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Jackson Pollock e la tecnica dell’action painting

Jackson Pollock e la tecnica dell'action painting

Jackson Pollock è stato uno degli artisti americani più influenti del ‘900. La sua tecnica di pittura, dripping technique o, più semplicemente, action painting, ha rivoluzionato il mondo dell’arte, aprendo nuove prospettive sulla pittura astratta e l’espressionismo del XX secolo. 

Jackson Pollock: biografia

Jackson Pollock nacque il 28 gennaio del 1912 a Cody, nel Wyoming. Il padre, che era un agrimensore alle dipendenze dello stato, diede a Jackson la possibilità di entrare in contatto con i nativi americani, un incontro che condizionerà incredibilmente la sua pittura e il suo modo di vedere l’arte. Dopo essere stato espulso per indisciplina dalla “Manual Arts High School di Los Angeles“, decise di trasferirsi a New York insieme al fratello Charles. Entrambi divennero allievi di Thomas Hart Benton che, però, non riuscì a influenzare particolarmente Jackson. Dopo essersi sposato con l’artista statunitense Lee Krasner, Pollock si trasferì a Springs dove ebbe modo di sperimentare liberamente le sue innovative tecniche di pittura. Jackson trascorse il resto della sua vita nella cittadina di Long Island, dove morirà, a causa di un incidente stradale nel 1958, all’età di 44 anni. 

Jackson Pollock: l’Action Painting

Jackson Pollock era stato introdotto all’uso del colore puro del pittore David Alfaro Siqueiros. Infatti, dopo aver preso parte a un seminario tenuto proprio dall’artista messicano, l’artista statunitense iniziò a realizzare diverse opere semplicemente versando il colore sulla tela. Un esempio tangibile di questa tecnica è il quadro Male and Female, realizzato nel 1942 ed espressione pura del suo astrattismo. In seguito al suo trasferimento a Spring insieme alla moglie Lee, l’artista statunitense cominciò a dipingere stendendo le tele sul pavimento del suo studio e utilizzando la tecnica del “dripping“, in italiano “sgocciolamento“. Come è possibile evincere dal termine, Jackson Pollock si dilettava a sgocciolare il colore attraverso pennelli induriti, bastoncini di legno e siringhe da cucina: il suo modo di dipingere si allontanò progressivamente dal tradizionale uso del pennello e del cavalletto, avvicinandosi sempre di più alla tecnica che, successivamente, verrà definita action painting” Nel 1956, la rivista TIME, lo soprannominerà “Jack The Dripper”  (Jack lo sgocciolatore), un gioco di parole con il famoso “Jack the ripper” (Jack lo squartatore), proprio a causa di questa sua bizzarra tecnica di pittura. Pollock definirà così il suo modo di dipingere:

Il mio dipinto non scaturisce dal cavalletto. Preferisco fissare la tela non allungata sul muro duro o sul pavimento. Ho bisogno della resistenza di una superficie dura. Sul pavimento sono più a mio agio. Mi sento più vicino, più parte del dipinto, perché in questo modo posso camminarci attorno, lavorare dai quattro lati ed essere letteralmente “nel” dipinto. È simile ai metodi dei pittori di sabbia indiani del west”. 

Jackson Pollock: l’influenza dell’arte dei Nativi Americani

Quando era molto giovane, grazie al lavoro di suo padre, riuscì ad entrare in contatto con i Nativi Americani e, di conseguenza, ad ammirare la loro arte. Tutto questo lo portò a partecipare a diverse mostre, tra cui la più importante è sicuramente “Indian Art and the United States” al Museo di Arte moderna, dove ebbe modo, per la prima volta, di ammirare le opere dei pittori di sabbia indiani, che lo ispirarono profondamente; infatti, le modalità attraverso cui dipinge Pollock, hanno incredibili somiglianze con quest’ultimi: entrambi diventano “parte del dipinto“, il corpo si trasforma nel pennello che realizza l’opera; Jackson Pollock, nel dipingere i propri quadri, si lascia guidare dall’inconscio, proprio come i Nativi Americani si lasciano guidare dal “mondo degli spiriti“. Infatti, l’artista statunitense ha commentato la sua arte dicendo:

Quando sono “nel” mio dipinto, non sono cosciente di ciò che sto facendo. È solo dopo una sorta di fase del “familiarizzare” che vedo ciò a cui mi dedicavo. Non ho alcuna paura di fare cambiamenti, di distruggere l’immagine, ecc., perché il dipinto ha una vita propria. Io provo a farla trapelare. È solo quando perdo il contatto con il dipinto che il risultato è un disastro. Altrimenti c’è pura armonia, un semplice dare e prendere, ed il dipinto viene fuori bene

Le similitudine con i Nativi sono tante ed evidenti e l’artista statunitense non ha mai negato il suo fascino nei confronti della loro arte.

Pollock, attraverso il suo approccio innovativo alla pittura, ha orientato molti artisti, sfidando le convenzioni artistiche tradizionali. Inoltre, la sua influenza si estesa ben oltre il mondo dell’arte, condizionando anche la cultura popolare e l’immaginario collettivo. 

Fonte immagine: Pexels

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