Dopo il successo di “Strappare lungo i bordi” e “Questo mondo non mi renderà cattivo”, Zerocalcare torna su Netflix con “Due Spicci”, nuova serie animata composta da otto episodi che conferma la capacità dell’autore romano di trasformare esperienze personali e fragilità generazionali in un racconto universale e coinvolgente. Disponibile dal 27 maggio, la serie rappresenta probabilmente il capitolo più maturo e amaro del percorso televisivo dell’autore, chiudendo idealmente una trilogia iniziata nel 2021.
| Scheda della serie | Dettagli di “Due Spicci” |
|---|---|
| Autore | Michele Rech (Zerocalcare) |
| Data di lancio | 27 maggio 2026 |
| Numero di episodi | 8 puntate |
| Durata episodi | Tra i 25 e i 35 minuti a puntata |
| Cast principale | Michele Rech (Zero), Valerio Mastandrea (l’Armadillo) |
| Piattaforma streaming | Disponibile in esclusiva su Netflix |
Nato ad Arezzo nel 1983 ma cresciuto a Rebibbia, Zerocalcare – il cui vero nome è Michele Rech – è diventato negli ultimi quindici anni una delle voci più riconoscibili del fumetto italiano contemporaneo. Dai blog ai graphic novel di successo, dai riadattamenti teatrali fino alle produzioni Netflix, il suo stile ha sempre combinato ironia, cultura pop, introspezione e attenzione alle contraddizioni sia personali che della propria generazione.

Due Spicci- momento di lite e tensione tra Sara e la sua compagna Stella di fronte al protagonista
Due Spicci: una storia di soldi, ma non solo
In “Due Spicci” ritroviamo Zero, Cinghiale, Secco, Sara e l’immancabile Armadillo, ancora una volta doppiato da Valerio Mastandrea. La vicenda ruota attorno ai problemi economici e personali che travolgono Cinghiale, finito in una situazione più grande di lui e costretto a confrontarsi con debiti, errori e conseguenze sempre più difficili da gestire. Attorno a questa vicenda si muove l’intero gruppo di amici, chiamato a interrogarsi su cosa significhi davvero aiutare qualcuno quando la semplice solidarietà sembra non bastare più.
Il titolo stesso, “Due Spicci“, richiama il tema del denaro e dei “buffi” – parola tipicamente romana utilizzata per indicare i debiti. Tuttavia, come suggerito dallo stesso autore, il concetto si allarga rapidamente fino a comprendere i debiti emotivi, le responsabilità rimandate, le promesse non mantenute e tutto ciò che il passato presenta inevitabilmente alla porta dell’età adulta.
L’ironia resta, ma il tono si fa più cupo
Chi conosce Zerocalcare ritroverà immediatamente gli elementi che hanno reso celebri i suoi lavori: il flusso continuo di riferimenti alla cultura pop: durante le puntate si possono facilmente individuare, infatti, richiami a film di spicco come “Il Signore degli anelli”, a vecchi cartoni animati degli anni ottanta, ai videogiochi, agli anime, oltre alle classiche battute surreali e quel linguaggio romano diretto e autentico che, da sempre, caratterizza i suoi dialoghi.
Due Spicci- presentazione del personaggio di Cinghiale[/caption>
Eppure qualcosa è cambiato. Se nelle opere precedenti l’ironia riusciva spesso a stemperare il peso delle questioni affrontate, qui il sorriso lascia più spazio all’inquietudine. La serie parla di precarietà economica, relazioni tossiche, dipendenze, paura del fallimento e incapacità di immaginare il futuro con ottimismo.
Temi che vengono affrontati senza rinunciare alla comicità, ma con una consapevolezza nuova e decisamente più dolorosa. Diversi critici hanno definito “Due Spicci” l’opera più ambiziosa e crepuscolare dell’autore, capace di raccontare una generazione arrivata alla soglia dei quarant’anni senza le certezze promesse.
Due Spicci: una generazione senza istruzioni
L’aspetto forse più interessante della serie è proprio questo: la sensazione costante di smarrimento. I protagonisti non sono più i giovani precari raccontati agli inizi della carriera di Zerocalcare, bensì adulti che continuano a sentirsi incompleti, impreparati e fuori posto.
Citazione, all’interno della serie “Due Spicci”, del film “The Goonies” del 1985</caption]
Attraverso i dialoghi e le riflessioni di Zero emerge il ritratto di una generazione cresciuta tra promesse di stabilità e realtà profondamente diverse da quelle troatesi di fronte al proprio cammino, costretta a convivere con l’ansia economica, la difficoltà di costruire relazioni durature e la sensazione di essere rimasta indietro rispetto alle aspettative sociali.
La forza della serie sta proprio nella sua capacità di raccontare queste paure senza trasformarle in un manifesto generazionale, mantenendole sempre profondamente umane e personali.
Una delle opere più mature di Zerocalcare
“Due Spicci” non è probabilmente la serie più immediata realizzata da Zerocalcare, né quella che punta maggiormente sulla comicità. È invece una delle più stratificate e coraggiose, perché sceglie di mettere in discussione l’idea stessa che l’amicizia e la solidarietà possano sempre risolvere tutto.
Momento introspettivo di conversazione tra il protagonista e la sua coscienza, che veste i panni dell’Armadillo[/caption>
Il risultato è un racconto estremamente amaro; ma anche più consapevole. Una serie che continua a far ridere ma che lascia soprattutto spazio alla riflessione, confermando ancora una volta la capacità di Zerocalcare di trasformare il proprio vissuto in uno specchio in cui molti spettatori finiscono inevitabilmente per riconoscersi.
Due Spicci: dove vedere la serie
“Due Spicci” è disponibile su Netflix dal 27 maggio 2026. La serie è composta da otto episodi, con una durata variabile tra i 25 e i 35 minuti circa, ed è la terza collaborazione tra Zerocalcare e la piattaforma dopo “Strappare lungo i bordi” e “Questo mondo non mi renderà cattivo”.
Scena di svolta nella nuova serie di Zerocalcare e presentazione del personaggio di Smeralda
Nel cast vocale tornano Michele Rech, che presta la voce al protagonista Zero, e Valerio Mastandrea nel ruolo dell’Armadillo. La serie è disponibile in streaming per tutti gli abbonati Netflix.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare il catalogo ufficiale di Netflix e le pagine social di Michele Rech.
Fonte delle immagini: screenshot del trailer ufficiale

