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In Ponticelli everything is fine (Teatro Tedér) | CTF

In Ponticelli everything is fine (Teatro Tedér) | CTF

Anche per l’edizione 2026 del Campania Teatro Festival il progetto Quartieri di Vita è presente: in scena al Teatro Tedér In Ponticelli everything is fine.

Elemento chiave Dettagli dello spettacolo
Spettacolo In Ponticelli everything is fine
Ideazione e progetto Jan Horák
Regia Giulia Amodio
Rassegna Quartieri di Vita 2025 / Campania Teatro Festival 2026
Ente produttore Associazione N:EA (Napoli: Europa Africa)
Teatro Teatro Tedér (Napoli)

Storie e voci nell’intermezzo della periferia: In Ponticelli everything is fine

Nell’intermezzo della periferia, in un luogo di alienazione dove la marginalità si insinua tra i palazzi e fa ombra sulle strade, un gruppo di “non-attori” si fa coraggio per mettere a nudo le proprie storie: in Ponticelli everything is fine va in scena il 13 giugno al Teatro Tedér. Lo spettacolo, inserito all’interno della rassegna Quartieri di Vita 2025 e realizzato dal Campania Teatro Festival 2026, è un progetto di Jan Horák prodotto da Associazione N:EA e tradotto dalla regia di Giulia Amodio con le interpretazioni di Angelo Scarpato, Assunta Romano, Elisabetta Visco, Giovanni Buono, Monica La Sala e Carmela Olimpio.

Il teatro come materia scenica condivisa

In Ponticelli Everything is fine è la somma collettiva delle esperienze di vita di singoli individui, riuniti nel medesimo desiderio di raccontare la propria realtà. A esporsi sono “non-attori”, persone comuni che raccolgono frammenti di vita e li riuniscono in un disegno comunitario, ovvero in una coreografia che fa luce sulle zone d’ombra della periferia. Ciascuno di loro si mette a nudo, con coraggio restituisce voce a condizioni esistenziali di un posto troppo spesso dimenticato. Tra le inquietudini di Kafka e la visionarietà cinematografica di David Lynch, prendono spunto per realizzare un incontro oscillante tra realtà e prospettive.

Il teatro, allora, si anima di una materia scenica condivisa: si crea uno spazio dove l’inclusione è la risposta alla mancanza di attenzione nei confronti di una realtà esistente. Tra le crepe di quel disagio contemporaneo che abita Ponticelli, si insinua una profonda volontà di trasformazione, quell’idea di creare un focus sensibile su spazi deformati. Dunque, il teatro ancora una volta diventa possibilità di racconto e di visione.

In Ponticelli everything is fine per Quartieri di Vita

Quartieri di Vita è un progetto annuale di cooperazione territoriale ed europea, per il quale professionisti locali del teatro sociale dialogano con artisti internazionali, includendo con una chiave accessibile partecipanti non necessariamente del settore. È una porta aperta per includere realtà locali trascurate da un punto di vista sociale e politico, accolte dalla responsabilità dell’arte di restituire senso e valore alle associazioni culturali che lavorano come avamposti di resistenza.

In Ponticelli everything is fine è uno spettacolo nato dal progetto Quartieri di Vita 2025, dopo un ciclo di incontri e workshop con Jan Horák sulla sensibilità della periferia partenopea. È una possibilità di teatro sociale, dove gli sguardi e le azioni diventano occasioni d’arte e, infine, possibilità di scoprire un racconto collettivo. Si rivelano le identità in spazi sicuri e le si trasforma in un processo creativo con il valore possibile di stringersi insieme.


Scheda tecnica dello spettacolo

PROGETTO A CURA DI: JAN HORÁK
REGIA: GIULIA AMODIO
ASSISTENTE ALLA DRAMMATURGIA: DANIELA MONTELLA
CON: ANGELO SCARPATO, ASSUNTA ROMANO, ELISABETTA VISCO, GIOVANNI BUONO, MONICA LA SALA, CARMELA OLIMPIO
PRODUZIONE: ASSOCIAZIONE N:EA (NAPOLI: EUROPA AFRICA)

Fonte immagine: archivio personale

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A proposito di Francesca Hasson

Francesca Hasson è giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 14/12/2023. Appassionata di cultura in tutte le sue declinazioni, unisce alla formazione umanistica una visione critica e sensibile della realtà artistica storica e contemporanea. Dopo avere intrapreso gli studi in Letteratura Classica, consegue la laurea in Lettere Moderne e in Discipline della Musica e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Durante la carriera accademica, riscopre una passione viva per la ricerca e la critica, strumenti che esercita attraverso il giornalismo culturale. Carta e penna in mano, crede fortemente nel valore di questa professione, capace di generare dubbi, stimolare riflessioni e spianare la strada verso processi di consapevolezza. Un tipo di approccio che alimenta la sua scrittura e il suo sguardo sul mondo e che la orienta in una dimensione catartica di riconoscimento, identità e comprensione.

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