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The Witch di Robert Eggers | Recensione

Se sei alla ricerca di un horror innovativo, The Witch di Robert Eggers fa sicuramente al tuo caso. Lontano dal solito horror intriso di jump scare e cliché, il regista ci riporta indietro nel tempo attraverso folklore e ambientazioni rurali del New England del 1600, periodo storico caratterizzato dall’isteria collettiva da caccia alle streghe in cui madri, figlie, ma soprattutto donne, erano sottoposte alla pressione patriarcale e alla violenza psicologica (e fisica) per il semplice motivo di essere donna. Un contesto che si fa spazio in una storia di ribellione femminile e di accettazione attraverso una fotografia spettrale che intrappola paesaggi che ricordano i quadri di Caspar David Friedrich e una precisa ricostruzione storica.

Trama di The Witch di Robert Eggers

The Witch di Robert Eggers è incentrato principalmente sulla protagonista Thomasin (interpretata dalla talentuosissima Any Taylor-Joy) figlia di William, religioso predicatore, e Katherine, e sorella di altri quattro bambini: Caleb, i gemellini Mercy e Jonas e il piccolo Samuel.
Questa è la storia di una famiglia allontanata dalla comunità puritana del XVII secolo che tenta di sopravvivere nei pressi di un bosco cupo e spettrale, nella speranza di poter vivere una vita umile e tranquilla. Questa serenità, però, verrà disturbata il giorno in cui il più piccolo dei membri della famiglia scompare sotto gli occhi della sorella (che aveva il compito di accudirlo), rapito da una strega abitante del bosco.
Una tragedia che dà inizio alla paranoia, alla psicosi, alle possessioni e all’odio tra i componenti della famiglia i quali si scontreranno a causa di bugie, superstizioni e accuse fino al massacro finale. Interessante è il riferimento all’Ultima cena di Leonardo Da Vinci nella scena in cui tutti sono a tavola dopo la scomparsa del piccolo di famiglia. Nulla viene lasciato al caso; vengono, infatti, rappresentati esattamente sei componenti, numero che indica l’avvio del cammino iniziatico ossia l’inizio della trasformazione di Thomasin.

The Witch di Robert Eggers: l’horror femminista per eccellenza

Il femminile e l’emancipazione sono le tematiche principali di The Witch di Robert Eggers, fortemente voluti dall’autore; un film femminista in cui la misoginia e il patriarcato prendono potere con accuse infondate verso una giovane donna che cerca la sua individualità e la sua libertà.
Eggers, attraverso una ricerca accurata, riesce a concentrarsi sulla rappresentazione della strega accogliendo lo stereotipo della strega satanica che diviene fonte di minaccia per il patriarcato ma di liberazione per la giovane protagonista che desidera svincolarsi dagli obblighi imposti alla donna da parte della società. Thomasin, inoltre, rappresenta anche una giovane in piena pubertà, ulteriore timore per la realtà patriarcale che vede la sessualità femminile come un possibile pericolo.

La scena finale di The Witch di Robert Eggers

Possiamo definire Thomasin una eroina femminista? Possiamo sicuramente definirla una donna potente che decide di spogliarsi da qualsiasi veste – figlia maggiore, badante e schiava della società – firmando il Libro del Diavolo.
La scena finale di The Witch di Robert Eggers, infatti, vede la giovane donna seguire il diavolo nel bosco e avvicinarsi ad un gruppo di streghe impegnate in un Sabba. Si spoglia (letteralmente e figurativamente) ed inizia a lievitare come le sue compagne, il tutto accompagnato da una risata.
Ma perché la protagonista decide di avvicinarsi al Male che ha provocato la morte della sua intera famiglia? E perché ride? Semplicemente perché, per la prima volta, Thomasin, in quanto donna, ha deciso chi essere liberamente.

The Witch di Robert Eggers in questo caso, dunque, ci pone un quesito: il male è quello che decidiamo di temere o che ci viene insegnato a temere? Sicuramente possiamo dire, in questo caso, che non tutti i mali vengono per nuocere.

Fonte immagine di copertina: Wikipedia

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