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Linguaggio oggettuale: la comunicazione nel bambino ipovedente

Linguaggio oggettuale

La comunicazione è un processo complesso, un atto sociale che ci aiuta a vivere entrando in contatto con l’altro attraverso una comune rappresentazione della realtà mediata dal linguaggio. Comprendere i segreti della comunicazione non verbale è fondamentale per analizzare come gli esseri umani interagiscono oltre le parole. Tuttavia, lo sviluppo del linguaggio verbale non deve essere prioritario rispetto ad altri progressi del bambino. Nell’ottica infantile della costruzione del sé, molto importante diviene la conquista dell’ambiente grazie alla deambulazione. La conquista dello spazio significa indipendenza, autonomia. L’infante si sente distinto e può riconoscersi in quanto entità separata dalla madre. Comunicare per un ipovedente non significa solo parlare, ma vivere intensamente ciò che si cerca di esprimere facendo uso degli oggetti.

Elementi chiave del linguaggio oggettuale

Elemento Funzione
Oggetto funzionale Strumento pratico per l’azione (es. bere).
Oggetto segnale Anticipa un evento o esprime un bisogno.
Associazione Legame mentale tra l’oggetto tattile e l’azione successiva.
Esplorazione Conoscenza dell’ambiente tramite tatto e udito.

La riduzione delle capacità motorie nel bambino ipovedente

La mancanza della vista riduce le capacità motorie ed esplorative del bambino per muoversi all’interno dell’ambiente. Questo aspetto si lega strettamente alla cinesica e al funzionamento della comunicazione non verbale attraverso il movimento. Il bambino cieco rischia di trovarsi, nei primi mesi di vita, immerso in un universo di suoni e odori che difficilmente riesce a gestire spontaneamente. Per questo motivo, l’esplorazione funzionale dell’ambiente e degli oggetti che lo compongono deve essere, nel bambino ipovedente, stimolata e organizzata dall’adulto: in questo modo gli oggetti che caratterizzano l’ambiente possono diventare contemporaneamente oggetti costitutivi (oggetti funzionali propriamente detti), ed elementi di comunicazione (significanti della comunicazione oggettuale).

L’oggetto come significante della richiesta

L’oggetto infatti, costituisce il significante di una richiesta: esso è espressione di quella parola taciuta, mancata, silenziosa. L’apprendimento di questa forma di comunicazione da parte di persone con seri problemi di vista avviene per associazione tra l’oggetto e la situazione stessa che dev’essere immediatamente successiva all’aver dato l’oggetto segnale. Per favorire questo processo, si possono adottare specifiche tecniche di comunicazione non verbale. (Es: quando il bambino prende l’oggetto bicchiere significa che ha sete, tale richiesta dev’essere immediatamente soddisfatta dandogli un bicchiere d’acqua). Il linguaggio oggettuale è per questo un sistema di comunicazione trasparente in quanto gli oggetti devono avere una buona somiglianza tattile con l’oggetto originale.

Il sistema di comunicazione basato sulle abilità tattili

Questi processi avvengono tramite la discriminazione di oggetti di uso comune cercando di far comprendere le caratteristiche rilevanti di un oggetto rispetto a quelle di ciascun altro. In questo modo i bambini ipovedenti con difficoltà di apprendimento, possono utilizzare un sistema di comunicazione non verbale legato alle loro abilità tattili e basato sulla rappresentazione di azioni e situazioni attraverso gli oggetti: la ricerca, il riconoscimento dell’oggetto e la sua ostensione all’adulto diventa elemento espressivo corrispondente ad altrettanti significati. Sebbene in contesti differenti, lo studio del corpo è centrale anche per capire il legame tra seduzione e linguaggio del corpo, dimostrando come la fisicità sia un veicolo universale di messaggi.

Immagine: Pixabay

Articolo aggiornato il: 16 Gennaio 2026

Psicoanalisi e dinamiche sociali — Le teorie di Freud, Jung e gli archetipi collettivi ci spiegano l’origine profonda dei nostri schemi relazionali e dei tabù contemporanei. Questo tema fa luce sui fili invisibili che ci legano. Per continuare il viaggio nell’inconscio umano, consulta Psicologia e inconscio.

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