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Psychonauts 2: cervelli in fuga | Recensione

Psychonauts 2: cervelli in fuga | Recensione

Psychonauts sorprese con il suo stile e il suo level design ispirato, Psychonauts: In the Rhombus of Ruin portò tutto questo in VR, e infine Double Fine decise che era il momento di portare la serie al capitolo successivo, con Psychonauts 2.

Here we go again

Psychonauts 2 è un platform 3D sviluppato da Double Fine Productions e pubblicato da Xbox Game Studios per PC, PlayStation 4, Xbox One, Xbox Series X/S, MacOS e Linux. Il gioco riprende direttamente da dove lo avevamo lasciato in Rhombus of Ruin, dopo aver salvato Truman Zanotto, alla ricerca del colpevole del suo rapimento e il suo vero scopo, oltre al percorso che Raz dovrà fare per diventare un vero e proprio psychonaut.

Trip down memory lane

Psychonauts 2: cervelli in fuga | Recensione
Psychonauts 2 è una gioia per gli occhi e un tripudio di colori, stilisticamente eccellente.

Psychonauts 2 riprende diverse meccaniche dal primo, come la levitazione, la pirocinesi e simili, con in aggiunta nuovi poteri che andranno ad aggiungere al platforming o ai combattimenti. Avremo la connessione mentale che ci permetterà di far connettere idee nella mente di un individuo e spostarci da una di queste idee all’altra, oppure potremo rallentare il tempo con la bolla temporale.
La varietà di nemici che nel precedente capitolo era abbastanza scarna, qui prende il turbo e aumentano. Avremo vari tipi di mostri che ci attaccheranno, dal classico censore, che individua e blocca i pensieri intrusivi, tra i nuovi invece ci sono i Rimpianti che ci attaccheranno facendo cadere dall’alto dei macigni, le Cattive idee che ci attaccheranno lanciando lampadine esplosive o gli Attacchi di panico, che ci attaccheranno velocemente e furtivamente.
Oltre a personaggi che tornano come Sasha Nein e Ford Cruller, avremo anche un cast di personaggi totalmente nuovi e potremo vedere anche interazioni tra Raz e la sua famiglia, che verrà a fargli visita, ma anche il suo rapporto con gli stagisti come lui all’interno dell’agenzia, che proporranno a Raz delle piccole missioni secondarie da svolgere e che ci aiuteranno a conoscerli meglio. Le secondarie non saranno date solo dagli stagisti ma da diversi personaggi secondari all’interno dell’hub di gioco. Ognuno di loro è memorabile a modo suo e renderanno un’esperienza già divertente, esilarante.
Esteticamente il gioco sarà diviso in due parti: l’hub, anch’esso diviso in una parte con l’edificio futurista sede degli psychonauts e un’altra parte che ricorda il campo estivo del primo gioco, con una foresta che circonda una cascata che va all’insù. La seconda parte, le menti che esploreremo, varieranno in continuazione, dallo stile psichedelico a uno stile “disaster movie”, da uno stile fumettoso a un set televisivo, il tutto per rappresentare le menti traumatizzate dei loro proprietari e come vedono il mondo e starà a noi non porre rimedio ai loro problemi, ma ad accettarli.
L’accettazione è il tema ricorrente di questo capitolo, che sia di un trauma o dubbi, la soluzione che il gioco offre per ognuno di essi e sarà proprio il mancato accettare qualcosa, che sia responsabilità o la realtà stessa, a causare problemi molto più grandi.
Alle volte il gioco tende ad andare in territorio pesante, a volte anche molto pesante ed è incredibile la leggerezza con cui riesce a prendere tutto senza però ridicolizzarlo, c’è sensibilità per ognuno di questi problemi e per le soluzioni adottate dai personaggi per affrontarli, anche i peggiori.
La colonna sonora ha fatto un balzo gigantesco in avanti, aumentando la quantità e la varietà, con dei pezzi più che memorabili e un’ospite d’eccezione in Jack Black, che ovviamente dato che doppia un personaggio deve anche per forza cantare una canzone.
Il level design è studiato per permettere una riesplorazione dei vari livelli una volta ottenute nuove abilità e poterlo fare in tutta comodità, ritornare da qualche parte non sarà mai frustrante o demoralizzante e sfrutta appieno il potenziale di ogni singola a nostra disposizione, sia nell’esplorazione, che nei combattimenti che nelle boss fight, anche queste più originali che mai.

Psychonauts 2: In conclusione

Psychonauts 2: cervelli in fuga | Recensione
Ogni mente ha un tema diverso, dallo studio di un dentista a una pista da bowling.

Psychonauts 2 prende tutti gli elementi del primo gioco e li potenzia, trasformando una formula buona nella migliore forma di sé stessa, approfondendo le proprie tematiche narrative e puntando tanto sullo stile.
Psychonauts 2 è uno dei migliori platform 3D in circolazione e tutti dovrebbero dargli una possibilità.

Fonte immagini di copertina e nell’articolo: Pagina Steam del gioco

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