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Film di Otto Preminger: i 3 più belli

Film di Otto Preminger: i 3 più belli

Otto Ludwig Preminger (1905-1986) è stato un regista, produttore cinematografico e attore. Egli è stato uno dei registi più importanti di tutti i tempi e in particolare fu uno dei migliori autori di noir e una delle personalità più originali di sempre. Debuttò ad Hollywood come regista col film Schiavo della tua malia (1936) e come attore nel 1942 in The Pied Piper di Irving Pichel, per la 20th Century Fox. I film di Otto Preminger sono sempre attuali e non invecchiano mai, ma ci sono almeno tre pellicole che vi rimarranno impresse. Scopriamo insieme quali sono.

Sintesi dei film imperdibili di Otto Preminger

Titolo del film Anno Genere e particolarità
Vertigine (Laura) 1944 Noir psicologico basato sul romanzo di Vera Caspary.
La vergine sotto il tetto 1953 Commedia audace che sfidò la censura dell’epoca.
Anatomia di un omicidio 1959 Legal drama con linguaggio esplicito e approccio realistico.

1. Vertigine (Laura)

Vertigine è un film del 1944 ispirato al romanzo Laura scritto da Vera Caspary nel 1942.

Trama del film Vertigine

Un ispettore di polizia, Mark McPherson si ritrova a investigare per l’omicidio di Laura Hunt, una direttrice pubblicitaria ritrovata morta nel proprio appartamento col volto sfigurato da una pallottola di un fucile. Tra i vari sospettati ci sono: Waldo Lydecker, un giornalista che l’aveva aiutata a entrare in questo mondo, Shelby Carpenter, il fidanzato della ragazza, la zia Ann e la sua cameriera. Man mano che l’indagine va avanti è come se McPherson cominciasse a conoscere la donna attraverso le parole degli altri, tanto da ossessionarsi di lei e di un quadro che la ritrae. Un giorno, mentre l’ispettore dorme sotto il ritratto viene svegliato da alcuni rumori nell’appartamento: si tratta di Laura, di ritorno da una campagna. Si scopre allora che in realtà la donna morta non è realmente Laura, ma Diane Redfern, una modella dell’agenzia di Laura che aveva una relazione segreta con Shelby e che era stata assassinata nel buio da Lydecker, che avendola scambiata per Laura, l’aveva uccisa perché segretamente innamorato di lei e profondamente geloso. Alla fine del film Lydecker tenterà nuovamente di uccidere la donna, che sarà salvata dall’ispettore e infine a morire sarà proprio il giornalista.

2. La vergine sotto il tetto

La vergine sotto il tetto è un film del 1953 e ha come protagonista una donna fuori dagli schemi, Patty O’Neill, una ventenne irlandese profondamente cattolica che si trova a New York perché spera di diventare un’attrice. Affascinato dalla donna, l’architetto Donald Gresham decide di seguire la donna fino alla terrazza dell’Empire State Building. La ragazza, affascinata dall’uomo, accetta l’invito dell’uomo ad andare a casa sua, ma mentre sono sul taxi chiarisce subito una cosa: lei è vergine e intende rimanere tale e questa cosa spesso influenza il suo rapporto con gli uomini. Una volta a casa, si presenta alla porta David, un vicino di casa dell’architetto e padre di Cynthia, ex fidanzata di Donald. Ingenuamente Patty lo invita a rimanere e Donald è costretto ad andare via da casa. La situazione si complica ancora di più a causa della perfida Cynthia e del padre di Laura. Tuttavia, il giorno dopo, i due riusciranno a chiarirsi nuovamente sull’Empire State Building, decidendo di sposarsi.

Questo film fu scandaloso per la critica dell’epoca, basti pensare al solo termine “vergine”. Il problema maggiore era però che una donna parlasse liberamente della propria sessualità e del rapporto con l’altro sesso. Questo è uno dei primi esempi di donna all’avanguardia.

Anatomia di un omicidio è un film del 1959 tratto dall’omonimo romanzo di Robert Traver.

Trama di uno dei film di Otto Preminger più belli

Nella cittadina inventata di Iron City, in Michigan, in un processo per omicidio, Laura Manion, moglie dell’accusato chiede all’avvocato Paul Biegler di difendere il marito, tenente reduce della guerra di Corea. La donna afferma di essere stata violentata dal gestore di un bar e che per questo motivo il marito l’aveva ucciso. L’avvocato accetta di difendere l’uomo e dopo averlo interrogato conclude che l’unica strategia plausibile per vincere è quella di dichiarare l’infermità mentale. In tribunale, la giuria si convince del fatto che l’uomo abbia agito a causa di un impulso irrefrenabile, e, convinti anche dall’opinione di uno psichiatra, viene confermata lo stato di infermità mentale, dichiarando l’uomo non colpevole.

Questo film, con un linguaggio molto esplicito per l’epoca, ricevette molte critiche dagli organi preposti alla censura che lo accusarono di oscenità. Per approfondire l’impatto di questo regista nella storia del cinema, si può consultare la voce biografica su Britannica.

Fonte dell’immagine in evidenza: IMDb

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