Canzoni di Nina Simone: 5 da ascoltare

Canzoni di Nina Simone: 5 da ascoltare

Eunice Kathleen Waymon, meglio conosciuta con il nome d’arte di Nina Simone, nasce nel 1933 in un paesino del North Carolina. Sesta di otto figli, la Simone si approccia alla musica imparando a suonare il pianoforte presso la chiesa del suo quartiere, quando era ancora una bambina. Oggi Nina Simone è considerata una vera leggenda della musica jazz, soul e blues. Con la sua voce unica e potente è diventata un simbolo della comunità afroamericana, oltre che una grande attivista per i diritti civili.

In questo articolo ripercorriamo la carriera artistica di Nina Simone consigliandovi 5 canzoni da ascoltare

1. My Baby Just Cares for Me

My Baby Just Cares for Me è un brano del 1958, che raggiungerà il successo solo durante gli anni ’80 e ’90. Il testo è la cover di un brano risalente agli anni’ 30 ma la versione di Nina Simone, oggi, è indubbiamente quella più ascoltata. Nel 1987 la nota stilista francese Coco Chanel scelse My Baby just Cares for Me come colonna sonora per la campagna pubblicitaria del suo celebre profumo Chanel N°5, rendendo sempre più famosa la melodia particolarmente orecchiabile del brano. A partire dalla fine degli anni ’80, dunque, la musica jazz di Nina Simone inizia ad essere riscoperta e ad acquisire maggiore successo. Non a caso questa canzone, che era stata in grado di regalare alla cantante afroamericana una nuova popolarità, verrà cantata alla fine di ogni suo show. Sebbene My Baby just Cares for Me, a differenza di molte altre canzoni di Simone, non contenga messaggi politici o sociali, in realtà, a livello melodico, abbiamo modo di ascoltare un perfetto esempio di musica jazz. La bravura e il talento dell’artista, sia per quanto riguarda l’aspetto vocale che pianistico, emergono dalla prima all’ultima nota.

2. Strange Fruit

Strange Fruit è una canzone che troviamo nell’album Pastel Blues, pubblicato verso la metà degli anni ’60. Strange fruit consiste nella riproposizione di un brano eseguito durante gli anni ’30 e scritto da Abel Meeropel, con lo pseudonimo di Lewis Allan. Il testo è una denuncia verso il linciaggio atroce e brutale operato ai danni dei neri. L’impronta stilistica, come gran parte dei brani che troviamo all’interno dell’album Pastel Blues, è rigorosamente blues. La voce potente e orgogliosa di Nina Simone le consente di assumere, per quanto riguarda questa canzone in particolare, una notevole vocalità espressiva, dove lo sdegno, la delusione e la rabbia dell’artista arriva dritta all’ascoltatore. Nonostante Strange Fruit, ancora oggi, non sia uno dei brani più ascoltati di Nina Simone, è un testo in cui troviamo una serie di messaggi sociali profondi e del tutto considerevoli. Grazie a Strange Fruit capiamo ancora meglio come per Nina Simone fosse importante agire per la sua gente e diffondere urgenti messaggi di protesta, gli stessi di cui ancora oggi il mondo ha bisogno. Il suo modo di pensare e gli ideali per i quali ha cercato di combattere attraverso la musica, infatti, hanno reso la Simone una vera icona moderna.

3. Color is a beutiful thing

Color is a beautiful thing è una canzone del 1982, appartenente all’album Fodder on my Wings. Il brano è da considerare, per varie ragioni, una sorta di inno. Un’inno contro il razzismo, i pregiudizi sociali o le differenze culturali. Nina Simone con Color is a beautiful thing ci invita apertamente ad abbracciare il diverso, poiché è esattamente nelle differenze che possiamo scorgere la novità e la bellezza. Anche in questo caso abbiamo modo di confrontarci con messaggi di speranza e giustizia molto potenti, in quanto si tratta di una canzone che mira a celebrare, principalmente, le persone di qualsiasi colore della pelle. Color is a beutiful thing è l’ennesimo esempio di come Nina Simone, durante la sua intensa carriera sia riuscita, grazie alla sua arte, a dare voce alla rabbia e all’indignazione della comunità afroamericana con estrema eleganza ed efficacia.

4. I wish I knew How It Would feel to Be Free

Tra le 5 canzoni di Nina Simone da ascoltare non può mancare I wish I Knew How It Would Feel to Be Free. Il testo è stato scritto nel 1954 dal pianista e insegnante di jazz Billy Taylor e divenne particolarmente popolare durante gli anni ’60, grazie al Movimento per i diritti civili. Con il suo inconfondibile timbro, Nina Simone, in questa canzone, lotta per un profondo desiderio di libertà. Uno dei messaggi più emblematici legati a questo brano riguarda proprio l’idea dell’artista di non volersi sentire sola in quella angosciante sensazione di vedersi intrappolata nel colore della sua pelle. I wish I Knew How It Would Feel to Be Free appartiene al tredicesimo album della cantante, intitolato Silk & Soul, nel quale abbiamo modo di ascoltare una piacevole commistione di elementi blues, gospel e pop.

5. Lonesome Cities

Lonesome Cities è un brano del 1993 che è stato incluso nell’album A single Woman. L’inquietudine e la grande introspezione di Nina Simone, tra una nota e l’altra, risultano facilmente identificabili. In Lonesome Cities, infatti, ascoltiamo una Nina Simone diversa, perché ormai distante dalla lotta contro le ingiustizie sociali degli anni ’60. Nella perfetta combinazione tra l’elemento orchestrale e l’arrangiamento, ciò che risalta maggiormente, durante l’ascolto di questa canzone, è la voce pura e decisa della cantante. La raffinatezza di un brano come Lonseme Cities, dunque, ci restituisce una carismatica Nina Simone, intenzionata a farsi conoscere anche nei suoi aspetti più intimi e malinconici. Del resto attraverso l’ascolto dell’intero album A Single Woman, capiamo quanto fosse impellente il bisogno dell’artista di svelare la propria interiorità e mostrarsi anche nelle sue debolezze.

Fonte immagine: Wikimedia Commons

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