Dopo la prima sperimentazione avviata nel 2021, l’Antica Distilleria Petrone ha immerso 450 bottiglie nelle acque di Marina Piccola. Presentati anche i primi risultati dello studio scientifico sull’affinamento subacqueo condotto dall’Università Federico II
Il mare come parte di un processo produttivo di perfezionamento. Lunedì 29 giugno, nelle acque di Marina Piccola, a Capri, l’Antica Distilleria Petrone ha immerso una cassa contenente 450 bottiglie di limoncello destinate a trascorrere un anno a sedici metri di profondità.
L’immersione segna una nuova fase del percorso di sperimentazione avviato dall’azienda di Mondragone (CE) nel 2021, quando è diventata la prima al mondo a scommettere sull’affinamento subacqueo per una partita di bottiglie di liquore.
Seguita dagli ospiti a bordo della Nave Patrizia, la discesa della gabbia verso il fondale non è stata soltanto un momento simbolico della giornata, ma anche l’occasione per presentare i primi risultati dello studio scientifico dedicato agli effetti di questa particolare tecnica di affinamento.
| Dettaglio del progetto | Informazioni specifiche |
|---|---|
| Azienda promotrice | Antica Distilleria Petrone |
| Luogo di immersione | Marina Piccola (Capri) |
| Quantità e prodotto | 450 bottiglie di limoncello |
| Condizioni di affinamento | 16 metri di profondità per 12 mesi |
| Ricerca scientifica | Università degli Studi di Napoli Federico II |
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Nel corso dell’evento è stato infatti possibile degustare il limoncello dell’immersione precedente, quello affinato nel 2024 al largo di Castel dell’Ovo, riportato in superficie dopo un anno di permanenza sott’acqua. È una ricerca, quella dell’Antica Distilleria Petrone, che punta – in definitiva – a comprendere come l’ambiente marino possa influire sul perfezionamento del limoncello nel tempo.

L’affinamento subacqueo del limoncello
Le 450 bottiglie immerse questo 29 giugno nelle acque di Capri resteranno sul fondale per dodici mesi, a sedici metri di profondità, affidate al movimento delle correnti, a una temperatura costante e a condizioni che le isolano dalla luce, dall’ossigeno e persino dalle fasi lunari. È un insieme di variabili ambientali che descrive, sì, uno scenario suggestivo, ma innanzitutto definisce un ambiente di affinamento alternativo alla cantina tradizionale.
L’esperimento dell’Antica Distilleria Petrone prosegue a Capri dopo quello realizzato nel settembre 2024 nel porticciolo di Santa Lucia, a Napoli, dove un’altra partita di bottiglie è rimasta immersa per un anno prima di essere riportata in superficie lo scorso ottobre.
Un percorso che si inserisce in una linea di sperimentazione già avviata dall’azienda anche con l’Elixir Falernum, progetto apripista che ha segnato l’avvio di una riflessione più ampia sull’affinamento subacqueo e sulla possibilità di osservare il comportamento del prodotto in condizioni non convenzionali.

Nel corso della giornata, la navigazione della Nave Patrizia ha accompagnato l’operazione di immersione trasformandola in un momento collettivo, in cui il gesto tecnico si è intrecciato con la dimensione dell’incontro. L’evento, aderente alla Giornata Nazionale del Made in Italy, ha visto la collaborazione di numerosi partner che hanno contribuito a costruire un’esperienza gastronomica interamente vissuta sul tema del limone e del limoncello.

Tra le proposte servite a bordo, rigatoni con crema di basilico, formaggio e stracciata, bocconcini di bufala, ricotta e castiello, gelato al latte di bufala e limoncello Petrone, sorbetto al basilico, un cicchetto a base di limoncello, cioccolato bianco e buccia di limone, fino a un cocktail azzurro come l’acqua che ha accompagnato idealmente il passaggio dalla superficie al fondale.
Questo percorso gastronomico, costruito come estensione simbolica dell’immersione, è stato supportato dalla collaborazione di BCC Roma, YDigital Firm, Form & ATP, Guardia Costiera, Comune di Capri, Luxurya Parfum, Caffè Domizia, Ristorante Le Colonne, Gelateria La Fenice, Casatiè, Pasticceria Benito, Serao 1978 e Consorzio di tutela Mozzarella di bufala campana Dop.
Antica Distilleria Petrone e la ricerca scientifica
Al termine dell’immersione del 29 giugno, come detto, sono stati presentati i primi dati dello studio condotto dal Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, con i professori Pasquale Ferranti e Alessandro Genovesi, insieme a Salvatore Velotto dell’Università San Raffaele di Roma.
In questa prima fase dell’attività di ricerca, l’attenzione si è concentrata sull’analisi sensoriale del limoncello.

Lo studio ha confrontato diciotto bottiglie affinate sott’acqua con altrettante bottiglie conservate in cantina, selezionate secondo uno schema a croce per garantire un campionamento rappresentativo, comprendendo sia le bottiglie collocate nella parte esterna della gabbia sia quelle posizionate al centro.
I risultati preliminari mostrano che il limoncello affinato per dodici mesi sui fondali marini sviluppa caratteristiche differenti rispetto allo stesso prodotto conservato in cantina. L’ambiente subacqueo contribuisce infatti a preservare meglio il colore e le note fresche e agrumate del liquore, favorendo una maggiore conservazione dei composti aromatici naturali. Il prodotto affinato in cantina presenta invece una maggiore evoluzione ossidativa e un lieve affievolimento della freschezza aromatica.

Il progetto dell’Antica Distilleria Petrone continua ora con una nuova fase di approfondimento, dedicata all’analisi chimica delle bottiglie appena immerse nelle acque di Capri, con l’obiettivo di approfondire gli effetti dell’affinamento underwater e continuare un percorso che affianca la sperimentazione produttiva al lavoro scientifico.
Tra il mare di Napoli, quello di Capri e i laboratori universitari, l’esperienza dell’Antica Distilleria Petrone continua così a svilupparsi seguendo un doppio binario: quello della tradizione di un liquore identitario e quello della ricerca che ne osserva, passo dopo passo, la lenta evoluzione.
(Ufficio stampa Laura Gambacorta)

