La Chiesa di San Paolo entro le Mura propone al pubblico una delle opere più significative della musica sacra occidentale: un concerto promosso da Opera in Roma, e dedicato a “La Creazione” (Die Schöpfung), oratorio in tedesco del compositore austriaco Joseph Haydn, figura di spicco assoluto del classicismo viennese. Composta tra il 1796 e il 1798 e ispirata ai racconti biblici della Genesi e al poema epico Paradise Lost dello scrittore britannico John Milton (adattato dal celebre librettista Gottfried van Swieten), l’opera narra attraverso coro, orchestra e solisti, l’origine del mondo. Proprio per questo, la sua esecuzione realizzata nella suggestiva cornice dell’architettura neogotica della Chiesa di San Paolo entro le Mura rappresenta un’occasione per riscoprire uno dei capolavori più importanti della musica sacra occidentale e della letteratura sinfonico-corale.
| Opera sacra | Compositore | Direzione artistica | Ensemble e coro |
|---|---|---|---|
| La Creazione (Die Schöpfung) | Joseph Haydn | Grete Pedersen | Juilliard415 e Yale Schola Cantorum |
La Creazione di Haydn: un capolavoro della musica sacra
La storia de La Creazione, elaborata nell’arco di oltre un anno, affonda le sue radici nella Genesi, nei Salmi e nel poema Paradise Lost dello scrittore inglese John Milton. L’opera venne accolta con grande entusiasmo dal pubblico europeo fin dalla prima esecuzione nel 1798 presso il Palazzo Schwarzenberg di Vienna, inizialmente destinata a pubblico privato. Successivamente venne riproposta al Teatro di Porta Carinzia sempre nella capitale austriaca, ottenendo un riscontro ancora maggiore. Ancora oggi, eseguita nei teatri, monasteri, palchi festival di tutto il mondo, La Creazione continua a essere considerata uno dei vertici della produzione haydniana, grazie alla capacità magistrale del compositore di unire ricerca musicale e spiritualità in un unico grande racconto artistico.
Ed è stata proprio la spiritualità ad occupare un posto nella dimensione profonda di Haydn. In una lettera indirizzata a Mendelssohn, egli scrive: «Quando penso a Dio il mio cuore è talmente pieno di gioia che le note mi sgorgano fuori come una fontana». Questa testimonianza permette perciò di comprendere il profondo legame che Haydn nutriva nei confronti della spiritualità, di una fede vissuta con solennità e gratitudine, elementi tipici della temperie del periodo illuminista in cui la polifonia toccò vette altissime, e che si respireranno anche fra le pagine dell’opera.

Dal caos alla luce: il racconto musicale della Creazione
L’esecuzione de La Creazione ha avuto inizio domenica 31 maggio 2026 alle ore 20.30 nella suggestiva chiesa anglicana di Roma e ha accompagnato il pubblico in un viaggio musicale dalla durata di circa due ore. A dirigere il concerto è stata la direzione orchestrale della maestra norvegese Grete Pedersen, tra le più autorevoli nel panorama corale internazionale, alla guida della Juilliard415, ensemble di strumenti d’epoca della Juilliard School di New York, noto per la rigorosa esecuzione storicamente informata e tornato in Italia dopo quindici anni dall’ultimo tour. L’orchestra è stata affiancata dal prestigioso coro Yale Schola Cantorum e da un quartetto di solisti della medesima Juilliard School.
L’oratorio è suddiviso in tre parti: le prime due riprendono fedelmente i racconti biblici della Genesi e il Paradiso Perduto del poeta inglese John Milton. In questa prima narrazione sono i tre arcangeli, Gabriele, Uriele e Raffaele, interpretati dai solisti, ad accompagnare il pubblico dalla nascita della luce fino alla comparsa della natura e degli animali in tutte le loro varietà. È proprio qui che Haydn, ormai sessantacinquenne, dà forma musicale a una visione del creato caratterizzata da stupore e meraviglia.
A rappresentarla nella chiesa di San Paolo Entro le Mura ne è stata proprio l’orchestra, attraverso un preludio che è stato in grado di trasmettere un senso di sospensione e smarrimento, evocando quel vuoto primordiale che precede la nascita del mondo. Particolarmente apprezzata dal pubblico è stata inoltre la terza parte, che ha avuto come protagonisti Adamo ed Eva nel Giardino dell’Eden, luogo in cui i due vissero prima di aver commesso il peccato originale. L’esecuzione, affidata alle voci di basso e soprano, ha costituito uno dei momenti centrali dell’opera, dando vita a suggestivi passaggi celebrativi. Infine, il coro ha concluso con un finale trionfale che ha celebrato la bellezza e l’ordine del mondo appena creato, lasciando il pubblico immerso in quell’atmosfera di meraviglia e contemplazione che caratterizza, e ha sempre caratterizzato, l’intera opera dell’austriaco Haydn.
In conclusione, si può affermare che la bellezza dell’opera di Haydn risiede nella capacità di trasformare un racconto universale in un’esperienza condivisa, fatta di immagini ed emozioni. Al di là degli aspetti tecnici e musicali, La Creazione mostra come la musica classica possa ancora oggi coinvolgere e parlare anche a chi non frequenta abitualmente questo repertorio.
Arte, musica e spettacolo — L’evoluzione della musica classica e l’impatto delle grandi opere sinfoniche continuano a plasmare il gusto e le dinamiche performative. Per comprendere come l’arte, gli eventi dal vivo e i media definiscano l’estetica moderna, consulta il nostro indice enciclopedico dedicato a Intrattenimento e pop culture.
Fonte immagini: archivio personale

