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Diritto all’immagine e diritto alla reputazione: l’importanza per la nostra privacy

diritto all'immagine e diritto alla reputazione

Il diritto all’immagine e il diritto alla reputazione sono compresi nella nozione di vita privata e familiare. Questi diritti riguardano da vicino la nostra vita quotidiana e il loro ambito di applicazione si è evoluto molto nel corso del tempo, soprattutto con l’avvento di internet e dei social media.

Diritto tutelato Descrizione e applicazioni principali
Diritto all’immagine Tutela la riservatezza della persona e l’uso del proprio ritratto (attenuato in caso di figure pubbliche).
Protezione dei dati personali Garantisce che i dati siano acquisiti, raccolti e utilizzati solo previo consenso o per scopi di legge.
Diritto all’oblio Permette la rimozione di informazioni passate obsolete o di dati di cui è stato revocato il consenso, bilanciando il diritto di cronaca.

Il diritto all’immagine e il diritto alla protezione dei dati personali

Il diritto all’immagine e della riservatezza della persona e della sua famiglia è un diritto che viene attenuato in caso di notorietà della persona in questione. Tuttavia, questo diritto si è collegato nel corso del tempo al diritto alla protezione dei dati personali, soprattutto a causa dello sviluppo delle nuove tecnologie, che hanno dato vita all’esigenza di un maggiore controllo di quanto di personale venga condiviso online.
In questo ambito va richiamata la Convenzione del 1981 elaborata dal Consiglio d’Europa, che richiede che i dati della persona siano acquisiti, raccolti e utilizzati previo consenso dell’interessato, o in base alla legge, e a condizione che essa sia chiara e prevedibile. Inoltre, questi dati vanno utilizzati solo per lo scopo per il quale l’individuo ha dato il suo consenso o per i fini previsti dalla legge.
Nella prassi, si è soliti parlare anche di diritto all’autodeterminazione informativa, che consente al titolare delle informazioni di contribuire alla formazione e all’utilizzo dei propri dati personali, ma anche ad impedirne l’uso fatto da terzi senza il suo esplicito consenso.

diritto all'immagine e diritto alla reputazione
Una telecamera di sicurezza al Vertice sulla Sicurezza Nucleare del 2014, L’Aia (Wikimedia Commons / Wouterjan Stikkel)

Il diritto alla reputazione e il diritto all’oblio

Il diritto alla reputazione e all’onore è strettamente collegato al cosiddetto diritto all’oblio. Questo diritto implica che l’individuo in questione possa richiedere la rimozione sia delle informazioni su fatti passati non più corrispondenti al profilo attuale della persona considerata, sia dei dati personali per i quali il titolare non ha concesso in origine il consenso al trattamento o lo ha successivamente revocato.
Tuttavia, gli Stati devono bilanciare la tutela della riservatezza e della reputazione dell’individuo titolare del diritto all’oblio con le opposte esigenze dell’opinione pubblica di essere messa al corrente di fatti o situazioni che concernono un dato individuo, soprattutto se egli ha un profilo di rilievo. Infatti, la Corte di Cassazione ha affermato che bisogna stabilire se la vicenda su cui l’individuo vuole far valere il proprio diritto all’oblio si riferisca a personaggi che al momento sono di interesse per la collettività (per ragioni di fama o per il ruolo pubblico rivestito); se così non fosse, prevale il diritto degli interessati alla riservatezza rispetto ad avvenimenti del passato che li feriscono nella dignità e nell’onore.
Invece, per quanto riguarda l’uso dei dati personali da parte di privati, come i social networks, lo Stato deve assicurare il rispetto del diritto all’oblio ed è tenuto ad adottare tutte le misure preventive e repressive a sua disposizione (la cosiddetta due diligence) per garantire il rispetto del suddetto diritto, anche a livello di relazioni interindividuali.
Infine, si può affermare che il diritto all’oblio consente comunque allo Stato di raccogliere e utilizzare informazioni anche passate relative alle condotte criminose di un individuo (come la conservazione del DNA o delle impronte digitali), purché serva a prevenire e reprimere ulteriori illeciti penali e a condizione che siano previsti sia limiti temporali, sia garanzie di revisione periodica della necessità di conservazione di questi elementi di carattere personale.

sblocco con impronta digitale
Smartphone sbloccabile con impronta digitale (Freepik / pressfoto)

Conclusione

L’esistenza di garanzie come il diritto all’immagine e il diritto alla reputazione è sintomo della grande importanza che l’identità personale ha anche all’interno di società sempre più digitalizzate, dove la privacy sembra essere poco tutelata nella nostra sfrenata quotidianità. Eppure, il fatto che a livello internazionale si dia un enorme valore a questi diritti ci fa comprendere quanto in realtà questi valori debbano spettare di diritto a ogni singolo essere umano.

Fonte immagine in evidenza: Freepik / Wirestock

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