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Tesori dei Faraoni in mostra alle Scuderie del Quirinale

Tesori dei Faraoni

Dal 24 ottobre 2025, le Scuderie del Quirinale aprono le sale a “Tesori dei Faraoni”, una delle mostre più attese dell’anno. Curata da Tarek El Awady (già direttore del Museo Egizio del Cairo) e con la voce di Roberto Giacobbo nell’audioguida, ci trasporta attraverso 3000 anni della storia dell’antico Egitto.

Costruita attorno a 130 opere provenienti dal Museo Egizio del Cairo e dal Museo di Luxor – molte per la prima volta fuori dall’Egitto – l’esposizione riporta a Roma l’Antico Egitto nella sua forma più nitida: bellezza come linguaggio del potere, rito come tecnologia dell’eternità.

Tesori dei Faraoni: la mostra in breve

La ricca collezione racconta più di due millenni di civiltà egizia, dal 3000 al 300 a.C., attraversando l’Antico, il Medio e il Nuovo Regno fino alla Tarda Epoca. In mostra si alternano sarcofagi dorati, maschere funerarie, gioielli, papiri e statue provenienti da Tanis, Saqqara, Luxor, Giza e Amarna, in un percorso che unisce arte, fede e potere. L’oro è il filo conduttore che lega ogni epoca e che, accanto ai reperti, ricostruzioni e materiali multimediali accompagnano il visitatore nella scoperta delle pratiche rituali e della vita quotidiana del popolo del Nilo. 

La voce narrante di Roberto Giacobbo, che da anni accompagna il pubblico televisivo tra misteri, scoperte e civiltà perdute con programmi come Stargate, Voyager e Freedom, restituisce qui il suo Egitto: un racconto colto ma accessibile, dove la meraviglia resta il filo conduttore del viaggio.

Tesori dei Faraoni
Sarcofago dorato in prospettiva

Primo piano – L’oro e l’aldilà

La mostra viene aperta, nel primo piano, con un’immagine suggestiva: il sarcofago dorato di Ahhotep II; accanto, la Collana delle Mosche d’oro (non un semplice gioiello, ma un’onorificenza militare) e il collare di Psusennes I: migliaia di grani d’oro in sette file che scendono come raggi sul petto del re. L’oro prosegue come tecnologia di protezione: coperture di mummia, ditali e sandali d’oro a difesa del corpo.

La macchina della rinascita prende vita con i vasi canopi che custodiscono l’essenza umana e pagine del Libro dei Morti che insegnano la strada per tornare alla luce. Il sarcofago di Tuya, in legno rivestito d’oro, con la dea Nut conclude il cerchio.

Nelle cinque sale che compongono il primo piano si passa dai tesori regali di Ahhotep II e Psusennes I ai raffinati corredi di Tuya e Yuya, fino ai papiri e alle stele che custodiscono la voce dei defunti.

Secondo piano – La società, il culto, la regalità

Il secondo piano ci accompagna in un viaggio dai faraoni al popolo che li sostiene. Ritratti di scribi, artigiani, funzionari: il falegnameintendente Intishedu ancora con i colori vivi; una “testa di riserva” dell’epoca di Cheope, enigma realistico a garanzia dell’identità nell’eternità; il servo birraio colto nel gesto che nutre vivi e morti (basta dire “pane e birra” per riassumere l’offerta).

Gli strumenti del sacro raccontano il rito come pratica concreta: versatoi, bracieri, specchi, cucchiai da cosmetici. Entra la storia con Amarna e la Finestra delle Apparizioni (l’oro come politica visibile nella distribuzione dei collari), la statua familiare di Sennefer – “sindaco di Tebe” – e il soffitto a pergolati d’uva nella sua tomba; la poltrona di Sitamun, davvero usata in vita, poi offerta ai nonni: la vita che entra nella tomba.

C’è anche il contemporaneo dell’archeologia: la Città d’Oro emersa nel 2021 a Luxor – sigilli, stampi, botteghe – dove si vede, finalmente, la grandezza egizia ad altezza d’uomo. Un piccolo stampo in argilla dell’Occhio di Horus spiega l’intera filiera dell’amuleto: dalla terra alla faience blu che protegge il viaggio nell’aldilà.

Il finale è iconico: Hatshepsut inginocchiata in atto d’offerta, Ramesse VI davanti ad Amon, la maschera dorata di Amenemope (cartonnage luminoso, volto composto), la Triade di Micerino (re, dea e provincia che avanzano all’unisono). Il viaggio si conclude con un ospite d’eccezione: la Mensa Isiaca, prestata dal Museo Egizio di Torino, che chiude simbolicamente la mostra come un ponte fra l’antico Egitto e Roma.

 

Tesori dei Faraoni: informazioni utili 

La mostra “Tesori dei Faraoni” è visitabile alle Scuderie del Quirinale di Roma dal 24 ottobre 2025 al 3 maggio 2026. L’audioguida, inclusa nel biglietto, accompagna il pubblico con la voce di Roberto Giacobbo (in inglese quella di Zahi Hawass) e offre anche una versione dedicata ai più piccoli. Il percorso è completato dal catalogo edito da Allemandi, curato da Hawass, che raccoglie saggi, fotografie e approfondimenti sui capolavori esposti.

La sezione didattica, realizzata in collaborazione con il Museo Egizio di Torino, propone laboratori e visite guidate per scuole e famiglie.

Foto di copertina e nell’articolo scattate in loco

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