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Amore Anima a Morte: Gabriella Giocondo tra Poesia e Teatro

Amore Anima a Morte ci spinge a guardarci allo specchio, smascherando l’illusione di dover essere sempre perfetti. Con questo libro, Gabriella Giocondo porta alla luce la nostra vulnerabilità emotiva per dare voce ai sentimenti autentici. In occasione della sua imminente presentazione al pubblico, promossa dall’editoria sociale di Carena Editore, la scrittura uscirà dalla carta per diventare corpo, suono e teatro contemporaneo. Le parole dell’autrice si mescoleranno agli accordi di una chitarra dal vivo, trasformando il lancio letterario in un viaggio intimo e condiviso.

Il nuovo percorso culturale alla Santissima Hub Community

Gli eventi culturali trovano nuovi spazi in città. Carena Editore, progetto nato dall’Associazione Carena APS – ETS, lancerà a breve una nuova iniziativa. L’obiettivo è unire tre aspetti molto importanti: l’attenzione per il presente, il valore sociale e la ricerca artistica. Questo nuovo percorso inizierà ufficialmente il 5 giugno presso La Santissima Hub Community.

Evento Dettagli presentazioni del libro
Titolo Opera Amore Anima a Morte
Autrice e Attrice Gabriella Giocondo
Accompagnamento Musicale Toto Casanova (chitarra)
Organizzazione Carena Editore – Associazione Carena
Data e Ora 5 giugno 2026, ore 21:00
Location La Santissima Hub Community, via Trinità delle Monache

Il primo appuntamento sarà dedicato al lancio del libro “Amore Anima a Morte”. Gabriella Giocondo cambierà il modo classico di presentare un testo. L’evento diventerà infatti una vera e propria performance artistica e teatrale dal vivo. Sarà un monologo intenso, in cui la voce dell’autrice si unirà alla musica della chitarra di Toto Casanova. Questo reading teatrale sarà il modo perfetto per unire parole, suoni ed emozioni profonde.

Il libro affronta temi importanti come l’amore, l’identità interiore e le difficoltà della vita, usando una scrittura emozionante che unisce la poesia al racconto di sé.

Il volume pubblicato da Carena crea un viaggio emotivo molto chiaro. Al centro di tutto ci sono i ricordi, i legami tra le persone e gli aspetti più intimi della psicologia dei sentimenti legata alla vita di ognuno di noi.

L’evento del 5 giugno sarà solo l’inizio. In futuro ci saranno molti altri incontri per parlare di temi sociali e sfide umane. L’obiettivo è semplice: trasformare la cultura in un momento di incontro e condivisione tra editoria, arte e le persone del territorio.

Ma le pagine scritte raccontano solo una parte di questo viaggio. Per capire davvero l’energia che trasformerà questo libro in uno spettacolo dal vivo, la parola passa a Gabriella Giocondo. Abbiamo intervistato l’autrice per parlare di come è nata l’opera, dell’importanza dei ricordi e del bisogno vitale di accettare le proprie ferite interiori.

1. Nel suo libro Amore Anima a Morte affronta temi molto intensi come l’amore, l’identità interiore e la fragilità dell’esistenza: qual è il filo emotivo che ha guidato la scrittura di quest’opera?

Il filo emotivo che ha guidato la scrittura di Amore Anima a Morte nasce da un verso di una mia poesia, che si conclude con una consapevolezza semplice ma profonda: la convinzione che non sia possibile sottrarsi davvero all’amore o alle emozioni che ci attraversano.

Da questa riflessione è nato il percorso narrativo di Amore Anima a Morte, un’esplorazione dell’amore come forza capace di metterci di fronte a noi stessi, alle nostre fragilità e alla nostra essenza più profonda, avvicinandosi molto ai concetti fondanti dell’intelligenza emotiva. Il filo che unisce l’intera opera è proprio l’invito ad accogliere ciò che sentiamo, invece di combatterlo.

2. La presentazione del libro si inserisce in una performance artistica che unisce parola e musica: quanto conta per lei trasformare la lettura in un’esperienza scenica e condivisa?

Vengo dal teatro e, probabilmente per deformazione professionale, tendo a immaginare qualsiasi forma espressiva come un’esperienza che può coinvolgere più linguaggi legati all’arte performativa. Per questo la presentazione del libro non poteva limitarsi a una semplice lettura. Credo che la poesia, la musica, la letteratura, possano dialogare tra loro e arricchirsi a vicenda.

Non immagino l’arte come una somma di discipline distinte, ma come un unico grande abbraccio capace di generare qualcosa di nuovo e di profondamente umano, tipico della potenza del teatro di narrazione.

3. Una domanda sul progetto di editoria sociale di Carena Editore: che cosa l’ha convinta ad aderire a una visione editoriale che unisce cultura, sensibilità contemporanea e valore sociale?

Ho scelto di sposare il progetto di editoria sociale di Carena Editore perché ne condivido profondamente l’anima. Ho sempre creduto che la letteratura (e ogni forma d’arte, in generale) non debba limitarsi a osservare il mondo, ma possa diventare uno strumento per trasformarlo, agendo direttamente sulla sociologia culturale della nostra epoca.

Trovo prezioso che un progetto editoriale scelga di partire dai territori, dalle fragilità, dalle problematiche sociali e umane che rischiano di restare ai margini. In un mondo che corre veloce e che spesso è abituato a lasciarsi le cose alle spalle senza soffermarsi sul loro valore, credo sia importante creare spazi in cui fermarsi, ascoltare e restituire significato a ciò che ci circonda.

4. Nel suo lavoro emerge un forte legame tra memoria, relazioni umane e dimensione spirituale: in che modo questi elementi dialogano tra loro nella costruzione del libro?

Memoria, relazioni umane e dimensione spirituale sono i pilastri su cui si regge l’intera struttura del libro. Per me non sono elementi separati, ma aspetti di una stessa esperienza umana che si intrecciano continuamente. La memoria dà significato a ciò che abbiamo vissuto, le relazioni ci mettono in contatto con noi stessi attraverso l’altro esplorando le dinamiche interpersonali, e la dimensione spirituale rappresenta lo spazio in cui tutto questo trova una risonanza più profonda.

Le mie poesie nascono proprio dal dialogo tra questi elementi, guidate da una sensibilità che sente il bisogno quasi di essere “vomitata” fuori. La scrittura diventa così un atto necessario, il tentativo di dare forma a delle cose che altrimenti resterebbero sospese dentro di me attraverso una vera e propria biblioterapia interiore.

5. Amore Anima a Morte sembra proporre anche una riflessione sulla condizione contemporanea dell’essere umano: quanto c’è di personale e quanto di universale in questa sua ricerca narrativa e poetica?

Amore Anima a Morte nasce da un’esperienza profondamente personale. Ogni poesia affonda le sue radici in vissuti che mi appartengono. Tuttavia, credo che ciò che è davvero autentico riesca spesso a superare i confini dell’individualità e a diventare universale.

Viviamo in un tempo in cui molte persone avvertono il bisogno di ritrovare un contatto più sincero con le proprie emozioni e con la propria vulnerabilità emotiva. In questo senso, la mia ricerca personale si inserisce in una riflessione più ampia sulla condizione contemporanea dell’ecosistema affettivo.

Oggi siamo spesso protetti da maschere, ruoli e difese che ci allontanano da ciò che sentiamo davvero. Le poesie raccolte in Amore Anima a Morte sono un invito a deporre, almeno per un momento, queste armature. Perché guardarsi senza scudi può fare male, ma è anche l’unico modo per incontrarsi veramente.

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