Cuphead: Dagli anni trenta con amore | Recensione

Cuphead: Dagli anni trenta con amore| Recensione

Si sente parlare frequentemente nel mondo videoludico di progetti ambiziosi, ma non altrettanto frequentemente si sente parlare del loro successo. Cuphead è uno di questi progetti e probabilmente uno di quelli più particolari.

Due tazze contro il demonio

Cuphead: Dagli anni trenta con amore| Recensione
Boss fight contro Beppi the Clown.

Cuphead è un videogioco del genere “run ‘n’ gun”, di cui non se ne vedono molti. Un buon esempio di questo genere possono essere Metal Slug o Contra. Sviluppato da Studio MDHR e uscito inizialmente nel 2017 solo per PC e Xbox One, per poi approdare anche sui sistemi Apple, su Nintendo Switch e infine anche su PlayStation 4. Il gioco narra di come Cuphead e Mugman, giocando d’azzardo, finiscano per perdere le loro anime. Per riottenerle dovranno saldare i vari contratti del Diavolo, cosa che li porterà a confrontarsi con i vari personaggi che abitano le Inkwell Isles per sottrarre le loro anime al demonio.

Un’opera d’arte in movimento

La principale attrattiva di Cuphead è il suo stile grafico: l’intero gioco non ha semplicemente uno stile ispirato ai cartoni animati degli anni Trenta, ma ne ricalca fedelmente le tecniche. Ogni singolo fotogramma è stato disegnato a mano, scannerizzato e poi colorato in digitale. Oltre a questo, anche gli sfondi sono tutti dipinti e alcuni elementi, come la torre che si vede sullo sfondo nella boss fight contro Grim Matchstick, sono un modello reale ripreso per omaggiare una tecnica usata dai fratelli Fleischer in cui i personaggi animati si muovevano su sfondi tridimensionali (la cosiddetta tecnica tabletop). Per i personaggi, invece, l’animazione è in stile “rubber hose”, chiamato così perché gli arti si muovono come se fossero tubi di gomma, senza articolazioni.
L’intero gioco è una gioia per gli occhi e per le orecchie. La soundtrack di Cuphead comprende brani jazz, big band e ragtime, con delle tracce talmente iconiche da fare invidia a un videogioco tripla A.
Per quanto riguarda il gameplay, Cuphead si basa su meccaniche semplici: potremo sparare con diversi tipi di proiettili ed effettuare parate con la giusta tempistica, mentre alcuni livelli ci vedranno in volo su aerei. È possibile giocare anche in cooperativa. Colpendo i nemici si caricherà una barra che ci permetterà di sferrare un attacco speciale. Per quanto semplice, schivare e restare in vita è più facile a dirsi che a farsi; la difficoltà è infatti la seconda caratteristica per cui il gioco è famoso.
Pur essendo un videogioco run ‘n’ gun, Cuphead ha pochi livelli di questo tipo, concentrandosi invece sulle boss fight per conquistare i contratti.

In conclusione: un progetto coraggioso e vincente

https://www.youtube.com/watch?v=e5iGwE0XJ1s
Boss fight contro Mr. Wheezy.

Cuphead è l’esempio di un progetto per cui i creatori, i fratelli Moldenhauer, erano pronti a dare tutto, arrivando anche a ipotecare le proprie case. Lo stile e la difficoltà lo hanno reso parecchio popolare anche tra gli streamer, portando a innumerevoli clip di persone che imprecano contro il gioco.
Cuphead è uno degli indie game che ha avuto maggior successo nel suo campo e, come Shovel Knight, Hollow Knight e Undertale, ha ridefinito questo settore per quanto riguarda la qualità produttiva che può raggiungere un videogioco indipendente. È difficile, divertente, ha uno stile inimitabile e ha saputo dimostrare che anche nel mondo videoludico l’arte non ha tempo, riportando in auge, in chiave moderna, uno stile che si era perso quasi un secolo fa.

Fonti immagine di copertina e immagini nell’articolo: Presskit ufficiale di Cuphead

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