La casa di Bernarda Alba: l’analisi della figura femminile

La figura femminile ne "La casa di Bernarda Alba" di Federico García Lorca

La figura femminile ne La casa di Bernarda Alba di Federico García Lorca è senza ombra di dubbio uno degli aspetti più drammatici, profondi e centrali dell’intera produzione teatrale del drammaturgo andaluso. Quest’opera, completata nel 1936, rappresenta in assoluto una delle opere più note dell’autore e chiude la sua celebre “trilogia rurale”.

Egli scrisse questo capolavoro poco prima di essere barbaramente assassinato all’inizio della guerra civile spagnola, mettendo in scena sul palcoscenico un universo interamente e claustrofobicamente femminile, fatto di aspre contraddizioni, chiusure mentali e rigidità arcaiche, in cui le donne sono prigioniere inermi di anacronistiche convenzioni sociali e morali.

Lorca è una figura centrale e imprescindibile della letteratura spagnola del XX secolo, poiché ha sempre dato voce agli esclusi, agli emarginati e in modo particolare alle donne, raccontando con disarmante empatia le frustrazioni e le atroci sofferenze a cui erano quotidianamente sottoposte in una società rurale e fortemente patriarcale.

Personaggio femminile Ruolo e Simbolismo nell’opera
Bernarda Alba La matriarca tirannica. Rappresenta l’autorità assoluta, la repressione morale e la sottomissione al giudizio sociale (“el qué dirán”).
Adela La figlia minore. Incarna la ribellione giovanile, la passione incontrollabile, il desiderio di libertà e il tragico rifiuto delle convenzioni.
Angustias, Magdalena, Amelia, Martirio Le altre figlie. Ognuna reagisce in modo diverso all’oppressione materna: dall’invidia taciuta alla rassegnazione depressiva.
Federico Garcia Lorca
Lorca nel teatro universitario “La Barraca” (Wikipedia Commons)

Bernarda Alba: simbolo di autorità e repressione

La figura cardine in quest’opera è indubbiamente Bernarda Alba, che subito dopo la morte del secondo marito impone alle figlie un lutto rigorosissimo della durata di ben 8 anni, serrando letteralmente porte e finestre e negando loro qualsiasi tipo di contatto umano con il mondo esterno. Bernarda è l’emblema perfetto e contraddittorio della donna rurale del XX secolo: è allo stesso tempo vittima rassegnata e spietata carnefice di un sistema intrinsecamente patriarcale, le cui regole oppressive ha interiorizzato per poi riversarle violentemente, nel momento opportuno, sulle sue stesse figlie.

Nello specifico, la figura rigida di Bernarda rappresenta:

  • L’autorità assoluta e incontrastabile all’interno delle mura domestiche;
  • La rigidità morale portata all’estremo;
  • La repressione sociale dettata dal terrore del giudizio altrui (il famoso e temuto qué dirán del vicinato).

Le cinque figlie recluse in casa, ovvero Angustias, Magdalena, Amelia, Martirio e Adela, mostrano caratteri e reazioni psicologiche totalmente opposti nei confronti dell’insostenibile repressione alla quale le sottopone la madre padrona. Adela, che è anche la più giovane e bella delle sorelle, è colei che si ribella apertamente a quella società patriarcale asfissiante. Il suo disperato desiderio di amore carnale e di libertà si scontra frontalmente con il muro eretto da Bernarda, culminando in un ineluttabile e straziante finale tragico. La sua figura è quindi la vera chiave di volta per comprendere a fondo il tema della ribellione e della figura femminile ne La casa di Bernarda Alba.

L’assenza degli uomini e il potere patriarcale invisibile nell’opera

Sulla scena teatrale creata da Lorca troviamo un’assenza totale e quantomai significativa di personaggi fisici maschili. L’unico uomo costantemente menzionato nei dialoghi è Pepe el Romano, l’oscuro oggetto del desiderio sessuale e matrimoniale delle cinque ragazze, che però non appare mai in carne ed ossa sul palcoscenico.

Questo fantomatico cavaliere viene solo ed esclusivamente menzionato e, nonostante la sua assenza scenica, la sua figura aleatoria condiziona e sconvolge prepotentemente l’intera esistenza delle donne della casa, come a voler sottolineare metaforicamente quanto il potere maschile sia profondamente e patologicamente radicato nelle fondamenta della società, persino quando l’uomo non è fisicamente presente.

All’interno dell’opera troviamo anche innumerevoli elementi lessicali e scenografici che, in modo altamente simbolico, amplificano a dismisura il senso di claustrofobia, arsura e oppressione che provano le ragazze (come il caldo asfissiante, il colore bianco accecante dei muri, il bastone da comando battuto ritmicamente da Bernarda sul pavimento).

Il ruolo della donna nella società: l’attualità immortale dell’opera

Quest’opera teatrale di Lorca continua a parlare prepotentemente al nostro presente. Nonostante gli anni trascorsi dalla sua drammatica stesura, all’interno dell’opera troviamo ancora interrogativi attualissimi che ci permettono di riflettere criticamente sul ruolo delle donne e sull’emancipazione all’interno della nostra società moderna.

La figura femminile ne La casa di Bernarda Alba diventa quindi uno strumento d’indagine e di riflessione universale sulla perenne condizione delle donne nella società contemporanea, dimostrando senza mezzi termini come alcune tossiche dinamiche di controllo e giudizio sociale siano tutt’oggi presenti e radicate, seppur camuffate in forme apparentemente diverse.

Fonte immagine: anonimo (Wikipedia Commons)

 

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