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Land grabbing: cos’è e quali rischi comporta

land grabbing: cos'è e quali rischi comporta

Il land grabbing è un fenomeno che prevede la vendita o l’affitto di appezzamenti di terreno in Paesi generalmente in via di sviluppo a società private di Paesi industrializzati. Questa pratica crea opinioni molto divisive, in quanto idealmente porterebbe benefici per tutte le parti in causa, ma, realisticamente, sono più i rischi che i vantaggi effettivi, soprattutto per i Paesi più deboli.

Cosa si intende per land grabbing e quali sono i paesi coinvolti?

Aspetto Descrizione e dati
Definizione Furto o accaparramento di terra tramite vendita o affitto a società straniere.
Paesi investitori (Asia) Cina, India, Giappone, Malesia, Corea del Sud.
Paesi investitori (Medio Oriente) Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Giordania.
Paesi emergenti coinvolti Brasile e Russia.
Principali aree target Africa (per clima favorevole e bassi costi) e Paesi in via di sviluppo.

Cos’è il land grabbing: la definizione enciclopedica

Secondo l’enciclopedia Treccani, land grabbing è un’espressione riferita al «fenomeno del furto o accaparramento di terra sviluppatosi in maniera esponenziale soprattutto nel corso del primo decennio del 21° secolo».

L’enciclopedia prosegue spiegando che «alcuni Stati che dipendono dalle importazioni alimentari hanno attivato una strategia di esternalizzazione della propria produzione alimentare, acquisendo il controllo di terreni agricoli in altri Paesi. Si distinguono in questa attività la Cina, l’India, il Giappone, la Malesia e la Corea del Sud in Asia; l’Egitto e la Libia in Africa; il Bahrein, la Giordania, il Kuwait, il Qatar, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti nel Medio Oriente; stanno poi acquisendo un ruolo sempre maggiore anche alcuni paesi emergenti come Brasile e Russia».

I possibili benefici del land grabbing per lo sviluppo

In un’ottica più positiva, il land grabbing potrebbe generare benefici nei Paesi in via di sviluppo, cioè i Paesi ospitanti (molto spesso in Africa, per costi del terreno più bassi e clima più favorevole) in termini di:

  • aumento del gettito fiscale;
  • incremento dell’occupazione;
  • trasferimento di know-how e tecnologie;
  • miglioramento delle infrastrutture e delle tecniche agricole.

Queste sono tutte risorse utili a contrastare le frequenti crisi economiche che attanagliano questi Paesi. Invece, i governi dei Paesi ospitati possono garantirsi la sussistenza alimentare coltivando gli appezzamenti di terra all’estero, che scarseggiano sul territorio nazionale a causa della sovrappopolazione e del cambiamento climatico. Infine, le imprese private possono guadagnare dal land grabbing, vendendo i prodotti e agendo da intermediari.

Effetti negativi: impatto sociale e ambientale

Tuttavia, guardando la faccenda in modo più realistico, si possono rilevare una serie di possibili effetti negativi che il land grabbing può portare. Innanzitutto, per i governi dei Paesi ospitanti c’è una perdita di controllo su risorse chiave, come terra coltivabile e acqua. In secondo luogo, i cittadini di questi Paesi perdono spesso il lavoro, in quanto le società straniere portano con sé lavoratori dall’esterno.

In alternativa, se gli abitanti dei Paesi ospitanti restano occupati presso quelle terre, vengono spesso sfruttati e lasciati senza impiego alla fine dell’investimento. Infine, anche l’ambiente risente di questo fenomeno, visto che non è raro che i governi dei Paesi ospitati spingano per una riqualificazione dei terreni, danneggiando gravemente la biodiversità locale.

Conclusioni: la necessità di quadri normativi internazionali

In conclusione, per cercare di trarre vantaggio dal land grabbing, sarebbe opportuno creare dei quadri normativi internazionali per definire le responsabilità dei Paesi ospitati e i diritti dei Paesi ospitanti, facendo convergere interessi e benefici quanto più possibile. La salvaguardia della sovranità alimentare e delle risorse idriche deve rimanere al centro dei futuri accordi tra Stati industrializzati e nazioni in via di sviluppo.

Fonte immagine: Freepik / jcomp

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