Chi è San Giuseppe Moscati: vita e miracoli

San Giuseppe Moscati: vita e miracoli

Oltre a San Gennaro, il patrono della nostra Napoli, il 16 novembre si celebra San Giuseppe Moscati. Ma chi era il “medico santo”? Perché viene ricordato ancora oggi con tanta devozione e quali sono i suoi miracoli?

Le date chiave nella vita di San Giuseppe Moscati

Data Evento significativo
25 luglio 1880 Nascita a Benevento
4 agosto 1903 Laurea con lode in medicina
Aprile 1906 Soccorre i malati durante l’eruzione del Vesuvio
12 aprile 1927 Morte per infarto a Napoli
16 novembre 1975 Proclamato beato da Papa Paolo VI
25 ottobre 1987 Canonizzato santo da Papa Giovanni Paolo II

La vita: dalla nascita alla laurea in medicina

San Giuseppe Moscati nacque a Benevento il 25 luglio del 1880, figlio di Francesco Moscati e Rosa de Luca. Il padre proveniva da Santa Lucia di Serino e la madre da Cassino. A causa del lavoro di Francesco Moscati, come Consigliere di Corte d’Appello, la famiglia dovette trasferirsi varie volte per poi stabilirsi a Napoli nel 1884. La famiglia del Santo era numerosa, ebbe otto fratelli di cui tre purtroppo morirono in giovane età. San Giuseppe Moscati fu battezzato in casa il 31 luglio 1880 da Don Innocenzo Maio; dopo 8 anni ricevette, l’8 dicembre 1888, la sua prima comunione nella Chiesa delle Ancelle del Sacro Cuore di Napoli e il 3 marzo 1890 la cresima.

Dopo aver concluso il corso elementare e il ginnasio con ottimi voti, nel 1897 si iscrisse alla Facoltà di Medicina: una scelta dovuta al suo animo buono e alla volontà di riuscire a lenire le ferite di tutti i più bisognosi colpiti dalle atroci malattie. Fu anche influenzato dalle sofferenze del fratello Alberto, il quale soffriva di attacchi epilettici dopo essere caduto da cavallo durante una parata militare nel 1892, e dall’improvviso malanno del padre nel 1897, il quale al ritorno dopo la messa fu colpito da un’emorragia cerebrale e dopo pochi giorni si spense.

La carriera: scienza al servizio dei bisognosi

L’ambiente della Facoltà di Medicina ai tempi del Santo non era uno dei migliori sotto l’aspetto etico-religioso: l’aria della facoltà era pesante a causa del carattere settario, politico e massonico di cui i giovani studenti erano facili prede. San Giuseppe Moscati fortunatamente si attenne al suo obiettivo principale ed evitava tutto ciò che potesse distrarlo: conseguì la laurea con la tesi sull’urogenesi epatica il 4 agosto del 1903 con il massimo dei voti e la lode. Iniziò la propria carriera all’ospedale vincendo sia il concorso di Coadiutore straordinario presso l’Ospedale degli Incurabili sia il concorso per diventare Assistente nell’Istituto di Chimica Fisiologica, ricevendo tanti riconoscimenti nel campo scientifico.

Nel 1906 il Santo fu partecipe nell’opera di soccorso a Torre del Greco durante l’eruzione del Vesuvio, facendo uscire tutti gli ammalati dall’ospedale prima che il tetto crollasse. Dopo un paio di giorni inviò una lettera al Direttore generale sanitario degli Ospedali Riuniti, per proporre una gratificazione per tutte le persone che avevano aiutato e pregando di non essere nominato.

Nel 1911 vinse il concorso di Coadiutore Ordinario negli Ospedali Riuniti, un concorso importante al quale parteciparono medici da ogni parte. Uno dei professori rimase ammirato dalla sua bravura, a tal punto da restarci in contatto per tutta la vita e da sceglierlo come proprio medico curante. San Giuseppe Moscati fu inoltre seguito durante ogni visita ai suoi pazienti da giovani studenti e medici per apprendere tutte le sue tecniche; nello stesso anno fu nominato Socio aggregato dalla Reale Accademia Medico-Chirurgica, che gli conferì la Libera Docenza in Chimica Fisiologica.

Nel 1914 il Santo perse la propria madre, che fu affetta da diabete; il figlio cercò come poté di curarla ma inutilmente, poiché l’insulina venne testata per la prima volta sull’uomo solo nel 1922 e il Professor Moscati fu tra i primi a sperimentarla e ad allacciare i rapporti con le ditte straniere che la producevano.

Durante la guerra Moscati cercò di arruolarsi, ma gli furono affidati i feriti presso l’Ospedale degli Incurabili: riuscì a curare intorno ai 3.000 militari. Negli anni seguenti continuò ad insegnare e, nel 1922, conseguì la Libera Docenza in Clinica Generale. L’anno successivo partecipò a un Congresso internazionale di Fisiologia a Edimburgo.

12 Aprile Anniversario della morte di San Giuseppe Moscati | Ufficio  Pastorale della Salute

La fede e la dedizione fino alla morte

Per dedicarsi soltanto ai pazienti rifiutò, nel 1917, la cattedra di Chimica Fisiologica e, nel 1919, fu nominato Direttore della III Sala Uomini dell’Ospedale Incurabili: gli ammalati saranno la sua unica preoccupazione fino alla morte. Gli studenti conservavano di lui un ricordo indelebile, poiché il Professor Moscati ebbe per loro una grandissima stima e affetto, amava la verità e non permetteva ingiustizie, sopraffazioni o maldicenze. San Giuseppe Moscati non trascurava mai la preghiera, guardando il campanile della chiesa Gesù Nuovo partecipava alla messa. Egli ebbe, inoltre, una grandissima devozione per la Vergine Maria, così tanto da tenere nel suo taschino la corona del Rosario; spesso si recava anche a Pompei per pregare la Vergine.

All’età di 46 anni, il 12 aprile 1927, il Professor Moscati morì d’infarto nella propria casa seduto su una poltrona. La morte del Professore sconvolse tutti, e si diffuse la venerazione di una figura così buona, pura e sempre pronta a sacrificarsi per il bene altrui. Per una biografia completa è possibile consultare la pagina ufficiale sul sito del Vaticano.

I miracoli della beatificazione e canonizzazione

Il 16 novembre 1930 l’Arcivescovo di Napoli acconsentì a trasferire il corpo dal cimitero di Poggioreale alla Chiesa del Gesù Nuovo. Ancora oggi, le spoglie del santo sono conservate e venerate proprio in questa chiesa, meta di pellegrinaggio per moltissimi fedeli. Inoltre, la sorella Nina Moscati donò alla Chiesa il vestiario e i mobili del suo appartamento, oggi visibili nelle sale dedicate al santo.

Il 16 novembre 1975 il pontefice Paolo VI proclamò beato Giuseppe Moscati per le due guarigioni miracolose di Costantino Nazzaro e Raffaele Perrotta:

  • A Costantino, nel 1923, fu diagnosticato il morbo di Addison; nel ’54 egli chiese, durante una preghiera a Giuseppe Moscati, di guarirlo. Una notte sognò di essere operato dal Professor Moscati e al mattino si ritrovò guarito;
  • A Raffaele fu invece diagnosticata la meningite meningococcica ma, grazie alle preghiere della madre a Giuseppe Moscati, tra il 7 e 8 febbraio 1941 egli guarì miracolosamente.

Per poter considerare una canonizzazione la Chiesa cattolica ritiene necessaria una nuova misteriosa guarigione, e fu proprio quello che accadde a Giuseppe Montefusco, a cui fu diagnosticata la leucemia acuta mieloblastica nel ’78 all’ospedale del Cardarelli di Napoli. Una notte la madre sognò una foto di una figura in camice bianco; consultatasi col parroco si recò alla Chiesa del Gesù Nuovo e lì riconobbe, nella foto di Giuseppe Moscati, il medico apparso in sogno. Al beato Giuseppe Moscati rivolse le sue preghiere affinché suo figlio potesse guarire; nel ’79 il miracolo accadde, e Giuseppe Montefusco guarì completamente.

Il 25 ottobre 1987 Giovanni Paolo II canonizzò ufficialmente Santo il Professor Giuseppe Moscati in piazza San Pietro.

Fonte immagine: Archivio personale

Articolo aggiornato il: 09/09/2025

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A proposito di Anastasiia Golovenko

Sono una studentessa di Lingue e culture comparate presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Appassionata di letteratura e storia.

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