Pink Tax: cos’è, perché esiste e come combatterla

pink tax

La Pink Tax, o tassa rosa, è un fenomeno sempre più discusso e dibattuto, che solleva importanti questioni di equità e di giustizia economica. Ma di cosa si tratta esattamente? In sostanza, la Pink Tax è un sovrapprezzo applicato a molti prodotti e servizi destinati alle donne, rispetto a prodotti analoghi destinati agli uomini. Questo sovrapprezzo non è una tassa ufficiale, ma una pratica commerciale diffusa, che ha un impatto significativo sul budget delle donne e delle famiglie. Scopriamo insieme cos’è la Pink Tax, perché esiste e come possiamo contrastarla.

Quali sono i settori più colpiti dalla Pink Tax?

Categoria Esempi di prodotti o servizi
Igiene personale Rasoi, deodoranti, bagnoschiuma
Abbigliamento Scarpe, accessori e capi basic
Servizi Parrucchiere, lavanderia
Infanzia Giocattoli differenziati per colore

Cos’è la Pink Tax (o Tassa Rosa)?

Definizione di Pink Tax e gender pricing

La Pink Tax (o tassa rosa) è un termine che indica la tendenza a far pagare di più i prodotti e i servizi destinati alle donne rispetto a quelli equivalenti destinati agli uomini. Questo fenomeno è noto anche come gender pricing (prezzo di genere). È importante sottolineare che la Pink Tax non è una tassa imposta dal governo, ma una pratica commerciale adottata da produttori e rivenditori.

Esempi di prodotti colpiti dalla Pink Tax

La Pink Tax colpisce una vasta gamma di prodotti, tra cui:

  • Prodotti per l’igiene personale: rasoi, deodoranti, shampoo, bagnoschiuma, creme idratanti, ecc.
  • Abbigliamento e accessori: abiti, scarpe, borse, ecc.
  • Servizi: lavanderia, parrucchiere, ecc.
  • Giocattoli: giocattoli per bambine spesso costano più di quelli per bambini.

Un esempio classico è quello dei rasoi: un rasoio “da donna” (spesso di colore rosa) può costare significativamente di più di un rasoio “da uomo” (spesso di colore blu o nero), anche se la funzionalità è la stessa.

Perché esiste la Pink Tax? Le cause di questa discriminazione di prezzo

Strategie di marketing e percezione dei consumatori

Una delle ragioni principali della Pink Tax è legata alle strategie di marketing. Le aziende spesso sfruttano gli stereotipi di genere e la percezione che le donne siano più disposte a spendere per prodotti che le fanno sentire belle, curate e alla moda. Inoltre, in alcuni casi, i prodotti “da donna” possono avere caratteristiche diverse (colore, profumazione, packaging) che giustificano, almeno in parte, un prezzo più elevato.

La questione dell’IVA sugli assorbenti e altri prodotti per l’igiene femminile

Un aspetto particolarmente controverso della Pink Tax riguarda l’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) applicata agli assorbenti e ad altri prodotti per l’igiene intima femminile. In molti paesi, tra cui l’Italia, questi prodotti sono stati a lungo tassati come beni di lusso, mentre altri beni considerati di prima necessità hanno un’IVA ridotta. Questa situazione è stata oggetto di numerose proteste e petizioni, che chiedono di considerare gli assorbenti come beni essenziali e di ridurre o eliminare l’IVA.

Le conseguenze economiche e sociali della Pink Tax

L’impatto sul budget delle donne e delle famiglie

Ha un impatto economico significativo sulle donne e sulle famiglie. Si stima che le donne spendano, in media, centinaia o addirittura migliaia di euro in più all’anno rispetto agli uomini per prodotti e servizi equivalenti. Questo divario di prezzo contribuisce ad aggravare la disparità salariale tra uomini e donne e a creare una situazione di ingiustizia economica.

La Pink Tax e la disuguaglianza di genere

La Pink Tax è anche un simbolo della disuguaglianza di genere e della discriminazione che le donne subiscono in molti ambiti della società. Il fatto che le donne debbano pagare di più per prodotti e servizi essenziali o comunque di uso comune è un’ingiustizia che va combattuta. Il 25 Settembre del 2015 è nato l’obiettivo 5 dell’Agenda 2030 con lo scopo di garantire alle donne e alle ragazze parità di accesso all’istruzione, alle cure mediche, a un lavoro dignitoso, così come la rappresentanza nei processi decisionali, politici ed economici, riducendo in questo modo le disuguaglianze all’interno della società. Il Dipartimento dei Consumatori della città di New York ha dichiarato che i prodotti destinati al consumo femminile costano in media il 7% in più, e anche se sembra poco, nel tempo l’impatto accumulato è molto alto.

Come combattere la Pink Tax: possibili soluzioni e iniziative

Cosa si può fare per contrastarla? Ecco alcune possibili soluzioni e iniziative:

  • Sensibilizzare l’opinione pubblica: informare e sensibilizzare i consumatori è il primo passo per contrastare questo fenomeno.
  • Promuovere la trasparenza dei prezzi: chiedere alle aziende di essere trasparenti sui prezzi dei loro prodotti e di giustificare eventuali differenze di prezzo tra prodotti simili destinati a uomini e donne.
  • Sostenere le aziende che non applicano la Pink Tax: scegliere di acquistare prodotti di aziende che non applicano sovrapprezzi ingiustificati ai prodotti femminili.
  • Fare pressione sui governi: chiedere ai governi di intervenire per eliminare o ridurre l’IVA sugli assorbenti e su altri prodotti per l’igiene femminile, e di adottare misure per contrastare il gender pricing.

La Pink Tax è un problema reale, che ha conseguenze economiche e sociali significative. Combattere questo fenomeno è importante per promuovere la parità di genere e per garantire che le donne non siano penalizzate economicamente a causa del loro sesso.

Fonte immagine in evidenza: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 07/12/2025

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