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Economia durante il governo Meiji: le 3 strategie di sviluppo

L'economia durante il governo Meiji

In Giappone, l’economia durante il governo della Restaurazione Meiji (iniziata nel 1868) conobbe una crescita significativa, anche se con qualche difficoltà. Quali erano le premesse? Quando nel 1853 arrivarono sulle coste giapponesi le navi del commodoro Perry, con la conseguente imposizione dei trattati ineguali nel 1858, il popolo del Sol Levante comprese che per affrontare quella situazione avrebbe dovuto adottare una strategia diversa da quella che aveva sempre avuto. Era ormai finito il periodo del Paese in Catene (Sakoku, 1641-1853), che regolamentava molto severamente il commercio e le relazioni estere.

In quel momento, infatti, il Giappone avrebbe dovuto aprirsi e prendere nota dalle altre potenze per rafforzarsi, modernizzarsi e raggiungerle, se non addirittura superarle. Ecco, quindi, che il motto Cacciare i barbari e riverire l’imperatore (ritenuto discendente di una delle divinità shintoiste più importanti, Amaterasu) veniva sostituito con Paese ricco, militarmente forte. Il piano era dunque quello di temporeggiare, sottostando ai trattati ineguali ma allo stesso tempo cercando di crescere sempre di più economicamente per diventare di conseguenza un baluardo della guerra.

La spedizione americana sotto il comando del commodoro Perry
La spedizione americana sotto il comando del commodoro Perry / Artanisen

Sintesi delle strategie economiche Meiji

Strategia adottata Obiettivi e conseguenze principali
Riforme Matsukata Politica dirigista, deflazione per combattere l’inflazione post-rivolta, focus su sericoltura e tè.
Sviluppo degli Zaibatsu Economia dualista gestita da cricche finanziarie familiari (es. Mitsubishi, Mitsui).
Dai-Ichi Bank Creazione della prima Banca di Stato per finanziare le industrie e l’espansione economica.

Le 3 strategie per lo sviluppo dell’economia durante il governo Meiji

1. Le riforme Matsukata

L’ideatore fu lo statista ed economista (e futuro Primo Ministro del Giappone) Matsukata Masayoshi. Quest’ultimo sosteneva che lo Stato dovesse essere dirigista e quindi essere direttamente coinvolto negli affari: l’autonomia degli imprenditori doveva essere sempre più limitata. Inoltre, cercò di fronteggiare anche il processo d’inflazione dovuto alla rivolta di Satsuma.

Quest’ultima scoppiò nel 1877 e fu una rivolta di samurai molto difficile da reprimere e, di conseguenza, parecchio costosa per lo Stato. Per fronteggiare la situazione lo Stato iniziò a stampare ingenti somme di carta moneta causando una pesante inflazione. Matsukata, dunque, riportò il Giappone ad una valuta sostenuta dall’argento e ciò causò una riduzione della massa monetaria del 14%.

Il problema è che Matsukata ottenne il contrario di ciò che era avvenuto in precedenza: si avviò un processo di deflazione. I prezzi calarono a picco e ciò causò l’indebitamento di molti contadini nei confronti dei ricchi commercianti: persero le loro terre che invece passarono nelle mani di una ristretta cerchia di persone abbienti. Un altro obiettivo dello statista fu quello di puntare sulle industrie più strategiche del Giappone:

  • Quelle della sericoltura;
  • Quelle del .

In Europa, infatti, a quei tempi era diffusa una malattia del baco da seta per cui la sua produzione era rallentata. Ciò indusse molte potenze occidentali a comprare bachi da seta giapponesi. Per quanto riguarda il tè, il competitor per eccellenza del Giappone in questo settore fu l’Inghilterra, la quale, tramite una campagna disonesta per promuovere i suoi prodotti, mise in cattiva luce il tè giapponese dipingendolo come nocivo e sporco. Tuttavia, ciò non scoraggiò il Giappone che ebbe la sua occasione di redimersi, dimostrando all’Occidente la straordinarietà del suo prodotto durante l’Expo del 1876 a Philadelphia.

Economia durante il governo Meiji: Matsukata Masayoshi
Foto di Matsukata Masayoshi / Jnlin

2. Economia di tipo dualista: gli zaibatsu

Gli zaibatsu vengono intesi negativamente come cricca finanziaria. Essi sono aziende che ruotano attorno ad una famiglia principale. Il mercato, dunque, è gestito da un gruppo molto ristretto di persone che lo manipolano per avere un proprio tornaconto personale. Le aziende e le famiglie mantengono i rapporti tramite le quote azionarie.

Come nascono? Gli zaibatsu erano già presenti nel periodo Edo, ma dal periodo Meiji iniziano ad avere sempre più importanza. In questo momento infatti lo Stato, a causa della crisi, decide di vendere alcune aziende a famiglie abbienti in linea con gli ideali del governo. Ad oggi, i gruppi più importanti sono riconosciuti a livello globale, parliamo di:

  • Mitsubishi;
  • Nissan;
  • Mitsui.
economia durante il periodo Meiji logo Mitsubishi
Logo della Mitsubishi / Maanshen

3. Nascita della Banca di Stato (Dai-Ichi Bank)

Le aziende sono diventate il perno dell’economia Meiji, ma senza il loro finanziamento da parte delle banche crollerebbero. Per questo motivo nasce la prima Banca di Stato, la Dai-Ichi Bank, tra il 1873 ed il 1896 con sede a Tokyo. Questa banca avrà poi un ruolo importantissimo durante l’espansione economica del Giappone del dopoguerra.

economia durante il periodo Meiji banca
La Dai-Ichi Bank con sede a Tokyo / あばさ

Necessità delle riforme economiche per il Giappone

Nonostante i risvolti negativi che alcune di esse ebbero, le riforme adottate per la gestione dell’economia durante il governo Meiji diedero comunque la possibilità al Giappone di mantenere una sua indipendenza economica dall’estero e posero le basi per quella che diventerà una delle maggiori potenze economiche a livello mondiale.

Fonte immagini: Wikimedia Commons, Yoshimitsu Sasaki

Articolo aggiornato il: 31 Gennaio 2026

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