MADDI: Massaroni pianoforti | Intervista

MADDI: Massaroni pianoforti | intervista

Il 12 gennaio è uscito il nuovo concept album di Massaroni pianoforti, MADDI per Maremmano Records. 14 brani, di cui due temi strumentali che aprono e chiudono il disco, sviluppandosi anche come un fil rouge in quasi tutte le canzoni, interamente suonati nel Monco-Studio dei Fratelli Massaroni. Un artista unico nel suo genere, che non si identifica nelle varie correnti musicali contemporanee, bensì indipendente da ogni tipo di etichetta. Quella di MADDI è una storia che parla di una delle più grandi piaghe del nostro tempo: il pregiudizio. Si insinua nella vita degli essere umani, difficile da cancellare, così come capiterà alla nostra protagonista, una giovane Maria Maddalena del nuovo secolo. Ma cosa può dirci l’autore stesso riguardo la sua opera?

Intervista a Massaroni pianoforti per l’album MADDI

Da dove nasce l’ispirazione per il suo nuovo album, e perché scegliere come protagonista proprio Maria Maddalena?

L’ispirazione mi è nata dall’esigenza di liberarmi di un peso artistico e umano che portavo dentro da troppo tempo e che la figura di Maria Maddalena incarnava perfettamente, così da essere raccontato attraverso la sua vita. 

Maria Maddalena potrebbe definirsi una sorta di alter ego di se stesso? 

Indubbiamente sì, altrimenti non avrebbe senso per me scrivere delle canzoni. Credo anche che in Maddi ci si possano rispecchiare in molti, soprattutto oggi che la violenza del giudizio e del pre-giudizio sta facendo dei danni indelebili a chi lo subisce, specie se esposto sui social, la vera pandemia dell’anno zero. 

È una persona religiosa, quanto ha influito questo sulle sue scelte di rifarsi a personaggi biblici? 

Mi definirei più agnostico e credo sia proprio per questo che riesco ad avere una visione più umanizzata di ciò che la Bibbia insegna. Mi ci ero già avvicinato con Ornella, una canzone uscita nel 2014 e pubblicata nell’album Non Date il Salame Ai Corvi, dove ho riscritto il Nuovo Testamento attraverso gli occhi di un innamorato non corrisposto. Anche lì c’era un Gesù di mezzo che, vuoi per carisma, vuoi per le sue magie da imbonitore, attirava l’ammirazione di tutte le ragazze del circondario. 

La storia di Maddi era già interamente scritta nella sua testa o si è costruita con l’evolversi del disco?

Sì, era già tutta scritta, ed è da molti anni che la covo dentro anche se solo oggi ho sentito l’esigenza di doverla raccontare, sia per una maturità artistica costruita album dopo album, sia per lo stesso pregiudizio che ho subìto per lo scarso interesse mediatico che le mie canzoni hanno suscitato una volta pubblicate. Ho raccontato anche un aneddoto quando è uscito il disco, un fatto vero che ho vissuto all’età di sette anni, quando ho dovuto cambiare scuola per via di un trasloco della mia famiglia da una città all’altra, e mi sono ritrovato dopo solo qualche giorno di lezione, al centro della classe con la nuova maestra che mi presentava ai compagni di scuola: «Vedete, Gianluca è un bambino piccolino di statura e così il suo cervello, che in quella testa piccolina non può espandersi più di tanto, ha difficoltà di apprendimento e di sicuro d’intelligenza. Non farà mai niente nella vita». Ecco, io oggi sono ancora quel bambino al centro di quegli sguardi che ridono di me. Così Maddi, un’emancipata ragazza dei nostri tempi, si trova suo malgrado proiettata in un contesto sociale dove il pregiudizio vince sulla realtà.

Il pregiudizio si insinua molto spesso nella vita delle persone, lascia un segno che è difficile togliere. Crede si possa redimersi da ciò col tempo? Può cambiare l’opinione delle persone?

Ho scritto una nuova canzone a riguardo, in fondo io riesco ad esprimermi meglio attraverso di lei, senza maschere o artifici ma credo che la tirerò fuori più avanti, quando avrò un nuovo album con qualcosa da dire che non sia solo mero intrattenimento. 

Ha lasciato sospeso il finale della storia di Maddi, lei però ha in realtà pensato a come finisce la sua vita? 

Non amo la concezione cristiana che si nasce con questa sorta di peccato originale e che, se giustamente l’uomo soffre e subisce le peggior cose dalla vita, debba in qualche modo aspettarsi ad un certo punto (o peggio ancora nell’aldilà) un finale positivo sotto forma di redenzione o di premio di consolazione.  Chi imparerà a conoscere Maddi, immedesimarsi e ad amarla attraverso l’ascolto, trarrà le sue conclusioni per un finale che, come il sottoscritto, è ancora tutto da vivere. 

Fonte immagine in evidenza: Ufficio stampa 

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