Lorca e il surrealismo: la raccolta Poeta en Nueva York

Lorca e il surrealismo: la raccolta Poeta en Nueva York

Federico García Lorca è probabilmente il poeta più conosciuto di tutto il Novecento spagnolo. La sua poesia riesce a unire le tendenze della tradizione letteraria spagnola con le nuove esigenze della cultura del XX secolo, e possiamo affermare che tra la poesia di Lorca e il surrealismo ci sia una profonda relazione, soprattutto nei componimenti che fanno parte della raccolta Poeta en Nueva York.

Federico García Lorca e il surrealismo

Il Surrealismo di Lorca si sviluppa in un periodo di grande cambiamento. Il 1900 è, infatti, un secolo molto particolare per gli sviluppi della letteratura: avendo ormai esplorato in lungo e in largo tutte le frontiere e le possibilità che la letteratura può offrire, gli scrittori novecenteschi si pongono spesso in posizione di rottura, con una volontà rivoluzionaria e la voglia di superare i limiti in cui veniva rinchiusa la creazione letteraria: è in questo modo che nascono le avanguardie (in spagnolo, vanguardias), che si pongono l’obiettivo di offrire una nuova visione della realtà, che permette di analizzarla da prospettive mai viste prima.

Il surrealismo è proprio uno di quei movimenti d’avanguardia che si sviluppa intorno agli anni ‘20, nasce in Francia con la figura di André Breton, che ne pubblica il manifesto. Nell’arte figurativa, il movimento prende vita in Spagna soprattutto grazie al grande artista Salvador Dalí. In Lorca, il surrealismo, come tipico del movimento in sé, si basa sulla rottura del confine che separa i vari piani della realtà, e in questo modo razionale e irrazionale confluiscono in un’unica cosa: il risultato è una realtà anche più profonda, perché si disfa degli strumenti di cui si serve il conscio per analizzarla, e ci si addentra invece in una dimensione della realtà inconscia, dunque priva di quei limiti che impone la razionalità.

Poeta en Nueva York

Lorca e il surrealismo rafforzano la loro relazione soprattutto nella seconda fase poetica dell’autore. Infatti, le poesie che troviamo in raccolte come Libro de poemas e Primeras canciones, ancora della fase giovanile, uniscono la traduzione classica a quella spagnola popolare, senza però arrivare al livello delle poesie del secondo periodo, quelle di opere come Romancero Gitano o Poema del cante jondo, in cui mostra l’abilità nel creare simboli e metafore che collegano tra loro immagini belle e sorprendenti, mantenendo comunque il taglio popolare e la vicinanza alla tradizione, in certi aspetti.

Spartiacque tra le due fasi è la raccolta Poeta en Nueva York, scritta tra il 1929 e il 1931, ma pubblicata solo postuma, nel 1940. Si tratta dell’opera di Lorca in cui il surrealismo raggiunge i livelli più alti e crea le immagini più suggestive, e che, inoltre, getta le basi per il cambiamento del suo gusto poetico, che manterrà successivamente. Lorca visse a New York proprio negli anni in cui scrisse la raccolta, per cui l’esperienza che racconta è autobiografica.

Nelle varie poesie di Poeta en Nueva York possiamo distinguere l’alternarsi irregolare di due voci molto distinte tra loro. Da un lato c’è la voce di un io angosciato e solidale, che si guarda intorno per le strade della città americana, si intristisce per l’ingiustizia con cui vede che gli altri vengono trattati ed empatizza con loro, soffre insieme a loro e cerca rifugio e riparo in maniera sommessa. In altre poesie invece, si innalza la voce di un io liberato, che vuole gridare a pieni polmoni il desiderio di liberazione, la volontà di amare, di fronte alle ingiustizie, in un atteggiamento di aperta protesta. In ogni caso, in queste poesie di Lorca il surrealismo si sviluppa attraverso successioni di immagini che tendono ad unire elementi in maniera insolita, illogica. Il senso di metamorfosi e di cambiamento continuo emergono spesso in queste immagini, in cui alle volte gli elementi si susseguono senza spiegazioni e in modo caotico, dinamico. L’irrazionalità di queste immagini fa sì che si presentino come delle visioni momentanee e veloci, allucinazioni che creano un senso di stranezza, in cui anche elementi non poetici, diventano tali.

Fonte immagine: Copertina del libro, Catedra

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