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Carlo Amendola e il suo progetto di “Libreria Radici”

Eroica Fenice ha incontrato e intervistato il giovane Carlo Amendola, che ci ha raccontato del suo ambizioso progetto e del percorso che lo ha audacemente condotto ad esso. 

Il profondo senso di appartenenza verso le proprie radici ha spinto Carlo, originario di Falciano del Massico, un paesino dell’alto casertano, a ritornare nella sua realtà di provenienza per impegnarsi nella realizzazione di un sogno a lungo custodito: aprire una libreria indipendente.

Ciao Carlo, ci parli innanzitutto di te?

Certo, mi chiamo Carlo Amendola, abito a Falciano del Massico, in provincia di Caserta, e lavoro come Guida Ambientale Escursionistica. Questa passione, prima di sbocciare, è stata accantonata per tanti anni. Come molti conterranei, infatti, sono stato un emigrante: tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 sono partito per il Piemonte.

Raccontaci di questo tuo percorso personale e professionale in Piemonte: che cosa ti ha spinto ad andare via da Falciano e quali sono state le tue esperienze complessive? 

Ho creduto fermamente al mito del “Nord”. Ho fatto molti lavori: autista di pulmini, barista, operaio, cameriere. Ero convinto di poter trovare il mio posto lontano dalla mia terra, di poter costruire il mio futuro “scappando” dal mio paese. Tuttavia, per molto tempo ho vissuto con una costante insoddisfazione, percependomi sempre lontano da quella che davvero era la mia strada.

Carlo Amendola e il suo ritorno alle origini: «L’amore per la terra a cui appartengo mi ha riportato indietro»

Dunque, qual è stata la molla che ti ha spinto successivamente a ritornare?

Questo disorientamento è durato fino al 2018 quando, durante lo svolgimento del mio ultimo lavoro in Valle d’Aosta come tuttofare in un rifugio alpino, parlando con i miei colleghi valdostani, ho capito l’importanza delle radici.

Che cosa intendi, Carlo, per “radici” e perché consideri fondamentali la natura, il paesaggio e la conoscenza del territorio?

Ho creduto di poter trovare il mio posto lontano dalla linfa vitale che è il mio territorio di nascita. Amavo fin da sempre la natura, ma è durante questa ultima esperienza lontano da casa che ha preso forma, anzi, è sbocciato il sogno che mi anima da sempre: far conoscere, scoprire e amare il mio luogo natio, come guida e, allo stesso tempo, diventare un libraio.

Perché credi che occorra coltivare la lettura in un mondo iper-veloce e iper-connesso?

Quando ero un adolescente, ho fatto di tutto per poter comprare un libro: ad esempio, ho adoperato lo stratagemma di non spendere la mille lire che i miei genitori, due contadini, mi davano per comprare la merenda. Tornavo da scuola sempre affamato, ma preferivo sopportare i morsi allo stomaco piuttosto che non leggere. Ebbene, io penso che questi due “lavori”, la guida escursionistica e il librario, abbiano molto in comune. Le persone, infatti, credono di vivere nel mondo ideale, ma questa realtà moderna, materialista e iper-connessa è il nostro “inferno”. Abbiamo smesso di ascoltare la Natura e di conseguenza noi stessi. Il bosco e il libro ci riportano al silenzio e all’ascolto.

«Le radici profonde non gelano mai»

In che modo è nato il progetto del crowdfunding e come, attraverso di esso, ritieni che tutti noi possiamo contribuire a non spezzare, anzi, far germogliare le radici?

Da questo pensiero è nata la raccolta fondi su GoFundme, il primo sito internazionale che raccoglie le donazioni per tante e svariate campagne. Il nome che darò alla futura libreria, “Radici”, racconta quello che è per me uno dei veri scopi dell’essere umano: vivere nel presente e in quel che sarà il futuro con legami profondissimi verso la nostra storia, il nostro territorio, per rifiorire dove siamo stati posati. Come diceva J. R. R. Tolkien, «Le radici profonde non gelano mai».

Infine, Carlo, come sarà strutturata concretamente la libreria e in che modo è possibile contribuire alla sua realizzazione?

La libreria, realtà che a Falciano del Massico non è mai esistita, si proporrà come salotto cittadino dove, oltre alla classica vendita di libri, sarà presente un angolo per i libri usati; funzionerà altresì come biblioteca, contemplando la possibilità di prendere libri in prestito. Questo luogo d’incontro sarà anche teatro di laboratori vari, per grandi e piccini, e sede di incontri con associazioni culturali. Un simile sogno, che non è più soltanto mio, ma di un’intera comunità, potrà realizzarsi ancora più velocemente se tutti daranno un piccolo contributo, anche di soli 5 euro. Basta collegarsi al sito di GoFundme. In alternativa, è possibile scansionare il seguente QRCode per accedere direttamente alla campagna.

Non ci resta, dunque, che fare un grandissimo in bocca al lupo a Carlo, con l’augurio sincero che il suo sogna possa mettere salde radici e crescere sempre più vigoroso, nucleo di una rete di connessioni col territorio.  

Carlo 

[Immagine in evidenza: Libreria Radici

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A proposito di Adele Migliozzi

Laureata in Filologia, letterature e civiltà del mondo antico, coltivo una grande passione per la scrittura e la comunicazione. Vivo in provincia di Caserta e sono annodata al mio paesello da un profondo legame, dedicandomi con un gruppo di amici alla ricerca, analisi e tutela degli antichi testi dialettali della tradizione locale.

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