Home | Attualità | Rivolta in Nepal: la vittoria della Gen Z

Rivolta in Nepal: la vittoria della Gen Z

Proteste in Nepal

Per le generazioni future che apriranno un libro di storia e studieranno gli avvenimenti susseguitisi nel primo ventennio del Duemila, sicuramente la rivolta in Nepal sarà uno degli argomenti trattati.

Il Nepal è uno Stato situato in Asia meridionale, al confine tra l’India e la Cina. Ad oggi, l’ordinamento politico del Paese si configura come una democrazia, più precisamente come Repubblica Federale, eppure il Nepal ha una storia tortuosa, fatta di violenza e impregnata di sangue.

Dati chiave della Rivolta in Nepal (2025)

Evento Dettaglio
Data inizio Settembre 2025
Causa scatenante Censura di 26 social media e trend “nepobaby”
Protagonisti Generazione Z
Esito politico Caduta del governo Oli ed elezione su Discord
Nuovo Premier Sushila Karki (ad interim)

Contesto storico: dalla monarchia al massacro reale

Dall’antichità fino al XX secolo il Nepal è stato sempre sotto un controllo di tipo monarchico, finché già a partire dagli anni Novanta si era cercato di muoversi verso un cambiamento con l’istituzione della monarchia costituzionale pluripartitica. L’escalation avvenne nei primi anni Duemila, quando nel 2001 il principe ereditario Dipendra commise il cosiddetto massacro dei reali nepalesi, che provocò la morte del sovrano e di altri membri della famiglia reale, incluso lo stesso Dipendra. L’evento, che sconvolse l’opinione pubblica, portò in seguito al decadimento del governo e, nel 2006, a un’insurrezione popolare che ebbe come risultato l’istituzione della Repubblica Federale Democratica del Nepal nel 2008.

La scintilla della rivolta: la censura dei social media

Dopo alcune insurrezioni minori tra il 2015 e il 2021, specialmente da parte dei sostenitori della monarchia, è nel settembre del 2025 che ha inizio la vera e propria rivolta in Nepal. Il 4 settembre, il governo ordina la chiusura di 26 piattaforme social, considerate non conformi alle nuove norme costituzionali. Il motivo reale dietro tale scelta sarebbe però legato a un trend “nepobaby” da parte di alcuni utenti della Generazione Z, il quale mostrava e criticava la disparità economica nel Paese rapportata ai figli di politici e altri funzionari. Infatti, in base alle foto postate sui social, questi ragazzi privilegiati avrebbero accesso a una vita di lusso che l’80% della popolazione non può permettersi.

Cronaca degli scontri e la caduta del governo

In seguito al divieto, interpretato da molti come un tentativo del potere di reprimere e censurare il dissenso, l’8 settembre una buona fetta della popolazione giovanile nepalese è scesa in massa in piazza. Questa mossa riflette una tattica sempre più comune a livello globale, come documentato da organizzazioni come Human Rights Watch, per silenziare le voci critiche. La protesta si è trasformata in uno scontro violento quando la polizia ha iniziato a rispondere con il fuoco; al momento si contano più di 20 morti e oltre 300 feriti.

Il giorno successivo la folla si è diretta verso Katmandu, davanti al palazzo del Parlamento, assediandolo e dandogli fuoco. Sono stati presi di mira dai manifestanti anche abitazioni e veicoli di vari politici, un chiaro messaggio contro la corruzione e il nepotismo. Il primo ministro Khadga Prasad Sharma Oli si è dovuto dimettere e le Camere sono state sciolte.

L’esito: la Gen Z elegge un nuovo governo su Discord

Oltre ad aver rovesciato un governo senza alcun leader e ad aver ripulito le strade subito dopo le proteste, la Generazione Z si è distinta per aver eletto in maniera democratica e assolutamente innovativa la nuova prima ministra del Nepal ad interim, Sushila Karki, prima donna nella storia del Paese. Le votazioni per decidere il nuovo capo di governo sono avvenute online: vari membri si sono riuniti sulla piattaforma digitale Discord e, tramite un sondaggio, hanno votato la Karki, giudicata la candidata più adeguata a combattere la corruzione.

Dunque, la rivolta in Nepal ha messo in luce un aspetto sensazionale della società contemporanea: la Generazione Z è riuscita da sola, muovendosi all’unisono, a dare voce alle sofferenze politiche, economiche e sociali di un Paese corrotto, dimostrando che grazie ai social media e a degli ideali comuni si può combattere contro il degrado e gli abusi di potere.

Fonte immagine: Wikimedia Commons (Lowersilesian)

Articolo aggiornato il: 12/01/2026

Altri articoli da non perdere
Guido Barbujani, il genetista ospite di un seminario sulla Preistoria a Ferrara
Guido Barbujani

Guido Barbujani, genetista e docente dell'Università degli studi di Ferrara, è stato l'ospite della conferenza Il DNA degli Europei, parte Scopri di più

Il diritto di opporsi: una storia di giustizia e redenzione | Recensione
Il diritto di opporsi: una storia di giustizia e redenzione | Recensione

Il diritto di opporsi è un film americano del 2019 basato sulla storia vera di Walter McMillian, un detenuto afroamericano Scopri di più

Giulia Cecchettin, per te distruggeremo tutto
Giulia Cecchettin, per te distruggeremo tutto

«Meglio ferire l’orgoglio di un uomo che finire ammazzate» dice Elena, sorella maggiore di Giulia Cecchettin, la ragazza di 22 anni Scopri di più

L’adattamento cinematografico del romanzo di Walker "Il Colore Viola"
L’adattamento cinematografico del romanzo di Walker "Il Colore Viola"

L’adattamento cinematografico del romanzo di Alice Walker firmato da Spielberg sorprende per la sua tenerezza, diventando un inno all’amore per Scopri di più

La serie The Umbrella Academy, l’ultima stagione su Netflix
La serie The Umbrella Academy, l’ultima stagione su Netflix

La serie The Umbrella Academy è giunta all’ultima stagione e i fan di tutto il mondo si stanno già chiedendo Scopri di più

Global Seed Vault: la banca mondiale dei semi alle Svalbard
Global Seed Vault

Il Global Seed Vault è la polizza di assicurazione definitiva per l'alimentazione mondiale. Situato nelle profondità di una montagna ghiacciata Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Giorgia Manzo

Vedi tutti gli articoli di Giorgia Manzo

Commenta