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Famiglie coreane separate: una ferita aperta dalla guerra

Famiglie coreane separate: una ferita aperta dalla guerra

La vittoria degli Alleati nel conflitto della Seconda Guerra Mondiale determinò la fine del dominio dell’Impero giapponese sul territorio della penisola coreana, cambiando il futuro assetto di quest’ultima e portando numerose famiglie coreane ad essere separate. Alla fine, i leader alleati raggiunsero un accordo e decisero che la Corea sarebbe stata liberata dal Giappone, ma posta sotto un’amministrazione fiduciaria internazionale fino a quando i coreani non fossero stati ritenuti pronti ad autogovernarsi.

Cronologia della separazione delle famiglie coreane

Periodo Storico Evento Chiave Conseguenza per le famiglie
1950-1953 Guerra di Corea Divisione fisica e ideologica della popolazione.
1953 Accordo di Armistizio Creazione della Zona Demilitarizzata (DMZ) e chiusura confini.
2000-2018 Riunioni occasionali Brevi incontri al Monte Kumgang per pochi selezionati.

 

La Guerra di Corea e la divisione della penisola

Nel 1950 l’attuale Corea del Sud fu invasa dalle truppe dell’esercito nordcoreano nel tentativo di riunificare la penisola sotto il dominio comunista, causando così lo scoppio della Guerra di Corea, che si concluse nel 1953.

Dopo tre anni di guerra, nel 1953 venne firmato l’Accordo di Armistizio delle Coree, diverso da un trattato di pace vero e proprio, dal momento che i due Stati non concretizzarono mai una riconciliazione. Le due parti accettarono di creare una zona cuscinetto tra i due stati, la cosiddetta Zona Demilitarizzata Coreana, che attraversava diagonalmente il 38º parallelo.

Separazioni di famiglie coreane: un dramma umano

Questo evento portò cambiamenti non solo nella politica dei due Stati, ma alterò profondamente anche la vita quotidiana di innumerevoli persone, che, analogamente alla scissione delle due Coree, furono divise forzatamente ai confini.

Migliaia di famiglie coreane vennero separate, ritrovandosi divise dai loro parenti da un giorno all’altro a causa della guerra e, per decenni, non ottennero permessi per incontrarsi o, più semplicemente, per mettersi in contatto attraverso lettere o telefonate, poiché vietate dal governo nordcoreano. Soltanto agli inizi degli anni 2000 i governi concessero incontri occasionali ad alcune famiglie in una località di soggiorno sul monte Kumgang, in territorio nordcoreano, dopo circa 60 anni dalla loro separazione. Il primo avvenne nel 2000 e da allora oltre 130.000 sudcoreani si iscrissero per partecipare all’evento. Più della metà di loro morì nei decenni successivi, mentre tra i 57.000 sopravvissuti i partecipanti agli incontri furono selezionati tramite una lotteria.

Di fatto, molti di loro erano ormai anziani e spesso, per riconoscersi, utilizzavano vecchie foto precedenti alla guerra, poiché, a causa del lungo periodo di assenza, non erano più in grado di identificare i loro parenti. Altri, invece, non sapevano nemmeno se i loro cari fossero ancora vivi o morti.

Gli incontri al Monte Kumgang e la fine delle riunioni

Furono momenti molto drammatici e commoventi: molti di loro erano anziani e spesso malati, costretti a spostarsi in sedia a rotelle o, in alcuni casi, trasportati oltre il confine in ambulanza.

Questi incontri occasionali si svolgevano sotto stretta sorveglianza: i membri delle famiglie trascorrevano circa 11 ore insieme, nell’arco di tre giorni, attraverso incontri di gruppo, cene condivise e riunioni private nelle camere d’albergo. L’ultimo si è tenuto nel 2018, anno in cui le riunioni sono state sospese. Da allora è probabile che molte famiglie non si rivedranno mai più. Purtroppo, il Ministero dell’Unificazione di Seul ha dichiarato che l’edificio sul Monte Kumgang, simbolo della riconciliazione di queste famiglie, è stato demolito da Pyongyang.

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Articolo aggiornato il: 2 Gennaio 2026

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