Buongiornissimo, kaffè??!! I 50enni e i social

Buongiornissimo, kaffè??!! I 50enni e i social

Buongiornissimo, kaffè? ovvero la piaga dei 50enni sui social

Sono tra noi e si vedono, fin troppo bene. Di alcuni conosciamo anche la loro identità, perché sono parenti stretti o colleghi di lavoro. Si riconoscono dalle immagini che condividono quasi tutti i giorni, consistenti in immagini di bambini e animali pucciosi che augurano un “BUONGIORNISSIMO” a tutti i loro contatti. Una specie che, nella giungla di Facebook, è conosciuta con il nome di cinquantenni.

Buongiornissimo! Fenomenologia del cinquantenne digitale

Una piccola premessa. Il termine “cinquantenni” non indica che questi individui debbano necessariamente rientrare tra i 50 anni. Sotto questa categoria riuniamo uomini e donne nati tra il 1950 e il 1970 (i così detti boomer) e che hanno una connessione internet che gli permetta di avere un profilo Facebook.

Detto questo siamo pronti ad immergerci nel meraviglioso e coccoloso mondo dei cinquantenni, con l’avvertenza che quello che state per leggere potrebbe gravemente compromettere la vostra sanità psicofisica.

  • Il segno distintivo dei cinquantenni è il loro grido di battaglia: “BUONGIORNISSIMO!!!!1!!1“, seguito da “KAFFEEE???“. Questi auguri di buona giornata sono spesso accompagnati da immagini discutibili e orrende, realizzate con fotomontaggi di bambini e cagnolini reali o realizzati nella più squallida computer grafica che farebbe impallidire persino la Asylum e la Dingo Pictures (ogni riferimento a Yotobi è puramente casuale).
  • Gran parte dei post e dei link che condivide trattano del profondo e complicato mondo delle relazioni affettive e dell’ipocrisia di fondo che le costituisce. Le frasi simbolo in questo caso sono “Abbasso le perzòne false11!!!!” e “Pulizia kontatti!11!” (gli evidenti orrori ortografici non sono  intenzionali. Riportano, in parte fedelmente, le trascrizioni dei cinquantenni e tra questi figura anche la difficoltà di usare il caps lock, come dimostra l’alternarsi dell’ “1” e del punto esclamativo).
  • Con frequenza riempiono la loro bacheca con foto e video di cagnolini, gattini, uccellini, scoiattoli, draghi di Komodo e mostri di Cthulhu, elogiandone continuamente l’umanità intrinseca che possiedono rispetto alle “perzòne false” di cui si parlava sopra. Le bacheche di 9 cinquantenni su 10, in pratica, sono delle immense riserve faunistiche protette dal WWF.
  • Un cinquantenne digitale non si può considerare tale se non si interessa di politica. Iconiche sono le sue invettive contro i governanti di turno (si pensi al tormentone “E RENZIE KE FAAAAA?”). L’ossessione con la politica è tale che sente la necessità di doverne parlare anche quando non è l’argomento del momento. Gli archeologi possono aver scoperto i resti di un’antica civiltà del passato, ma per il cinquantenne medio “non saranno mai antichi come quella mummia di Sergio Mattarella“. Un genio della comicità, non ci sono rivali. Dario Fo e George Carlin sono annacquati, solo la satira pungente dei cinquantenni è quella che ti fa star male dalla pancia per le risate (in caso contrario, posate immediatamente quella vaschetta di gelato e chiamate il 112).
  • Non meno importante è la condivisione delle bufale (o fake news). Se qualcuno mette in rete una foto di Krysten Ritter e la spaccia per la sorella di Laura Boldrini, ci credono. Se circola la notizia di un sedicente imam che vuole introdurre i numeri arabi (avete letto bene, NUMERI ARABI) nel nostro paese, ci credono. Se gli viene detto che in un bosco vive una marmotta che confeziona la cioccolata in una casetta di legno, ci credono. Inutile risulta, nella maggior parte dei casi, il tentativo di demastificazione (in inglese debunker) di queste notizie fantasiose: il cinquantenne si incapriccia e si infuria, insultando il malcapitato di turno con “pdiotta!” (caso di parola macedonia nata dall’unione di “PD” e “idiota”) o “sei pagato dalla kàsta!!11!!” o “dai poteri forti!!111” oppure, se l’interlocutore è uno che ne sa più di lui, con un “radical chic con il rolex e l’attico a New York!“. Per farla breve, potete ricavare più soddisfazione nel leggere integralmente Guerra e Pace o La fenomenologia dello spirito ad un bambino di 4 anni.
  • 98 cinquantenni su 100 sono di destra o grillini. Da ciò si capisce il loro astio nei confronti degli immigrati inviati in Italia e, a causa di ciò, molti di oro si sono riscoperti “nazionalisti”. Fanno la fortuna di personaggi come il filosofo-paroliere Diego Fusaro, di vignettisti eccelsi come Ghisberto e Marione e di popolani urlatori come Damiano “Er Faina”. Al di fuori dei social li riconoscete perchè sono quelli che, durante i pranzi di Natale, si improvvisano demagoghi e parlano soltanto di politica, vantandosi di saperne più degli altri ( e se a tavola c’è uno studente di relazioni internazionali o lingue, è dubbio il fatto che possa finire con un bicchiere di vino).
  • Infine molti di loro ammirano Vladimir Putin. Il presidente della Federazione Russa è inquadrato come il modello dell’uomo forte e de governante ideale. Ma soprattutto, ama visceralmente il nostro paese. Se non ci credete si è talmente dispiaciuto per la mancata qualificazione della nazionale italiana ai mondiali di calcio tenutisi proprio in Russia e ha fatto di tutto affinché venisse comunque ammessa al torneo! Peccato che, in realtà, si tratti di una bufala a cui molti sempliciotti (anche non cinquantenni) hanno abboccato.

I Cinquantenni del buongiornissimo: Se li conosci, li eviti. Se li conosci, non ti “uccidono”

Questi sono solo alcuni dei segni caratteristici del cinquantenne doc. Non tutti sono così (per fortuna) e usano internet come un mezzo intelligente e ne sfruttano il potenziale. Si potrebbe analizzare a fondo la questione, il perché questi uomini e queste donne sentano la necessità di sfoderare la loro zuccheroistà diabetica con immagini orribile e di avvelenarsi ogni giorno la bile per colpa della politica e di notizie cattive che generano solo odio ed intolleranza.

La causa va cercata nello stesso web, che ha conferito un’onnipotenza di fondo a chi nella vita non ha avuto tanta fortuna e che si sente legittimata dall’avere una sorta di riscatto proprio grazie alla rete digitale. Un potere che fa più danni che doni, è il caso di dirlo.

Comunque, qualcuno ha voglia di cominciare un buongiornissimo con un bel KAFFE??? Alle perzòne false niente, eh!

 

Ciro Gianluigi Barbato

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A proposito di Ciro Gianluigi Barbato

Classe 1991, diploma di liceo classico, laurea triennale in lettere moderne e magistrale in filologia moderna. Ha scritto per "Il Ritaglio" e "La Cooltura" e da cinque anni scrive per "Eroica". Ama la letteratura, il cinema, l'arte, la musica, il teatro, i fumetti e le serie tv in ogni loro forma, accademica e nerd/pop. Si dice che preferisca dire ciò che pensa con la scrittura in luogo della voce, ma non si hanno prove a riguardo.

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