Il Vangelo di Giuda: analisi di un testo apocrifo e gnostico

Il vangelo di Giuda: storia di un (non) tradimento

Il Vangelo di Giuda è un Vangelo apocrifo e gnostico che riporta una serie di conversazioni tra Gesù e lo stesso Giuda, scritto da vari cristiani gnostici seguaci di Gesù di Nazareth. Presumibilmente il periodo al quale questo testo risale è compreso tra il 130 e il 170 d.C., datazione ricavabile dal fatto che al suo interno si fa riferimento ai quattro Vangeli canonici. Per 1600 anni non si è avuto notizie della sua esistenza, fino a quando nel 1978 è stato ritrovato in Egitto nel suo manoscritto originale, il Codex Tchacos, successivamente restaurato e tradotto in varie lingue, tra le quali anche l’italiano.

Sintesi: cos’è il Vangelo di Giuda?

Caratteristica Dettaglio
Natura del testo Vangelo apocrifo, gnostico e pseudoepigrafo.
Datazione Circa 130-170 d.C. (II secolo).
Manoscritto Codex Tchacos (ritrovato in Egitto nel 1978).
Tesi principale Giuda non tradì Gesù, ma obbedì al suo ordine di consegnarlo.
Filosofia Dualismo gnostico: il corpo è la prigione dell’anima.

Contenuto e significato del Vangelo di Giuda

Sembrerà strano leggere il nome di Giuda Iscariota accostato alla parola Vangelo, eppure anche il traditore più famoso della storia ha avuto modo di far sentire la sua voce sulla vicenda dei trenta denari. Secondo i quattro vangeli accettati dalla Chiesa (che presentano marcate differenze tra Antico e Nuovo Testamento), infatti, Giuda avrebbe tradito Gesù consegnandolo alle autorità del Tempio di Gerusalemme dandogli un bacio sulla guancia, le quali a loro volta lo avrebbero consegnato al prefetto romano Ponzio Pilato. Secondo il Vangelo di Giuda, invece, questo gesto non sarebbe stato un tradimento: l’Iscariota, infatti, avrebbe seguito le istruzioni di Gesù, il quale gli avrebbe chiesto esplicitamente di consegnarlo alle autorità che lo avrebbero messo a morte affinché il suo corpo potesse liberare l’anima.

Il ruolo di Giuda Iscariota secondo gli gnostici

Secondo il Vangelo apocrifo di Giuda, questo gesto non sarebbe stato un tradimento: l’Iscariota, infatti, avrebbe seguito le istruzioni di Gesù, il quale gli avrebbe chiesto esplicitamente di consegnarlo alle autorità che lo avrebbero messo a morte affinché il suo corpo potesse liberare l’anima. È una visione che stravolge i testi sacri tradizionali, proponendo un’interpretazione esoterica della passione.

Gnosticismo: la liberazione dell’anima dal corpo

Secondo lo gnosticismo, il corpo sarebbe una sorta di prigione per l’anima, che di conseguenza ha bisogno di libertà per ritrovare la sua reale essenza. Così Gesù, stando alla versione favorevole a Giuda, avrebbe voluto sbarazzarsi delle proprie spoglie mortali per lasciar libera l’anima e far andare così la vicenda secondo il suo corso prestabilito. In questo modo l’intera storia potrebbe avere dei risvolti inaspettati, riabilitando la figura di questo traditore: questi, infatti, sarebbe stato considerato tra i dodici apostoli il più degno per portare a termine un simile compito.

La riabilitazione di Giuda Iscariota nel testo gnostico

Secondo la traduzione ufficiale proposta dalla National Geographic Society, questo vangelo apocrifo si aprirebbe con gli ultimi giorni di vita di Gesù, il quale sarebbe stato addirittura in netto contrasto con gli altri dodici apostoli. L’unico che invece riusciva a fornire un servizio impeccabile a Dio e di mettere in atto il suo volere era proprio Giuda. Per questo motivo egli viene insignito del delicatissimo compito di consegnare Gesù alle autorità, diventando lo strumento necessario per il compimento della redenzione spirituale.

Perché la Chiesa Cattolica rifiuta il Vangelo di Giuda

La Chiesa, in ogni caso, non considera tale Vangelo degno di attenzione, in quanto non apporterebbe efficaci argomenti contro i quattro Vangeli ufficiali; di conseguenza esso viene considerato alla stregua degli altri Vangeli apocrifi. Questo approccio è coerente con lo sviluppo della Bibbia nel Medioevo e la definizione del canone. È interessante, però, leggere una versione differente da quella ortodossa per comprendere la differenza tra le varie confessioni cristiane: sono questi argomenti che affascinano sempre coloro che si pongono tante domande sulla dottrina cattolica.

Articolo aggiornato il: 03/02/2026

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A proposito di Martina Benadusi

Martina Benadusi nasce a Napoli e fin da quando era bambina ha dimostrato un grande interesse per la materie umanistiche. Consegue il diploma classico europeo al Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II e si laurea alla Federico II presso la facoltà di Lettere Moderne. Iscritta alla magistrale di Filologia Moderna, ha collaborato in passato con altri giornali online e attualmente scrive recensioni per libri di scrittori emergenti. Sono proprio i libri ad essere una delle sue passioni/ossessioni più grandi, assieme all’amore viscerale che prova nei confronti della sua città.

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