Home | Attualità | Persona di Ingmar Bergman: capolavoro senza tempo | Recensione

Persona di Ingmar Bergman: capolavoro senza tempo | Recensione

Persona è un film del 1966 diretto dal regista svedese Ingmar Bergman che, nonostante siano passati anni dalla sua uscita, resta un capolavoro indiscusso. I suoi contenuti, dopo quasi 60 anni, sono più che attuali. Se vi piace scervellarvi sui possibili significati di un film, quest’opera sperimentale saprà stupirvi e farvi riflettere anche dopo aver spento lo schermo.

Il regista: Ingmar Bergman

Ingmar Bergman (1918-2007) è uno dei maestri della storia del cinema. Nato da un pastore luterano, fu profondamente influenzato dai concetti di peccato, punizione e grazia. Abbandonata l’Università di Stoccolma per il teatro, divenne un autore di fama mondiale. Persona è uno dei suoi tanti capolavori, insieme a film come Il settimo sigillo, Il posto delle fragole e Fanny e Alexander.

Persona di Ingmar Bergman: trama e analisi

In soli 84 minuti, Persona offre un’incredibile quantità di spunti. È un film sperimentale che, attraverso primi piani ossessivi e un bianco e nero espressionista, riflette sui concetti di identità, inconscio e umanità. Il film si apre con una sequenza psichedelica di simboli (un agnello sacrificale, un chiodo in una mano) e si concentra su due protagoniste: Elisabet, un’attrice che ha scelto il mutismo, e Alma, l’infermiera che deve prendersi cura di lei.

Isolate in una casa al mare, le due donne stabiliscono un rapporto intenso. Mentre Alma si racconta in un monologo-confessione, rivelando i suoi peccati, Elisabet ascolta in silenzio. Il titolo “Persona”, come confermato da fonti come The Ingmar Bergman Foundation, deriva dal latino e indica la maschera indossata dall’attore, il ruolo che interpreta. Elisabet si rifiuta di continuare a recitare la parte di madre e moglie che la società le impone, un ruolo che ripugna. Il suo silenzio è una ribellione. Il rapporto tra le due diventa così simbiotico e violento da portare le loro identità a fondersi, rendendole quasi indistinguibili.

Personaggio Rapporto con la “maschera” e il silenzio
Elisabet (l’attrice) Rifiuta la sua maschera sociale (madre, moglie) e si chiude nel silenzio come forma di protesta e difesa contro una vita falsa.
Alma (l’infermiera) Indossa la maschera della “normalità”, ma il silenzio di Elisabet la costringe a confrontarsi con i suoi peccati attraverso un flusso di parole.

Il ruolo della donna e la lettura in chiave moderna

Alma ed Elisabet sono entrambe donne con un ruolo definito dalla società patriarcale: essere brave figlie, poi brave mogli e ottime madri. Le loro identità, però, non coincidono con questi dettami. Sono peccatrici che non hanno rispettato i ruoli assegnati. La differenza tra loro è che Alma riesce a sfogare il suo tormento con le parole, mentre Elisabet tace, incapace di sostenere la finzione.

Il tema è ancora oggi incredibilmente attuale. A quasi 60 anni dall’uscita di Persona, la donna che non desidera essere madre è spesso ancora vista con sospetto e accusata di egoismo. Bergman anticipa magistralmente una critica alla pressione sociale sulla maternità e sull’identità femminile, ed è per questo che la sua opera, consultabile su piattaforme come IMDb, merita di essere guardata e analizzata.

Fonte immagine: Prime video, copertina ufficiale del film Persona di Ingmar Bergman

Articolo aggiornato il: 11/09/2025

“`

Altri articoli da non perdere
La disparità di genere in Italia: progressi, sfide e prospettive
Illustrazione concettuale sulla disparità di genere: simbolo maschile su sfondo blu e simbolo femminile su sfondo rosa, bilanciati su una linea orizzontale.

Tra i tanti temi politici e sociali discussi al giorno d'oggi, troviamo quello della disparità di genere. Nel corso del Scopri di più

C’è ancora domani: lo straordinario esordio alla regia di Paola Cortellesi
C’è ancora domani: lo straordinario esordio alla regia di Paola Cortellesi

Il 26 ottobre 2023 irrompe nelle sale cinematografiche C’è ancora domani, l’esordio alla regia di Paola Cortellesi, qui anche protagonista Scopri di più

Razzismo ambientale: cos’è, la lotta contro e due casi
Razzismo ambientale: cos'è, la lotta contro e due casi

Il razzismo ambientale è una forma sistemica di ingiustizia sociale che espone in modo sproporzionato le comunità minoritarie e a Scopri di più

Riprendere persone in pubblico: il bacio a Central Park tra cronaca e voyeurismo

Un video girato a Central Park ha trasformato un momento personale in un caso seguito da milioni di utenti. Ma Scopri di più

Giovani e lavoro: la Gen Z non ha voglia di lavorare? I dati
Giovani e lavoro

“Offro 1.300 euro al mese ma non trovo nessuno”. È questo il mantra che, puntualmente, invade i feed dei social Scopri di più

Gender gap in Giappone: una macchia indelebile
Gender gap in Giappone: instabilità familiare

Secondo la morale confuciana, la donna ideale aderisce al modello ryōsai kenbo 良妻賢母 (“brava madre, moglie saggia”), osservando i sanju Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Martina Napolitano

Classe '99, sono nata a Salerno ma vivo a Napoli. Sono una studentessa di Mediazione culturale presso l'Orientale di Napoli, studio Inglese e Arabo e sono prossima al conseguimento della laurea triennale.

Vedi tutti gli articoli di Martina Napolitano

Commenta