Sun Yuan e Peng Yu: la coppia di artisti più controversa della Cina

Sun Yuan e Peng Yu: la coppia di artisti più controversa della Cina

Classe 1972 e 1974, Sun Yuan e Peng Yu sono una coppia di artisti contemporanei cinesi formatasi a Pechino negli anni novanta. Le loro opere prendono forma in un contesto di rinascita artistica, emersa con la fine di una lunga repressione ad opera del presidente Mao Zedong, secondo il quale l’arte doveva servire esclusivamente a un fine educativo al servizio delle masse. Sangue, resina, fibra di vetro e grasso sono solo alcuni dei materiali non convenzionali, insieme ad animali vivi e persino cadaveri, di cui si servono per esprimere concettualmente i lati oscuri della natura umana, scavando nella sua psicologia più profonda ed intima e sfidando il confine di cosa sia moralmente accettabile in maniera spesso cruda e controversa. Ogni opera e performance è stata creata per fare una dichiarazione politica, necessaria per indurre lo spettatore a una riflessione sul mondo e i suoi meccanismi di potere, poiché per la coppia qualsiasi relazione in questo mondo, che sia tra esseri umani, animali o cose detiene un valore politico inconfutabile.

Vi presentiamo alcune delle opere più conosciute della coppia, invitandovi fermamente ad approfondire la loro visione tramite le centinaia di altre performance archiviate sul loro sito ufficiale.

Titolo dell’opera Anno Significato e tematica principale
Can’t help myself 2016-2019 denuncia al capitalismo, disturbo ossessivo-compulsivo e depressione
If seeing is not an option 2013 cieca esecuzione degli ordini e cecità del potere
Old persons home 2007 caducità della natura umana, anche di chi detiene il potere assoluto
Dogs that cannot touch each other 2003 similarità tra rapporti umani e animali manipolati dal potere invisibile

Sun Yuan e Peng Yu: le opere più famose e controverse

Can’t help myself (2016-2019)

Commissionata per la mostra Tales of our Time del Guggenheim Museum di New York (uno dei musei d’arte contemporanea più importanti al mondo), l’opera consiste in un robot programmato per eseguire costantemente lo stesso movimento al centro di una “gabbia” composta da vetrate: inizialmente, con gesti molto fluidi e che imitano una sorta di danza, cerca di spazzare un liquido rosso verso il proprio centro per non disperderlo. Col passare del tempo, però, la macchina è destinata ad avere sempre più difficoltà nel compito. I suoi movimenti diventano veloci, spezzati e quasi disperati nel tentativo di contenere il liquido, che assume sempre più le sembianze del suo stesso sangue. L’opera, che si potrebbe considerare la più famosa della coppia, diventata virale di recente sui social, è stata concepita dal pubblico come una rappresentazione della depressione e del disturbo ossessivo-compulsivo. Altri, invece, vi hanno visto una denuncia al capitalismo e allo sfruttamento lavorativo, rappresentati da un robot costretto a un compito ripetitivo e alienante finché quest’ultimo non diventa la causa della sua “morte”; un fenomeno reale e che ha preso un nome in Giappone, dov’è molto diffuso, il karoshi.

If seeing is not an option (2013)

Delle persone bendate, poste le une di fronte alle altre, smontano e rimontano dei fucili su un tavolo a una velocità impressionante. L’opera rappresenta soprattutto la cieca esecuzione degli ordini, senza porsi domande sulla legittimità degli stessi.

Old persons home (2007)

Tredici sculture iperrealistiche di leader mondiali, seduti su sedie a rotelle motorizzate, si muovono senza sosta all’interno di una stanza. Quest’opera rappresenta la caducità della natura umana e vuole dimostrare come anche chi detiene poteri assoluti sia destinato a morire come tutti gli altri.

Dogs that cannot touch each other (2003)

Quattro coppie di pitbull, posti gli uni di fronte agli altri e legati al guinzaglio sopra tapis roulant non automatizzati, corrono nella direzione opposta senza mai potersi raggiungere. L’opera ha scatenato aspre critiche da parte di associazioni animaliste (come la PETA), causando la rimozione del video della performance dall’archivio del Guggenheim. Tuttavia, il vero scopo dietro la performance era quello di mostrare la similarità fra i rapporti umani e quelli animali, dove il potere riesce a controllare le relazioni in maniera invisibile portando a scontri estenuanti e senza risultati.

Fonte immagine in evidenza: Aleksandr Zykov / commons.wikimedia.org

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