Miss Possessive di Tate McRae: l’era che consacra una popstar

L'era da Miss Possessive di Tate McRae. Copertina della versione deluxe dell'album "So Close to What"

Dopo la pubblicazione del singolo “You Broke Me First” nel 2020, divenuto virale sulla nota piattaforma TikTok, e il successo planetario di “Greedy” del 2023, Tate McRae inaugura una nuova era battezzata con il suggestivo e accattivante nome di “Miss Possessive”, lo stesso scelto per il suo tour mondiale più recente: il “Miss Possessive Tour” che ha seguito il rilascio di “So Close to What”, terzo album in studio della cantante canadese, trovandosi così a far fronte ad aspettative sempre più importanti.

Anno Progetto / Singolo Traguardo / Evento
2016 “Children” (Justin Bieber) Corpo di ballo del Purpose World Tour
2020 “You Broke Me First” Successo virale ed esibizione agli MTV VMA
2022 I Used to Think I Could Fly Pubblicazione del primo album
2023 Think Later / “Greedy” Prima posizione nella Billboard Global 200
2025 So Close to What Rilascio terzo album e “Miss Possessive Tour”

All the things I never said: il diario segreto di una promessa della danza

A differenza delle sue colleghe, Tate McRae non nasce con un microfono tra le mani ma bensì con delle scarpette da ballo. Infatti, è il caso di dire che i primi passi che muove sono passi di danza.
Tate McRae nasce a Calgary il 1° luglio del 2003, da padre canadese di origini scozzesi e madre tedesca. A causa del lavoro del padre passa l’infanzia ad Oman, fino al ritorno in Canada ad undici anni. Ciò la porta ad avere contatti con una cultura assai diversa da quella canadese e ciò influenzerà anche la sua più grande passione: la musica.
In patria infatti ha iniziato a prendere lezioni di balletto all’Alberta Ballet e siccome la carriera nella musica stava prendendo sempre più piede, ha conseguito gli studi liceali presso la Western Canada High School, diplomandosi in modalità online nel 2022.
Prima del diploma però, nel 2013 Tate McRae ha partecipato alla competizione di ballo Dance Awards a New York, dove ha vinto il primo premio nella categoria “Mini” femminile. Nel 2015 e nel 2018 ha partecipato nuovamente ai Dance Awards, questa volta a Las Vegas, vincendo la medaglia d’oro rispettivamente nelle categorie junior e teen femminili. Inoltre, nel 2015 ha vinto una medaglia di bronzo nella categoria Junior femminile agli Youth America Grand Prix, anche se la vera svolta arriva nel 2016, quando viene scelta insieme ad altri giovanissimi talenti per prendere parte alla coreografia del brano “Children” di Justin Bieber, durante la tappa di Calgary per il Purpose World Tour.

Tate McRae durante il Miss Possessive Tour a Bologna il 13 giugno 2025

Il progetto di transizione: I Used to Think I Could Fly

Nel 2017 Tate McRae ha iniziato ad utilizzare il suo canale YouTube, dove fino ad allora aveva pubblicato solo video di danza, per diffondere canzoni originali da lei scritte e registrate in camera propria. Questo è il primo punto di svolta che segna il passaggio da bambina con la passione per il balletto, a ragazza desiderosa di far sentire anche la propria voce. Infatti, poco dopo, precisamente ad agosto 2019 arriva l’etichetta RCA Records che le fa firmare il suo primo contratto.
I primi progetti seppur accompagnati dalle prime soddisfazioni, come il suo singolo di debutto “One Day” che è stato certificato disco d’oro sia dalla Music Canada che dalla Recording Industry Association of America, Tate McRae era ancora lontana da chi è oggi.
Il singolo che segna la svolta è “You Broke Me First” del 2020, che le permette di esibirsi al pre-show degli MTV Video Music Awards 2020 e successivamente agli MTV Europe Music Awards dello stesso anno, mettendola in luce anche in territorio europeo.
Dopo qualche progetto nel mezzo (come la collaborazione in “Lie to Me” con Khalid), il 27 maggio 2022 Tate McRae pubblica “I Used to Think I Could Fly”, un album di 13 canzoni che evidenzia la consapevolezza canora acquisita dalla cantante canadese.
Quest’album, seppur pubblicato all’età di 19 anni, mette molto bene in risalto la direzione artistica che la cantautrice voleva intraprendere.
Infatti, la danza rimane il cuore pulsante della sua musica. Brani come “She’s All I Wanna Be” ne sono la prova evidente: nel video ufficiale, la cantante affronta una tesissima e competitiva audizione di ballo, il che rappresenta un esplicito omaggio al celebre film musicale del 1985 “A Chorus Line” (tratto dall’omonimo musical di Broadway del 1975).

Think Later: il passaggio da giovane artista a donna affermata

Dopo la pubblicazione di qualche singolo qua e là, come “Uh Oh” e “10:35” con il disc jockey Tiësto (entrambi pubblicati nel 2022), a dicembre del 2023 arriva “Think Later”.
L’album viene anticipato dal singolo, fenomeno mondiale “Greedy”, pubblicato il 15 settembre dello stesso anno. Questo è a tutti gli effetti il singolo che ha dato una svolta e segnato in positivo la carriera dell’artista di Calgary. Il brano, infatti, ha ottenuto numerosi riconoscimenti in territorio americano e non solo: tra tutti figurano la prima posizione sia nella Billboard Global 200 che nella classifica globale di Spotify, oltre a ben Quattro Platini negli Stati Uniti.
L’album conta 14 brani e tre meritano una menzione speciale per come definiscono l’anima del disco. Il primo è senza di dubbio “Cut My Hair”, brano d’apertura del disco che manda da subito un chiaro segnale all’ascoltatore. Ovvero quello di un album con un sound e dei lyrics estremamente forti e presenti. Infatti, la Tate che danzava nella sua cameretta lascia spazio ad una donna sicura di sé che sa bene ciò che vuole.
Il secondo è “Messier”, che con quasi quattro minuti è la traccia più lunga del disco. A differenza del precedente che gioca molto sulla self-confidence, quest’altro brano mette in luce incertezze e paure di una relazione tossica. Esprime la vulnerabilità di essere legati a qualcuno che si conosce così bene da sapere esattamente come ferirlo nel profondo: “Cause you’re the only one who can boil my blood and make that shit cut” / Sei l’unico che può farmi imbestialire e ferirmi davvero”.
Il terzo è un omaggio intimo e crudo alla sua città natale, “Calgary”. In questo brano la cantante parla di come si sente ancora la liceale di un tempo, nonostante fama, i red carpet e gli eventi da sogno. Lo mette in luce chiaramente nella primissima frase della canzone: “Same bar, same street, I’m 20, but I still feel like 15 / Stesso bar, stessa strada, ho 20 anni ma mi sento ancora una quindicenne). Calgary è senza ombra di dubbio la traccia più intima e introspettiva di tutto l’album, affrontando il tema delicato della salute mentale, relativo ad ansia e pressione, a viso aperto con una frase che mette i brividi: “Can’t lie, the pills are lookin’ temptin’, I thought that I was gettin’ better. No, I got better at pretendin’ / Pensavo di stare meglio, e invece sono solo diventata più brava a fingere…non posso mentire, le pillole mi stanno tentando”

La consacrazione di una popstar: ecco l’era da Miss Possessive

Il 13 settembre 2024 Tate McRae pubblica “It’s ok, I’m ok”, singolo apripista dell’album “So Close to What” rilasciato il 24 febbraio 2025. Se i messaggi dietro al testo del brano non bastano, il video rafforza ancora di più l’immagine dell’artista che nel video gira per i quartieri iconici di Los Angeles: in una scena addirittura completamente nuda (sul set indossava un intimo color carne marcato Skims, con l’effetto di nudità totale creato in post-produzione).
Diretto dalla celebre regista Hannah Lux Davis (già dietro ai successi di Ariana Grande e Doja Cat) e coreografato dal geniale Sean Bankhead, il video omaggia l’era d’oro del pop dei primi anni 2000 (stile Britney Spears e Christina Aguilera) elevandolo a una dimensione moderna e graffiante. Infatti all’interno del videoclip è presente anche una scena dove Tate si ferma per salutare e fare delle foto con dei veri fan, rimarcando perfettamente il concetto di popstar.
Nonostante l’album porti il nome “So Close to What”, un solo titolo incarna appieno il messaggio che porta con sé questa nuova era, ovvero “Miss Possessive”. Traccia d’apertura dell’album, nella intro è presente un audio vocale della famosa attrice Sydney Sweeney – il retroscena: questo iconico incipit è nato da una vera e propria nota vocale inviata dall’attrice a Tate McRae. Le due star si erano conosciute nel backstage del Tonight Show e sono state messe in contatto dall’attore Glen Powell. Pochi giorni prima del rilascio del brano, l’attrice ha registrato circa dieci versioni diverse di questa battuta (che a molti fan ha ricordato la follia del suo celebre personaggio Cassie in Euphoria). Ciò ha regalato alla traccia l’incipit perfetto, che manifesta con un tono energico, sfrontato e ricco di magnetismo e appunto, da Miss Possessive, tutta l’orgogliosa protettività e gelosia presenti nelle relazioni, creando un vero e proprio anthem di puro potere femminile.

 

Revolving door e Sports Car: l’essenza dell’era targata Miss Possessive

Un altro brano che ha segnato questa era è “Revolving door”, il vero cuore emotivo e ritmico dell’album che fa venir voglia di ballare piangendo in discoteca. Anche qui l’influenza di Britney Spears (in particolare quella dell’era In the Zone) si sente parecchio. I bassi martellano forte mentre la voce di Tate fluttua leggera, creando un contrasto pazzesco tra l’ansia del testo e l’energia del ritmo.
Inoltre c’è la metafora della porta girevole dove Tate paragona l’ex a un vizio difficile da estirpare “I tried to call you off like a bad habit / But I keep comin’ back like a revolving door”. Dici di non volerlo più, ma appena si ripresenta ci ricaschi.
La vera bellezza di questo pezzo è l’essere diventato un successo commerciale pur mantenendo una trasparenza emotiva disarmante, fuggendo da quegli schemi artificiali che spesso standardizzano il mercato odierno. Lo si può notare soprattutto dal video musicale che ha accompagnato l’uscita del singolo, dove nelle battute finali Tate crolla a terra piangendo, mentre una delle frasi di maggior impatto all’interno del brano si fa sempre più assordante, risuonando in ogni passo della coreografia: “I’m more hurt than I would admit, I’m supposed to be an adult, but fuck it, I need a minute” / Sono più ferita di quanto ammetto, dovrei essere un’adulta ma dannazione, ho bisogno di un minuto”
Coreografia che è stata curata da Aerin Moreno, abbandona la narrazione delicata e minimalista per lasciare spazio a quella che è a tutti gli effetti una coreografia brutale.
Il video si apre in un’atmosfera gelida e clinica: la cantante si trova all’interno di una stanza totalmente bianca e sterile (che a molti fan ha ricordato un manicomio o le atmosfere asettiche del film thriller The Substance).
La regista gioca costantemente con il montaggio alternando accelerazioni improvvise (speed-ramping) e inversioni del tempo (filmati al contrario). Le ballerine sembrano vestirsi e spogliarsi al contrario, i corpi si muovono contro le leggi della fisica, dando allo spettatore la sensazione reale di essere intrappolati in una porta girevole temporale (la relazione tossica appunto). Il fulcro del video è la danza, che qui diventa sinonimo di pazzia e frustrazione. Un piccolo aneddoto su questa parte è la commozione cerebrale che la cantante si è procurata a causa dei forti colpi di testa dati durante le riprese, a dimostrazione dell’estrema forza del pezzo.
Forza che è presente nitidamente anche nell’altro singolo dell’album, “Sports Car”. Titolo di forte impatto che rappresenta il salto definitivo fatto dall’artista che abbraccia una sensualità ricca ed esplicita. Se “Miss Possessive” rappresenta la gelosia, “Sports Car” è la rappresentazione più diretta dell’eccitazione pura, del sesso e dell’indipendenza. Con questo brano, Tate McRae canta esplicitamente di sesso per la prima volta nella sua carriera. La “sports car” (l’auto sportiva) diventa la metafora perfetta per descrivere l’adrenalina dell’attrazione fisica, il brivido del proibito e la velocità del desiderio.
Il video ufficiale, diretto da Bardia Zeinali di Vogue, ha spiazzato e diviso i fan per una scelta geniale e concettuale: nel video non compare nessuna macchina sportiva. Tate ha spiegato di aver voluto rompere il cliché del classico video hip-hop con i motori in mostra. L’idea alla base è che la “sports car” è lei stessa. Lei è l’oggetto del desiderio, lei è il motore che accelera, la ragazza “in mostra” che cattura gli sguardi di tutti all’interno delle stanze in cui si muove. Il tutto condito da una scelta stilistica vocale che non presenta acuti particolari, ma si concentra su uno stile sussurrato che omaggia direttamente la storica hit hip-hop “Wait (The Whisper Song)” degli Ying Yang Twins.

Tate McRae è senza ombra di dubbio lontana dall’essere la bambina che ballava nella sua cameretta, e con questa nuova era da Miss Possessive è la dimostrazione di come si possa raggiungere il successo preservando se stessi e le proprie radici, divenendo il nuovo volto trasgressivo e graffiante della scena pop mondiale.

Fonte foto: profilo Spotify ufficiale di Tate McRae e archivio personale

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