siti esistono ancora, certo, ma sono diventati dei veri e propri deserti digitali, e siamo passati dall’avere dei luoghi privati in cui discutere per ore su una singola questione all’alienarci in altri tipi di social, molto più frenetici.

Ma quali sono stati i primi passi storici che hanno portato i forum online a prendere originariamente piede?

Fasi storiche dei Forum Online Caratteristiche principali
Anni ’80 e ’90 Nascita dei primi spazi digitali a pagamento; software complessi da installare come phpBB.
Primi anni 2000 (L’era di ForumFree) Boom delle community gratuite; aggregazione per passioni (anime, videogiochi, guide).
Dal 2010 in poi Inizio del declino causato dall’ascesa dei social network basati sull’individuo (Facebook, Instagram).
Era contemporanea Spostamento verso le chat istantanee (Discord, WhatsApp) e aggregatori di massa come Reddit.

Primi anni 2000: il boom di ForumFree

Logo ForumFree

I forum sono nati alla fine degli anni ’80, proprio quando i primi Personal Computer avevano iniziato a entrare stabilmente nelle case di molte persone. Alcuni individui decisero di comprare degli spazi digitali dove poter condividere i propri interessi col resto del neonato mondo di Internet. Questi domini a pagamento si sono poi drasticamente evoluti con l’arrivo della piattaforma ForumFree nel 2002. L’idea alla base era abbastanza semplice ma geniale per l’epoca: offrire uno spazio web completamente gratuito, già preconfigurato e pronto all’uso, basato su un sistema di creazione di forum estremamente intuitivo. Prima di allora, se si voleva aprire un forum, bisognava comprare un dominio e un database a proprie spese, oltre a dover saper installare software complicati e ostici come phpBB. Con ForumFree, invece, bastava una semplice e-mail e in due minuti di orologio si era creato un forum partendo da zero.

Il vero e proprio boom di massa è esploso un paio d’anni dopo la nascita di ForumFree, nel florido periodo tra il 2005 e il 2010, finendo letteralmente per invadere ovunque la rete italiana. Si potevano trovare discussioni online lunghissime sugli ultimi giochi usciti per PS2 e PS3, accesissime lotte tra i vari fan degli anime del periodo, la nascita dei primi veri gruppi di incontri per organizzare gite alle fiere internazionali del fumetto e tanto, tanto altro. Inoltre, vi si aggiungevano forum specializzati nella traduzione di manga e anime amatoriali (spesso mai usciti ufficialmente dal Giappone), creando veri e propri team di traduttori (fansub) e siti dove poter reperire questo prezioso materiale che, anche se ottenuto in modo formalmente illegale, ha permesso a innumerevoli ragazzi di poter usufruire di prodotti d’intrattenimento altrimenti del tutto inaccessibili. Erano anche un fantastico modo per rimanere in contatto con amici conosciuti online che vivevano lontani o per organizzare estenuanti serate di gioco (raid) su World of Warcraft. Alla fine della fiera, navigando sul web di quegli anni, si finiva quasi sempre inesorabilmente su un circuito di ForumFree per poi decidere attivamente in quali community entrare.

ForumFree a oggi esiste ancora. Certo, molti dei vecchi e gloriosi forum del passato sono ormai completamente abbandonati, spesso pieni di immagini corrotte o link morti, ma il circuito resiste stoicamente ancora. Ovviamente non registra più gli strabilianti numeri di una volta perché, come accennato prima, la gente oggi si è spostata su piattaforme come Discord, ma resta ancora una piccola (ma fedele) porzione di persone che è determinata a non abbandonarli definitivamente.

Cosa ha fatto amare i forum?

Screenshot di un classico forum

I forum erano insindacabilmente considerati il vero centro sociale del web. Il dirompente Facebook ancora non esisteva e non c’erano molti siti strutturati per rimanere stabilmente in contatto con una specifica community o un gruppo affiatato di amici. Se avevi una forte passione, bisognava andare fisicamente alla ricerca della propria “tribù” online. Ti iscrivevi a un forum, sceglievi accuratamente un nickname rappresentativo, impostavi avatar e firma, e iniziavi a scrivere partecipando attivamente alle conversazioni collettive. Inoltre, i forum fornivano agli utenti un forte senso di gerarchia meritocratica: c’erano i moderatori (che erano visti quasi come delle divinità onniscienti), gli utenti storici e rispettati che sfoggiavano migliaia di messaggi sotto al proprio nome, e i nuovi arrivati che dovevano stare attentissimi a non fare domande banali che infrangessero la sacra etichetta e le regole del forum (la cosiddetta Netiquette).

Il punto di forza assoluto dei forum era anche il permettere a conversazioni, anche molto lunghe e articolate, di rimanere visibili e consultabili da chiunque senza alcun limite di tempo. Se scrivevi un concetto utile oggi, qualcuno poteva rispondere e integrare l’argomento anche tra sei mesi, e la discussione (il thread) tornava magicamente in cima alla lista. Era tutto meticolosamente catalogato per sezioni; era un sistema forse visivamente disordinato e strutturalmente lento, ma concettualmente molto profondo. Potevi conoscere persone per anni interi senza mai vedere la loro faccia reale, basandoti unicamente su quello che scrivevano e su come ragionavano.

Alcune peculiarità estetiche che davano ai forum un profondo senso di unicità erano anche le skin personalizzate per l’intero sito e per il profilo, le coloratissime targhette (spesso create su Photoshop) con su scritto “Utente VIP”, “Moderatore” o “Grafico”, che rappresentavano a tutti gli effetti una tangibile questione di prestigio sociale digitale. Ed infine l’ossessione per la Top Forum, una classifica nazionale basata rigidamente sulle visite giornaliere: scalare la fatidica classifica e finire tra i primi cento forum d’Italia era il sogno inconfessato di ogni singolo amministratore.

L’arrivo dei giganti social e la morte dei forum online

Purtroppo la romantica era dei forum giunse repentinamente al termine con l’arrivo dei social network sui nuovi smartphone (dal 2010 in poi). Instagram e Facebook hanno deviato irrimediabilmente l’attenzione sull’individuo (l’ego) e non più sull’argomento condiviso. Sui forum si parlava collettivamente di “tecniche di fotografia”, mentre su Instagram si posta individualmente una foto solo per mettersi in mostra e cercare consensi, non certo per instaurare una conversazione profonda: questa è una differenza sociologica enorme.

La gente ha iniziato a preferire l’incessante velocità rispetto alla lentezza e alla calma dei forum, dove non si ricevevano continue e assillanti notifiche al di fuori della piattaforma stessa. Su un forum dovevi avere la pazienza di aspettare che qualcuno leggesse e formulasse una risposta sensata; invece, con le moderne app di messaggistica come WhatsApp o Telegram, la risposta è frammentata ma immediata. Abbiamo drammaticamente smesso di voler approfondire i concetti e abbiamo iniziato a voler consumare i contenuti.

Perché Discord e altri social hanno vinto?

Logo Discord

Oggi, se un affiatato gruppo di amici vuole parlare di un videogioco in uscita, apre comodamente un server privato su Discord e il gioco è fatto in pochi clic. È uno strumento comodissimo, fluido, possiede la chat vocale integrata divisa in stanze e le sezioni testuali sono suddivise per argomento in modo efficiente. Però c’è un enorme, invalicabile problema di fondo: i canali Discord sono chiusi e accessibili solo dietro a un invito diretto. Se scrivi una guida tecnica estremamente utile su Discord, non è fisicamente possibile che un utente la trovi tramite una banale ricerca su Google e, dopo soli tre giorni di chiacchiere continue, quella guida verrà sepolta per sempre da migliaia di altri messaggi effimeri, e nessuno la troverà mai più. I forum, invece, restavano perennemente lì, indicizzati dai motori di ricerca, rimanendo infinitamente utili per tutti.

TikTok, Twitter e Instagram hanno poi dato il colpo di grazia finale facendo crollare vertiginosamente la soglia dell’attenzione media degli utenti. Dover leggere tre pagine intere di thread per comprendere a fondo un qualsivoglia argomento sembra diventato, per molti, una fatica immane; al contrario, è molto più semplice e passivo guardare un video verticale di trenta secondi che ti dà la risposta (spesso approssimativa) senza richiedere alcuna fatica analitica per il cervello.

L’eccezione di Reddit

Logo Reddit

Reddit rappresenta, a oggi, l’unica vera grande piattaforma simile ai vecchi forum del passato che è sopravvissuta e proliferata davvero. L’intuizione vincente è stata quella di aver mantenuto l’ossatura e la struttura dei forum classici, rendendola però funzionale e moderna, diventando di fatto un gigantesco aggregatore mondiale di forum: i famosissimi subreddit. Se hai un problema tecnico di qualsiasi tipo, un dubbio esistenziale o una curiosità nerd, molto probabilmente la soluzione migliore (e più sincera) la troverai su Reddit, scartabellando tra le decine di migliaia di conversazioni generate dagli utenti su argomenti letteralmente infiniti.

Il fatto è che Reddit ha capito esattamente come evolvere e svecchiare il macchinoso concetto di forum online. Ora non bisogna più avere cento account con cento password diverse per accedere a cento forum differenti. Ne hai uno solo, universale, e tramite quello segui e commenti tutto quello che ti piace. È rimasto forse l’ultimo grande avamposto digitale in cui la discussione testuale approfondita conta ancora molto di più della faccia (o dei follower) di chi scrive. Ma anche lì, purtroppo, l’atmosfera è inevitabilmente cambiata rispetto agli anni d’oro, perché tutto scorre inesorabilmente e corre troppo veloce.

Il punto della questione: cosa abbiamo perso con la morte dei forum online?

Il vero e più drammatico problema della scomparsa dei forum è, senza dubbio, la massiccia perdita della conoscenza condivisa. Internet sta diventando un luogo puramente “effimero”. Se un sito storico, come un vecchio forum indipendente di appassionati di auto d’epoca o di programmazione informatica, non rinnova il server e chiude i battenti, vent’anni ininterrotti di guide tecniche dettagliate, consigli rari e discussioni inestimabili spariscono per sempre nel nulla cosmico. Sui social moderni, invece, le informazioni tecniche non restano archiviate in modo logico e sono difficilissime (se non impossibili) da ricercare retroattivamente, creando migliaia di conversazioni spezzettate che non vengono seguite più da nessuno in modo costruttivo. Tutto è progettato appositamente per essere visto oggi (generando engagement istantaneo) ed essere dimenticato nel vuoto cosmico domani. Nei forum classici si respirava tangibilmente il senso della comunità che costruisce qualcosa di duraturo insieme, e ti sentivi fiero di essere parte attiva di un club quasi privato. Oggi siamo tutti gettati nello stesso enorme, caotico calderone globale, dove paradossalmente ci sentiamo più isolati e soli che mai.

I forum stanno scomparendo perché, per gli standard odierni dell’utente medio, sono strumenti “scomodi”. Richiedono tempo libero, richiedono lo sforzo di leggere lunghi paragrafi e la pazienza di seguire delle regole di convivenza spesso molto rigide. La vita moderna, stressante e iper-connessa, non ci permette quasi più questa salutare lentezza: preferiamo lobotomizzarci con lo scroll infinito dei feed, i like dispensati veloci e le notifiche lampeggianti che arrivano ogni singolo secondo. Ma c’è ancora una silenziosa parte di Internet che ne sente profondamente la mancanza, quella parte razionale che vorrebbe poter ottenere risposte sensate, scritte da esseri umani competenti e non guidate dagli algoritmi pubblicitari. Forse i forum non moriranno mai del tutto: probabilmente sopravviveranno, restando come piccoli e preziosi angoli digitali riservati a pochi nostalgici o esperti di settori ultra-specialistici. Tuttavia, bisogna ammetterlo: il loro tempo d’oro è ormai finito da un pezzo, e la morte dei forum online, intesi come fenomeno di aggregazione di massa, sembra ormai una inconfutabile e irreversibile realtà.

Fonte immagini: Wikipedia

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A proposito di Di Puorto Ugo

Pazzo e sgangherato, ma amante della cultura Giapponese e nerd.

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