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Las Meninas di Manolo Valdés, in mostra al Mann

Las Meninas di Manolo Valdés, in mostra al Mann

Las Meninas, le damigelle di Manolo Valdés, in mostra per la prima volta nel Sud Italia al MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli).

Sull’onda del successo della mostra Picasso e l’antico, prorogata fino al 2 ottobre, il Mann con il suo direttore Paolo Giulierini è dal 27 settembre  pronto a ospitare la mostra di un altro celebre artista iberico di fama internazionale, Manolo Valdés; una nuova occasione per il MANN (già Real Museo Borbonico, per volontà del re Ferdinando IV di Borbone) per sottolineare ancora una volta il forte rapporto storico, artistico, culturale che lega il Museo e la città di Napoli alla Spagna.

Organizzata in collaborazione con il Ministero della Cultura e la Galleria d’Arte Contini e con  il supporto della Fondazione Scudieri , la mostra  Las Meninas, con la curatela di Riccarda Grasselli Contini, è stata inaugurata mercoledì, 27 settembre, alla presenza del direttore del Mann, Paolo Giulierini e  dell’ambasciatore di Spagna in Italia, Miguel Fernández-Palacios, ospite dell’evento.

Las Meninas di Manolo Valdés: una rielaborazione contemporanea di due quadri famosissimi di Diego Velázquez

Dopo un lungo tour internazionale (Parigi, Roma, New York, Oviedo, San Pietroburgo, Pechino) , esposte in diverse mostre di grande impatto visivo e sociale, le undici sculture in bronzo fuso, ad altezza umana, di Manolo Valdés, raffiguranti dieci Reine spagnole e una Infanta, approdano finalmente nel Gran Salone della Meridiana del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, pronte a mescolarsi tra la gente e a “farsi degli amici”.

«Le ho volute così, senza piedistallo, accessibili, vicine, come un esercito amichevole di Meninas» rende noto l’artista.  

Le imponenti sculture nella regalità delle loro pose ci riportano immediatamente alle nobili dame di corte, ritratte con i loro voluminosi costumi d’epoca, nel famoso dipinto Las Meninas (1656) dell’artista spagnolo Diego Velázquez (in particolare all’Infanta Margarita e alla Regina, riflessa in uno specchio), ma anche alla Reina Mariana d’Austria, altro celebre dipinto del 1652-53 di Velázquez, conservati entrambi al Museo del Prado di Madrid. 

Non è certo la prima volta che l’artista Velázquez e le sue opere hanno destato l’interesse di artisti, filosofi, critici e storici dell’arte (da Luca Giordano a Michel Foucault, allo stesso Picasso, le cui opere sono attualmente esposte al Mann), ma le damigelle di Valdés, che per le loro voluminose forme evocano le famose figure di Botero (il grande artista colombiano scomparso da poco), suscitano davvero suggestioni uniche.

«Solo un grande artista e caro amico come Manolo Valdés può accompagnarci in un viaggio atemporale che ci fa accarezzare una memoria storica forgiata dalla sua forza artistica visionaria e innovativa» – dichiarano Stefano e Riccarda Contini della Galleria d’Arte omonima.

Ma come sono nate le sculture-monumento de Las Meninas di Valdés?

Nel prezioso ed elegante Catalogo, stampato in occasione della mostra al Mann (Bandecchi & Vivaldi, 2023), lo storico dell’arte Kosme Maria de Barañano ci spiega che Valdés, inizialmente pittore, comincia a dedicarsi alla scultura solo a 40 anni, dedicandosi principalmente a queste figure di Velázquez e alle nature morte di Giorgio Morandi. 

Negli anni ‘80 avviene il passaggio dal geometrico all’organico, in concomitanza con l’uso della tela di iuta nelle sue opere. Con il tempo l’artista si rende conto che i suoi quadri di tela di iuta non colgono tutte le qualità essenziali di Las Meninas e della figura della Reina Mariana e così nasce l’idea: «la rappresentazione chiede di uscire per prendere forma, per diventare una creazione attraverso un corpo tridimensionale».

Ma come Kosme Maria de Barañano, nel meraviglioso catalogo, ci tiene a precisare «L’opera tridimensionale di Valdés non ha nulla a che vedere con la scultura pop e la scultura figurativa dei nuovi realismi. Pensiamo, ad esempio, al primo americano ad adottare la figura umana, a George Segal».

«Le opere di Segal sono tableaux, nature morte con figura umana. L’estetica di Segal è completamente opposta a quella di Valdès, che crea un oggetto, come un monumento».

Las Meninas: il bronzo e la texture

Valdés si concentra in particolare sul costume femminile del periodo barocco spagnolo, sul corsetto e il guardinfante,  utilizzando e combinando tra loro nel tempo diversi materiali: dal pigmento al legno, all’alabastro, dall’argento al cartone, fino al vetro. 

Per questa mostra Valdés ha utilizzato semplicemente il bronzo, ma con una patina e texture speciali: nel bronzo si intravedono infatti delle rotture, degli intarsi che sollecitano non solo la vista di chi le osserva, ma anche il tatto, così da spingere lo spettatore a toccarle, a osservarle con attenzione e sempre più da vicino, a ruotarle intorno, fino a dialogare con loro. Come dice lo stesso Valdés: «la patina migliora perché la gente le tocca».

Ma cosa ci fanno le damigelle di  Valdés in un museo archeologico?

Paolo Giulierini direttore dell’inaugurazione, dichiara: «L’arrivo di queste damigelle di alta nobiltà oltre a portare raffinatezza e bellezza all’interno di questo Salone, già di per sé fortemente caratterizzato, ci porta al centro di una riflessione fra arte contemporanea e antica. È questo ciò che abbiamo tentato di fare in questi anni, di continuo, ovvero vedere il passato attraverso l’occhio della contemporaneità».

Portare l’arte contemporanea in un Museo Archeologico, importante e famoso in tutto il mondo come quello di Napoli, serve a far rivivere i luoghi del passato grazie a un continuo dialogo con il presente e a mantenere viva la memoria di un popolo, e ciò è senz’altro uno dei grandi meriti di questi otto anni della Direzione Giulierini e del suo Staff.

Fonte immagini: Archivio personale

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A proposito di Martina Coppola

Appassionata fin da piccola di arte e cultura; le ritiene tuttora essenziali per la sua formazione personale e professionale, oltre che l'unica strada percorribile per salvare la società dall'individualismo e dall'omologazione.

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