Francesco Simula, classe 1978, è un musicista e chitarrista sassarese che spazia tra rock sperimentale, blues e jazz. Il suo esordio nel mondo della musica risale al 1993, lavorando come solista oppure aderendo ad altri progetti, tra cui Shelf, Scekinà, Barriosud, Giocca e Astral Farm, ma l’inizio del suo progetto dal titolo Erbomb risale all’anno 2011. Infatti, quindici anni fa debuttò il singolo Brahman, il quale diede avvio a tale percorso.
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Quali sono i brani e i progetti pubblicati da Francesco Simula (Erbomb)?
| Anno di pubblicazione | Titolo del brano o progetto |
|---|---|
| 2011 | Brahman |
| 2015 | Techno Glass |
| 2019 | Mars Roll e Viper |
| 2020 | Cowdown |
| 2021 | Etna e colonna sonora del film Ananda |
| 2026 | EP 3 (Atr, Norda, October, Dino, Skilleg, Ellis) |
Negli anni seguenti arrivarono altri singoli dell’artista sardo come Techno Glass (2015), Mars Roll e Viper (2019), Cowdown (2020) ed Etna (2021), così come la collaborazione con il regista (e attore) Stefano Deffenu per il film indipendente Ananda. La pellicola, prodotta da Bonifacio Angius, era stata presentata al Karlovy Vary International Festival del 2021 e aveva ricevuto il premio per il Miglior montaggio al Torino Underground Cinefest. Inoltre, Francesco Simula ha anche svolto il ruolo di turnista esibendosi dal vivo con altri artisti indipendenti fra cui Cabras, Gangalistics, Menhir, Relouvution Sound System, Lux, Billy Alcantara, Antonio Branca e Gianfranco Cossu.
Lunedì 6 maggio è stato pubblicato il nuovo EP dal titolo 3, il quale rappresenta la naturale prosecuzione del progetto Erbomb. L’EP è costituito dai singoli Atr, Norda, October, Dino, Skilleg ed Ellis, brani di genere sperimentale; l’immagine della copertina, una mano sanguinante senza l’indice e il medio, è stata realizzata da Domenico Montixi.

L’evoluzione del progetto Erbomb: dal singolo Brahman all’EP 3
Cominciamo l’intervista con la seguente domanda: la genesi del progetto Erbomb risale al 2011, quando fu pubblicato il singolo Brahman, per poi continuare fino al 2026 con l’EP 3. Qual è stata l’origine di questo progetto e cosa è mutato nel corso di questi quindici anni?
L’origine del progetto Erbomb è stata la necessità di creare una zona musicale e creativa dove poter esprimere al meglio la mia fantasia e passione musicale. Da subito ho dato sfogo a tutti gli impulsi che arrivavano senza compromessi e senza cercare un genere specifico dove collocare i brani che, piano piano, prendevano forma.
Nel tempo quello che è cambiato è stato influenzato dal mio background musicale che, con la prosecuzione dei miei studi e dei miei ascolti, si è ampliato.
I titoli delle tracce, ovvero Atr, Norda, October, Dino, Skilleg ed Ellis, suonano come frammenti di un linguaggio criptico. Cosa si cela dietro i nomi dei brani dell’EP? E, invece, per quanto riguarda la copertina realizzata da Domenico Montixi?
I titoli dei brani sono stati attribuiti quasi completamente in modo casuale. Per esempio la traccia Atr è dedicata all’omonimo aereo che, nel momento della stesura del brano, stavo utilizzando nel videogioco Flight Simulator 2024. Anche il nome della traccia October è dovuto al fatto che il brano è nato nel mese di ottobre; quindi niente di criptico, anzi… Le uniche tracce che hanno un significato più “profondo” sono Dino, dedicata al chitarrista Dino Cazares, ed Ellis, dedicata ad Albert Ellis, psicoterapeuta fondatore della Terapia Razionale Emotiva a cui mi sento molto legato.
La copertina è stata ideata da me, ma la foto è stata realizzata e post-prodotta da Domenico Montixi. Domenico è un bravissimo regista ed attore, nonché un maestro per quanto riguarda la cinematica horror; siamo molto amici e quando ho pensato alla foto per la copertina, coinvolgerlo è stato quasi automatico.
Musica underground senza confini: tra blues, rock e jazz
Il tuo percorso musicale è iniziato studiando il jazz, ma in seguito hai scelto il rock e l’heavy metal combinandoli con l’elettronica. Cosa ti ha spinto a cambiare “rotta artistica”? Quali sono i contributi che il jazz può offrire al rock e viceversa?
A dirla tutta, il jazz nel mio percorso didattico è arrivato un po’ in ritardo. Ho iniziato con il blues e con il rock per poi approfondire la tecnica fingerstyle; poi, piano piano, è arrivato anche il jazz. Il linguaggio jazzistico è molto complesso e richiede studio, costanza e passione: non penso basti una vita (per quanto mi riguarda) per potersi ritenere “arrivati”. I riferimenti stilistici contenuti all’interno del progetto Erbomb sono causati dalla fusione di impulsi creativi dati dall’esperienza e dallo studio; perciò non c’è nessun cambio di rotta artistica, poiché non c’è una vera e propria rotta. L’unica regola (se così vogliamo chiamarla) è la passione verso la creatività musicale. Per me ogni genere può dare qualcosa a un altro: vedo la musica oggi, nel 2026, come un unicum dove tutto si può amalgamare e influenzare a vicenda.

Dal momento che hai cominciato a suonare negli anni Novanta, come si è evoluta la scena musicale rock e heavy metal underground in Italia? Credi che oggi ci sia ancora spazio per la sperimentazione pura o il mercato sta soffocando le proposte più ‘difficili’?
C’è sempre spazio per l’improvvisazione e per la sperimentazione, dal momento in cui viviamo in un paese democratico dove c’è la possibilità di potersi esprimere in infiniti modi. Anche se la situazione in Italia può apparire un po’ conservativa da una parte e superficiale dall’altra, ci sono tantissimi progetti e persone che portano avanti idee interessantissime. Poi il mercato per sua stessa definizione è fatto di domanda e offerta: se i grandi numeri sono legati a prodotti diciamo “easy”, è perché la maggior parte dell’utenza è indirizzata verso quel tipo di prodotto. È comunque una bella sfida il fatto che ognuno di noi artisti, nel suo piccolo, possa provare a influenzare e appassionare l’ascoltatore.
In seguito, ti chiedo di parlarmi dei musicisti, dei cantanti o delle band che hanno influenzato maggiormente il tuo stile musicale e che hanno contribuito alla tua formazione di musicista underground?
Sono tantissimi. Sono un super fan di John Zorn e dell’avanguardia musicale in generale; adoro il percorso di Miles Davis, tutto quello che ha fatto e come lo ha fatto. Però poi c’è un sacco di altra gente. Chitarristicamente metto su tutti Marc Ribot, Bill Frisell e Buckethead… ma la lista è lunga.
Francesco Simula tra musica e cinema: la colonna sonora di Ananda
Hai anche contribuito alla realizzazione della colonna sonora del film indipendente Ananda, presentato all’edizione 2021 del Karlovy Vary International Festival e vincitore del premio Miglior montaggio del Torino Underground Cinefest. Come descriveresti il connubio fra forme di espressione artistica diverse?
Ananda è un film documentario a cui sono molto legato anche emotivamente, essendo dedicato a un caro amico scomparso. Il legame fra le diverse forme d’arte è una possibilità interessantissima. Per quanto riguarda il dialogo fra immagine e musica, mi ritengo portavoce della possibilità di unire video originali a musiche originali; lo sottolineo poiché c’è sempre più la tendenza all’uso estremo delle “reference” (l’utilizzo di un brano già esistente come linea guida per la creazione di una nuova colonna sonora). Penso non sia un modo di lavorare artisticamente valido, nel rispetto della musica ma anche del girato video.
L’arrivo dell’album Shelf e i nuovi cortometraggi
In conclusione, quali sono i tuoi progetti a cui stai lavorando?
È pronto e uscirà a breve il secondo album con il progetto Shelf. Si tratta di un progetto di musica elettronica che porto avanti da diversi anni con Giuseppe Cappio; nell’album ci sono tante featuring e sono molto felice del risultato sonoro raggiunto. Poi è di prossima uscita il cortometraggio di Stefano Deffenu, dove ho partecipato con diversi brani della colonna sonora. Ho anche partecipato come attore al corto di Domenico Montixi dal titolo Risorsero dalla tomba e fu… l’apocalisse.
Collaboro poi a diversi progetti sia live che in studio; invito il lettore a cercarmi e seguirmi su Instagram e Facebook, ma anche su YouTube, sia come Francesco Simula che come Erbomb. È inoltre attivo il sito www.erbomb.it dove raccolgo periodicamente tutto ciò che faccio.
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Fonte immagine di copertina: Si ringrazia l’ufficio stampa di Conza

