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Gaia Caputo picchiata dall’ex: tragedia sfiorata a Pozzuoli

Gaia Caputo

Sabato 5 aprile 2025, Pozzuoli in provincia di Napoli, è stata scenario di un ennesimo episodio di violenza contro una donna. La vittima questa volta si chiama Gaia Caputo e ha 25 anni, picchiata a sangue dal suo ex fidanzato, padre di suo figlio di un anno.

Gaia Caputo vittima di un tentato omicidio

Gaia ha raccontato che si trovava in macchina, quando improvvisamente è arrivato il suo ex compagno, dal quale si era allontanata proprio per violenze domestiche. Dopo il suo arrivo, ha aperto lo sportello della macchina e l’ha scaraventata fuori:  lui era in compagnia di due amici. Tutto questo è avvenuto sul belvedere di Pozzuoli accanto alla Chiesa di San Gennaro, alla Solfatara. Era intorno alle 2.00 di notte tra sabato 5 e domenica 6 aprile, quando la ragazza è stata presa in ostaggio dai tre uomini. L’hanno picchiata, colpita più volte al viso e tirato i capelli tentando di metterla nella macchina.

I tre hanno tentato di lanciarla giù dal belvedere, ma Gaia si è difesa con tutte le forze che le erano rimaste. Approfittando di un momento di distrazione, è riuscita a telefonare il padre usando proprio il cellulare dell’ex, che aveva lasciato incustodito. La ragazza sostiene che è viva per miracolo, definendosi una sopravvissuta.

La paura per il futuro di Gaia

Sui social girano video e foto che mostrano ciò che l’ex le ha provocato: una parte del viso è completamente gonfia e piena di lividi. Oltre al dolore fisico, Gaia afferma di avere ancora paura, nonostante ora l’uomo si trovi in prigione, perché teme che arrivino minacce dagli altri due, che sono ancora a piede libero. Lei in un’intervista ha affermato che ha paura che in futuro quest’uomo possa ritornare a farle del male.

Solidarietà per Gaia: il gesto di vandalismo dopo il cartello

Pochi giorni dopo la tragedia compaiono sul luogo del tentato omicidio dei cartelli che esprimono solidarietà nei confronti di Gaia. Vietato fa’ l’omm e merd recita il pannello. Slogan accompagnato da una frase della canzone di La Niña: So’ figlia d’a tempesta e nun me ponn ncatenà.

Solidarietà che dura per poco: infatti, dopo ore dall’installazione, tre soggetti sono stati visti distruggere il cartello sul belvedere di Pozzuoli. Azione che fa rabbrividire e genera rabbia nei concittadini.

Gaia Caputo viva per miracolo: la piaga dei femminicidi in Italia

Quello che è accaduto alla giovane di Bacoli è solo un altro episodio di violenza contro le donne. Infatti, l’Italia proprio in quei giorni è stata segnata particolarmente da due femminicidi.  Di pochi giorni prima erano infatti le notizie di Ilaria Sula e Sara Campanella, uccise rispettivamente dall’ ex fidanzato e un collega universitario.

Quante donne ancora dovranno morire prima che si capisca che c’è un reale problema da combattere? Quante altre dovranno subire violenze e maltrattamenti da compagni, fidanzati e mariti? Si spera sempre per poco, ma purtroppo non è mai così.

Fonte immagine: La Bussola Tv

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