Home | Libri | Come diventare se stessi di David Lipsky (recensione)

Come diventare se stessi di David Lipsky (recensione)

Come diventare se stessi

Edito da Minimum Fax con la traduzione di Martina Testa, Come diventare se stessi – David Foster Wallace si racconta è la trascrizione dell’intervista di David Lipsky a David Foster Wallace durante la fase finale del tour di presentazione di Infinite Jest.

Lispky e Wallace si incontrano per la prima volta il 5 marzo 1996. David Lipsky ha trent’anni e oltre ad essere un giornalista di Rolling Stone è uno scrittore in cerca di successo. Wallace ne ha 34 e grazie ad Infinite Jest ha già raggiunto una fama che non lo abbandonerà più. Non a caso, uno dei temi principali delle loro conversazioni sarà il rapporto con la notorietà da due prospettive radicalmente diverse. Per buona parte dell’intervista Lipsky prova a farsi confessare quanto sia bello raggiungere il giusto riconoscimento del pubblico e della critica ma Wallace gli spiega più volte che, almeno per lui, quel successo dà più timori che gioie. «Lui vuole qualcosa in più di quello che ha. Io voglio esattamente quello che lui ha già, e voglio che capisca quanto è impossibile migliorare la situazione in cui si trova», scrive Lipsky nella postfazione.

Da Come diventare se stessi è stato anche tratto il film The End of the Tour – Un viaggio con David Foster Wallace, che riesce a trasporre abbastanza fedelmente le atmosfere del libro in cui però, inevitabilmente, alcuni temi vengono affrontati meglio. Molte questioni vengono riprese più volte e in momenti diversi, con il rapporto tra intervistato ed intervistatore in costante evoluzione. A tratti l’intervista è una vera e propria partita a scacchi con Lipsky che prova ad aggirare le difese di Wallace e quest’ultimo che anticipa e indirizza le domande, oltre a cambiare leggermente le risposte nel corso dei cinque giorni. Probabilmente molta della diffidenza iniziale di Wallace è data dalla voglia iniziale di Lipsky di fare colpo, come da sua stessa ammissione.

Il materiale raccolto per l’intervista non venne mai pubblicato su Rolling Stonegrazie a Dio non ho mai dovuto scrivere quel pezzo») ma Lipsky recuperò le audiocassette dopo la morte di Wallace per trascriverne il contenuto in Come diventare se stessi. Nel corso dei giorni i due scrittori si confrontano su tantissimi argomenti spaziando tra cinema, letteratura, musica, serie tv, rapporti personali e gestione del successo. Wallace parla anche di cose estremamente private come quando ricorda i suoi genitori che leggono l’Ulisse a letto, quando parla del suo rapporto con le donne, o dei suoi problemi di dipendenza. Ma tra le tante pagine più interessanti ci sono quelle in cui Lipsky riesce ad ottenere delle considerazioni su Infinite Jest.

Una delle tematiche di Infinite Jest, spiega Wallace, è cosa succede se si è disposti a trarre dai prodotti di intrattenimento enormi dosi del senso di appartenenza ad una comunità e di condivisone con gli altri senza sopportare «lo stress e l’imbarazzo e la potenziale rottura di palle dell’interagire con le persone reali». «Uno dei motivi per cui stiamo al mondo è imparare a non fare sempre così» perché «la nostra sopravvivenza dipende dalla capacità di saper guardare oltre noi stessi e il nostro interesse personale». L’intrattenimento offre un piacere passivo che può diventare una dipendenza intesa come «ricerca di qualcosa di facile e piacevole al di fuori di me e che mi faccia sentire bene» riempendo un vuoto. È una fuga da sé stessi che, spiega Wallace, a piccole dosi può anche andare bene ma che diventa un problema quando serve per non avere dei veri rapporti umani.

Per spiegare meglio le sue idee sul rapporto che molte persone hanno con l’intrattenimento e la ricerca del piacere, Wallace si sofferma sul caso della televisione. La tv è uno dei modi che permette di «avere davanti qualcuno che parla e che mi intrattiene, ma che non mi richiede nulla», che permette di ricevere intrattenimento e stimoli senza dover offrire nulla in cambio. «E questo è molto seducente. Il problema è che è anche molto vuoto» perché quando si ha a che fare con una persona reale bisogna prestargli attenzioni vere.

Questa è solo una delle tantissime considerazioni che rendono Come diventare se stessi un libro incredibilmente interessante da leggere. Avrete la sensazione di essere spettatori invisibili di una conversazione tra due persone che col passare dei giorni si piacciono sempre di più. Difficile dire se Come diventare se stessi possa essere il miglior modo per approcciarsi a Wallace ma è sicuramente un ottimo modo per capire il suo punto di vista sul mondo.

 

Fonte immagine: https://www.minimumfax.com/shop/product/come-diventare-se-stessi-1440

Altri articoli da non perdere
Raffaele Alberto Ventura e la “Teoria della classe disagiata”
Teoria della classe disagiata di Raffaele Alberto Ventura | Minimum fax editore

Partiamo da lontano nella speranza di inquadrare adeguatamente il tema trattato da  Teoria della classe disagiata, libro edito da Minimum Scopri di più

All’ombra di Julius di E.J. Howard- Fazi Editore
All'ombra di Julius, con la Fazi ritorna E.J. Howard

In tutte le librerie è in arrivo il 9 aprile il nuovo libro di Elizabeth Jane Howard, All'ombra di Julius, Scopri di più

Salone del Libro di Torino 2025: tra innovazione, letteratura e nuove esperienze
Salone del libro di Torino 2025

Il Salone Internazionale del Libro di Torino 2025 si é svolto dal 15 al 19 maggio, confermando la sua centralità Scopri di più

Mi chiamo Oleg: la testimonianza di Mandić in un libro
Mi chiamo Oleg: la testimonianza di Mandić in un libro

Per il laboratorio accademico “Shoah: memoria, didattica e diritti”, l’Università telematica Giustino Fortunato di Benevento ha organizzato, in occasione della Scopri di più

Next Stop Rogoredo, l’Inferno sulla Terra: intervista a Micaela Palmieri, giornalista del Tg1
Next stop Rogoredo

"Next stop Rogoredo": intervista a Micaela Palmieri, giornalista del Tg1. Storie di dolore e solitudine: agire per non aspettare l'inevitabile. Scopri di più

Servo e serva di Ivy Compton Burnett, la nostra recensione
Servo e serva di Ivy Compton Burnett, la nostra recensione

"Servo e serva" (titolo originale: Manservant and Maidservant)  è un romanzo di Ivy Compton Burnett, scrittrice inglese del Novecento (uscito Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Salvatore Tramontano

Studia Mass Media e Politica presso l'Università di Bologna. Scrive per capire cosa pensa.

Vedi tutti gli articoli di Salvatore Tramontano

Commenta