Fahrenheit 451 di Ray Bradbury | Recensione

Fahrenheit 451 di Ray Bradbury | Recensione

Fahrenheit 451 è un romanzo di fantascienza, classificato anche come distopico, pubblicato nel 1953 e scritto da Ray Bradbury. Il romanzo, nato come espansione del romanzo breve The Fireman (1951), è stato edito in Italia anche con il titolo Gli anni della fenice.

Trama di Fahrenheit 451

Il protagonista di Fahrenheit 451 è Guy Montag, un uomo sui trent’anni che lavora per i vigili del fuoco. Questo corpo, tuttavia, non si occupa di spegnere gli incendi, al contrario di quanto si possa pensare: la milizia del fuoco manda in fiamme le case che custodiscono libri, considerati illegali dalla legge. L’obiettivo del governo, infatti, è plasmare la mente delle persone in modo che non abbiano un pensiero autonomo, indipendente. Montag svolge il suo lavoro con dedizione e la sua vita scorre serena fino a quando Clarisse, una vicina di casa dissidente dalla linea governativa, non gli instilla il dubbio che una società priva di libri sia una società che impedisce la libera espressione del pensiero. Montag inizia a riflettere sulla sua vita, ma il desiderio di cambiamento arriva nel momento in cui una donna anziana decide di lasciarsi bruciare viva insieme ai suoi libri pur di non perderli. Montag si avvicina così alla lettura di alcuni libri superstiti, che custodisce gelosamente, e prova a interpretarli insieme a sua moglie, ma la donna sostiene che essi non contengano alcun materiale interessante per la propria esistenza.

Nel frattempo, anche il capo di Montag, il capo dei vigili del fuoco Beatty, tenta di dissuaderlo, cercando di riportarlo all’ordine quando l’uomo gli confessa che sta pensando al licenziamento. Il protagonista di Fahrenheit 451 non ha gli strumenti per interpretare i volumi che ha in casa, ma ne percepisce l’importanza: sarà Faber, un anziano professore di sua vecchia conoscenza, a guidarlo nella la lettura e lo aiuterà a opporsi al governo anche quando la casa del protagonista viene distrutta in un incendio come quella di un qualsiasi sovversivo, dopo che la moglie decide di denunciare la presenza dei libri e di lasciarlo. In uno scontro, Montag arriva a uccidere Beatty per difendere Faber, l’uomo che gli ha regalato una nuova vita. L’ex vigile, ormai ricercato, fugge inseguito dal segugio meccanico, un ordigno che si occupa di trovare i latitanti, e si ripara lungo il fiume dove incontrerà un gruppo di uomini fuggiti dalla società. Questi custodiscono il patrimonio letterario dell’umanità tramandando a memoria i libri, per non infrangere la legge trattenendone copia fisica. Intanto la televisione, per mascherare la fuga di Montag, comunica la falsa notizia della morte dell’agente durante l’inseguimento, anche se in realtà è stato ucciso un passante, fatto passare per Montag. Quando un ordigno nucleare viene sganciato sulla città, Montag si avvia con i suoi nuovi compagni verso di essa per prestare soccorso ai sopravvissuti, nella speranza di poter ricostruire la società.

Considerazioni

Il titolo dell’opera, Fahrenheit 451, fa riferimento alla temperatura necessaria affinché la carta prenda fuoco, idea strettamente legata al modo in cui avviene l’eliminazione fisica dei libri presente nel romanzo. Il testo è stato scritto durante l’epoca della politica McCarthy e riflette le preoccupazioni di Bradbury per il clima da caccia alle streghe che si era creato e per il suo effetto soffocante sulla cultura americana. La tesi centrale di Bradbury è che la perdita di libertà è tanto colpa dei singoli individui quanto dello Stato che interferisce nella vita dei propri cittadini. L’opera di Bradbury è tuttora citata per la sua posizione netta contro la censura e la sua difesa della letteratura, ed è stata oggetto di dibattito anche in tempi recenti: si pensi che è stata vietata da alcuni consigli scolastici come quelli della California (1992) e del Texas (2006) per via del suo linguaggio ritenuto volgare.

L’opera di Bradbury si colloca tra i maggiori esponenti della narrativa distopica, tra cui George Orwell con 1984 e Aldous Huxley con Il mondo nuovo, ma Bradbury è l’unico tra quelli citati ad offrire una via di fuga e a mostrare uno spiraglio di luce in fondo ad un tunnel che Orwell e Huxley considerano senza sbocchi.

Fonte immagine: Amazon, copertina del libro

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