Eraserhead: il primo vero capolavoro di David Lynch

Eraserhead: il primo vero capolavoro di David Lynch

Eraserhead è l’opera prima di David Lynch, un film-incubo che ha definito il suo stile surreale e disturbante, ponendosi come uno degli esordi più folgoranti della storia del cinema, al pari di capolavori come Quarto Potere di Orson Welles.

La trama: un incubo in bianco e nero

La storia di Eraserhead è apparentemente semplice: Henry Spencer, un uomo timido interpretato da Jack Nance, vive in un desolato paesaggio industriale. Dopo una cena surreale a casa della sua ragazza, Mary X, scopre che lei ha partorito una creatura mostruosa, più simile a un rettile che a un bambino. Costretto a prendersene cura, Henry sprofonda in un vortice di visioni, ansie e orrori che sfociano in un finale tanto liberatorio quanto tragico. L’intento di Lynch non è offrire una narrazione convenzionale, ma trascinare lo spettatore in un’esperienza sensoriale, un vero e proprio incubo ad occhi aperti.

Le chiavi di lettura di un film-enigma

Il film è un riflesso diretto delle paure personali del regista. Non va interpretato letteralmente, ma attraverso i suoi potenti simboli autobiografici. Per la sua importanza culturale, Eraserhead è stato selezionato per la conservazione nel National Film Registry degli Stati Uniti.

Le chiavi di lettura di Eraserhead Possibile interpretazione
Il bambino deforme Rappresenta la terrificante ansia della paternità, il timore di un legame indesiderato e la paura di generare qualcosa di “sbagliato”. È un capolavoro di body horror.
L’ambiente industriale Riflette il disagio di Lynch durante il suo soggiorno a Filadelfia, un luogo che descrisse come pieno di “paura e violenza”. Il paesaggio è lo specchio della psiche del protagonista.
Il sound design Il ronzio industriale costante, il vapore, i pianti inumani: il suono non è un contorno, ma il motore dell’angoscia e dell’alienazione.
Il titolo “Eraserhead” Allude sia alle visioni di Henry (la sua testa produce gomma da matita), sia al desiderio inconscio di “cancellare” l’errore commesso, ovvero il figlio.

La paura della paternità e il mistero del bambino

Il cuore pulsante del film è la terrificante ansia per la paternità, che Lynch provava durante la nascita di sua figlia Jennifer. Il neonato deforme è la personificazione di questa paura. La sua creazione è uno dei più grandi misteri del cinema: Lynch non ha mai rivelato come sia stato realizzato (l’ipotesi più accreditata parla di un feto di vitello), arrivando a bendare il proiezionista per mantenere il segreto. Questo mistero ha contribuito ad alimentare l’aura mitica del film, come discusso ampiamente nell’edizione restaurata di The Criterion Collection.

L’eredità di Eraserhead: un cult senza tempo

Girato in bianco e nero nell’arco di cinque anni con un budget irrisorio, Eraserhead è diventato un’icona del cinema surreale e un caposaldo del circuito dei “midnight movies” (film di mezzanotte), che ne ha garantito il successo duraturo. Con quest’opera prima, Lynch non ha solo realizzato un film, ma ha presentato al mondo il suo manifesto artistico: un cinema che non spiega, ma trasmette sensazioni, che esplora l’inconscio e trasforma l’ansia in arte. È il punto di partenza ideale per comprendere l’intera filmografia di uno dei più grandi artisti del nostro tempo.

Fonte immagine: YouTube.com

Articolo aggiornato il: 27/09/2025

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A proposito di Di Puorto Paolo

Appassionato di film (di quelli soporiferi, sia chiaro, non di quelli interessanti) ma anche studente di lingua tedesca e russa all'università di Napoli "L'Orientale".

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